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	<title>RINGERS.IT - Nurburgring Nordschleife Italian Site &#187; racconti nurburgring</title>
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	<description>Il Sentiero Italiano per l&#039;Inferno Verde</description>
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		<title>Ritorno all&#8217;Inferno (Marione)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 14:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kamox</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giovedì fatidico è arrivato veloce, cavalcando l&#8217;onda del tempo che passa inesorabile e brucia la mia esistenza, schiava di un modello di lavoro che alla fine il tempo lo fa perdere.
Partiamo con comodo, i bambini sono riposati, la moglie è serena. Abbiamo 800 km davanti e tutta la giornata per coprirli, sfiliamo gli eterni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giovedì fatidico è arrivato veloce, cavalcando l&#8217;onda del tempo che passa inesorabile e brucia la mia esistenza, schiava di un modello di lavoro che alla fine il tempo lo fa perdere.<br />
Partiamo con comodo, i bambini sono riposati, la moglie è serena. Abbiamo 800 km davanti e tutta la giornata per coprirli, sfiliamo gli eterni lavori sull&#8217;Autolaghi con pazienza, in Svizzera sarà peggio.<br />
Infatti, oltre i limiti di velocità geronto-comici, scopriamo che i cantieri continuano, aumentano, arrivano in Germania dove esplodono, occupano lunghi tratti di molte autostrade, e sarà così anche al ritorno via Monaco di Baviera.<br />
Paese virtuoso la Teutonia, in tempi di crisi investe sulle infrastrutture, al momento giusto sarà pronta per tornare a locomotivare di nuovo.</p>
<p>Sono incredibili i tedeschi, anche nel caos più spinto restano ordinati, il serpentone di mezzi che sfila verso nord scorre sempre, rallenta ma non si ferma.<br />
Nei tratti liberi si viaggia senza restrizioni, un paradiso. Nonostante una cavalleria media che noi ci sogniamo corre solo chi ha fretta, chi non ne ha se ne sta a destra, non esiste la corsia del disonore.<br />
In un attimo ci ritroviamo a duecento all&#8217;ora, viaggiando più sicuri che sulla tangenziale di Milano agli ottanta, non fosse altro che per il rispetto della distanza di sicurezza che TUTTI applicano.</p>
<p>Praticamente ogni mezzo espone almeno una bandiera tedesca, poi sciarpe, adesivi, copriretrovisore&#8230;.<br />
Una nazione sta impazzendo per i mondiali di calcio&#8230;&#8230;.ordinatamente come solo loro sanno fare.<br />
I nostri sono in campo contro la Slovacchia, una radio tedesca parla di calcio, dicono “Italien Slovakien zwei drei ahr ahr ahr”. Un tir ci suona la tromba, ed è la conferma del disastro.</p>
<p>Arrivati a Mannheim un ingorgo ci spinge ad attraversare la città per aggirare il blocco via Francoforte. Nonostante nei pressi della ferrovia la sua urbanistica dia chiara evidenza dei bombardamenti subiti Mannheim è una bella città, dove il fiume Reno comincia veramente a mostrarsi come un gigante.</p>
<p>Dopo oltre dieci ore di viaggio finalmente arriviamo nei boschi dell&#8217;Eifel. Quando sfioriamo il rettilineo in uscita dal lungo curvone del Galgenkopf, il cartello “Dottinger Hohe” ci avvisa che siamo arrivati a casa.</p>
<p>Ci accoglie la come sempre splendida Veronika, vera professionista dell&#8217;ospitalità, che ci consegna le chiavi del nostro appartamento, una splendida dependance con vista sul castello di Nurburg.</p>
<p>Un rapido ripristino podo-ascellare e risaliamo sull&#8217;auto in direzione ristorante, incrociando lo sguardo con la pista, che sembra saper essere il nostro oggetto del desiderio, per come si presenta sinuosa e rilassata, sfumata dalla luce del crepuscolo che solo il nord sa comporre.<br />
Un brivido mi percorre, il pensiero vola al giorno dopo, un attimo solo basta per riempire la mente di motori rombanti e profumo di ferodi che aspettiamo da un anno.<br />
Insieme ritornano i timori, l&#8217;inevitabile considerazione sul farsi un giro dell&#8217;Inferno con a bordo moglie e figli, pensieri di tipo assicurativo&#8230;&#8230;<br />
Altrettanto velocemente parte l&#8217;insulto ad un deficiente che si fuma uno stop davanti a me, anche se ai due all&#8217;ora; stendiamo un velo pietoso sulla nazionalità dell&#8217;auto e andiamo a rifocillarsi.</p>
<p>Il resto della truppa è partito all&#8217;alba, sono arrivati giusto in tempo per farsi un giro con il loro ferro privato, sono già carichi, eccitati; per qualcuno è stato il primo rapporto con la Meretrice Verde e sulla sua faccia è stampato un ghigno gaudente, simile a quello di un bimbo che sta scaricando le sue tribolazioni nel pannolino.<br />
Mi rifaccio con un ottimo filetto al pepe verde – la carne da queste parti è superlativa – accompagnata dalla bevanda nazionale locale, la prima di una lunga serie.<br />
Finalmente a nanna, nel buio e nel silenzio più assoluti ci nascondiamo sotto i nostri piumoni e cediamo alle fatiche di questa lunga giornata di viaggio.</p>
<p>Al risveglio ci si fa accarezzare dalla brezza, a piedi nudi sul prato, respirando la serenità delle colline davanti a noi.<br />
Che meraviglia, ci vorrebbe tutti i giorni a Milano, al posto del torrido cemento dell&#8217;estate padana.<br />
Abbiamo qualche ora davanti a noi, prima di dare fuoco alle polveri.<br />
Un po&#8217; di shopping – vuoi non buttare via un po&#8217; di soldi ? &#8211; un caffè BUONO al bar del Boulevard (ingresso opposto al museo per chi dovesse passare di li), prima di andare al noleggio a perfezionare il contrattino impostato via web un paio di mesi prima.</p>
<p>Mentre la macchina viene preparata, abbiamo tutto il tempo di spostarci di li a qualche centinaio di metri, al chiosco sotto la Ex-Muhle, dove con pochi soldi mi sparo una schnitzel con patate in insalata che necessitano di una prima Warsteiner, il lubrificante più usato nella regione, utilissima per liberare la mente dalle ultime paure. Tempo di bastonare un crucco che ritmava SLO-VA-KIA con un salmo intitolato a Jose Mourinho, incidente diplomatico chiuso con una Warsteiner, ed è ora di portare il giocattolone in pista.</p>
<p>Io sono più che altro un pilota da tangenziale milanese, media 35 km/h. Da ragazzo ero di certo  più stupidamente spavaldo, almeno finché una entità superiore mi ha ripescato su da un argine lungo Po. Il traffico di Milano e hinterland ha il vantaggio di essere molto istruttivo. Per sopravvivere alla bolgia quotidiana del girone dei milanesi si sviluppano sorprendenti capacità previsionali e di analisi del dettaglio apparentemente non annoverabili tra le capacità umane.<br />
Tutti nel gruppo dei drivers di GTExD arriviamo dalla megalopoli, e questa skill sarà fondamentale per ognuno di noi nel riportare a casa i nostri ferri senza fare il morto, o meglio il MORTOCICLISTA.<br />
Quando un altoparlante riciclato dal ghetto di Roma gracchia “herren und damen, pistem ist geoffnet” (più o meno) ancora non sappiamo cosa ci attenderà in pista o, meglio, dovremmo saperlo vista la migrazione di Ducatoni Triumph e supergiapponesi con targa gialla e motore a birra, cavalcate da centauri albionici pazzi furiosi, cresciuti a pane e Tourist Trophy.</p>
<p>Siamo troppo affascinati dalle signore che una dopo l&#8217;altra fanno sentire la loro musica, una sfilata che mozza il fiato agli appassionati di auto come noi. Pensate ad una macchina, quella che volete.<br />
Sicuramente c&#8217;era.<br />
Oppure c&#8217;era ieri.<br />
Allora ci sarà domani&#8230;.</p>
<p>Il Mostro verde però è giusto, severo ma giusto.<br />
Già dal primissimo giro che percorsi tempo fa capii che la sfida non è con il Porsche 911 RSR color albicocca che ogni giro ti sorpassa, ma con te stesso, le tue paure, la tua incoscienza, la tua spavalderia, il tuo coraggio, solo dopo con le tue capacità di pilota.<br />
E allora scopri che sei uguale all&#8217;estone con la Dodge Viper, al meglio della topa che lo accompagna. Arrivato in fondo ti sei divertito allo stesso modo, hai proseguito la tua sfida, godi come un mandrillo perché hai rubato ancora qualche metro, qua e là, sui punti di frenata, eiaculi ripensando alla M3 che hai innervosito mostrandogli nello specchietto la sagoma del tuo ferraccio al Karussell.<br />
Per questo amo portare la mia fida Focus Stascionuegon TD nella foresta dell&#8217;Eifel. La conosco bene, mi porta a spasso ogni giorno, ci fidiamo l&#8217;uno dell&#8217;altra e per questo possiamo permetterci di maltrattarci a vicenda senza portare rancore.<br />
La Swift presa a noleggio ha l&#8217;assicurazione, le slick, la gabbia, i sedili race, tanti somarelli che tirano un carretto leggero, ma è puro meretricio.<br />
Ti alletta con il suo sguardo ammiccante, ti eccita con il suo rombo da auto da corsa, si fa possedere anche contro natura, ma quando cominci a prenderci gusto e a capire cosa piace a lei&#8230;&#8230;puff, la devi riportare indietro.</p>
<p>Così con tutta la famiglia a bordo, mentre Stefano comincia a scaldare le gomme della Suzuki, si parte per il primo giro, io alla guida, Cristian al mio fianco ben saldo sul suo seggiolino, dietro Ivan e Patty, la mia compagna. Ci infiliamo nel serpentone di supercavallate e ci avviamo verso la fatidica sbarra. A poche macchine di distanza ci siamo tutti, Zio-I e Cecco con un&#8217;altra Swift e Fastbelt con la sua fida Punto, un vero gioiello.<br />
Sul breve tratto di marciapiede che precede l&#8217;ingresso alla pista normalmente stazionano dei personaggi stranissimi. Sono curiosi, di ogni sesso e tutte le età, che sono li a guardare le facce dei pazzi che entrano nell&#8217;Inferno Verde. Per loro siamo degli alieni, è imbarazzante essere fotografati da un turista mentre si attende l&#8217;apertura del varco. Così come l&#8217;anno scorso faccio spegnere il motore ripartendo da fermo in salita. Due donne ci salutano come fossimo i passeggeri del Titanic.<br />
Una scrollatina alle parti molli, un controverso “bip” sul lettore e la sbarra va su&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>FINALMENTE TUTTI IN PISTA !!!</p>
<p>Già alla prima curva davanti a me fa la sua prima apparizione l&#8217;incubo della giornata: IL MORTOCICLISTA.<br />
Cerco di farmene una ragione, è il primo giro, di fianco a me Cristian, che a stare dietro ultimamente sente le curve (e quando le sente ti inonda di vomito senza preavviso), dietro il resto del mio mondo, le gomme sono fredde&#8230;&#8230;e parte il primo porcone. Ogni curva fino all&#8217;atterraggio all&#8217;aeroporto il centauro mi taglia davanti, scappando non appena può aprire il gas e chiudendo pietosamente la linea ad ogni curva, in piena violazione della SACRA REGOLA: chi è più lento passa a destra. Dai porconi generici sono passato ad altre considerazioni su importanti personaggi e loro familiari, tanto da rendere impubblicabile il cameracar sul tubo.<br />
All&#8217;improvviso sulla salita del Flugplatz chiude il gas. Sapeva cosa lo aspettava, e io speravo che lui lo sapesse, per avere la certezza di poterlo finalmente sfilare.</p>
<p>Sul ring girare in moto è un altro mondo. Se in auto il primo limite di rischio è stabilito dal portafoglio, su due ruote rischi le ossa al primo errore, scivolare su cordoloni biancorossi ripidi come muri, anche a basse velocità, sono dolorini. Con o senza carta di credito Visa Diamond Universe a credito illimitato. Nonostante la posta sia la vita i centauri sono a branchi, pronti a sfidare se stessi, gli altri, la morte.<br />
Tra questi ci sono alcuni semidei, girano al massimo in due, filano via come ectoplasmi, morbidi e sinuosi nella linea come cattivi sul gas e sui freni.<br />
E assieme a loro i pazzi furiosi, partono in gruppo, anche trenta per volta in un concerto per rutti e carburatori, assolutamente incoscienti. Qualcuno di questi impara alla svelta, altri devono scoprire le  ondulazioni della pista a pieno gas, fino a farsi disarcionare in rettilineo, con la sospensione posteriore in risonanza come una lavatrice in centrifuga che cerca di andare fuori dal bagno.<br />
Il dritto dopo il Flugplatz è uno di questi posti, così posso terminare il tanto bramato primo giro divertendomi senza forzare sull&#8217;ottovolante più grande del mondo.</p>
<p>Si rientra e si parcheggia diretti in zona vipps: siamo efficacissimi a trovare spazio nel parcheggino adiacente l&#8217;ingresso e il bar, solo gli inglesi rientrano ordinatamente nel loro prato, forse ci giocano a cricket. E finalmente arriva il giocattolone tanto atteso.<br />
All&#8217;interno è completamente svuotata, sedili race, scarichi “hot sound”, freni bum bum, gomme quasislick. Praticamente pronto VLN. La cavalleria non è tanta ma quanto basta per divertirci.<br />
La parte più difficile si rivela, con malcelata purtroppezza, la convivenza con un cambio a tecnologia avanzata, chiamato in gergo tecnico “a ingranaggi polverizzati”. Infatti è preciso come un arciere orbo, ma piuttosto di sprecare un solo somarello preferisco far ostiare il motore. Giro dopo giro ci faccio la mano, fellinianamente Patty si occupa di documentare l&#8217;esperienza mia e di Stefano. La Suzukina viaggia da bestia, con le sue ruotone lisce si ferma in un fazzoletto, freni sempre dopo e hai la netta percezione che ce ne sia ancora.<br />
Tra un mortociclista kamikaze e una Honda S2000 gialla targata CH sbriciolata contro il rail all&#8217;ingresso della Wippermann comincio a prenderci gusto. L&#8217;entità mi possiede, io sono suo, neanche la dea Warsteiner, liturgicamente celebrata tra un giro e l&#8217;altro, può riprendermi dal mostro.<br />
Quando Cristian reclama il suo turno, il pensiero che possa sboccare nella Swift mi persuade a non esagerare. Mentre faccio esperimenti di scorrevolezza preparo mentalmente il giro successivo, sottovalutando un primo presagio, mortociclista a terra senza danni apparenti.<br />
Infilo il carosello a manetta, so che al piccolino piace.</p>
<p>Al rientro avviso Ivan di prepararsi mentalmente all&#8217;esperienza della tornata successiva. Poco dopo siamo al via, parto a manetta e ci salto dentro come non avevo mai fatto prima, per lunghi nove minuti Ivan non parla, un paradosso scientifico, come il volo del calabrone.<br />
Una volta tanto con poche interferenze con i sorpassi, nonostante le immancabili Porsche che filano come il vento, il motore sempre su, le gomme che ululano come lupi, i macchinoni che lasciano strada nel misto&#8230;&#8230;che libidine.</p>
<p>Sono caldo, caricatissimo, non vedo l&#8217;ora di tornare in pista. Invito Patrizia a prepararsi ad un cameracar memorabile, cerco di farle firmare un modulo per lo scarico delle responsabilità ma&#8230;..<br />
Non è un bombardamento americano, la sirena annuncia la chiusura della pista per sopravvenuto mortociclista. Tutti a casa.</p>
<p>Museo del Ring, sabato. Ho ancora in tasca ben quattro giri, abbastanza per cuocere le scarpe della Focus. Mentre Cristian si preoccupa di immortalare ogni dettaglio dell&#8217;esposizione, la mia mente è tarata alle 17.45, quando gracchierà l&#8217;altoparlante. Il museo non è granché, eccetto qualche auto &#8216;70-&#8217;80-&#8217;90 e la BMW F1 in esploso, in compenso è molto istruttivo per i ragazzi. Solo illustrare loro il funzionamento delle sospensioni mi riporta alla realtà.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ora X, una moltitudine di motori attendono di ululare nei boschi del Nordschleife, è sabato e si vede. Soprattutto perché i centauri non demordono, anzi.<br />
Lasciamo strada alle signore più affascinanti e ci accodiamo discreti, come sempre ben piazzati in zona Briatore, ma varcate le colonne d&#8217;Ercole restiamo perplessi. Subito dopo le sbarre si sta radunando una comitiva di mortociclisti, almeno una ventina, tutti inglesi.<br />
Passo velocemente oltre, sperando di lasciare dietro di noi il pericolo. Mancava solo l&#8217;allegra brigata Bitter&#8217;s lanciata tutta assieme sul Ring per avere la certezza del botto.<br />
Ivan è preoccupato, un po&#8217; perché tende a copiare il papà, un po&#8217; perché ci arriva da solo. Patty è tesa così come Cristian, beato il piccolino, non percepisce il pericolo.</p>
<p>Parto forte, voglio scaldare le gomme presto e riprendermi l&#8217;adrenalina arretrata. Subito un bel sorpasso nel misto prima della discesa che porta al Flugplatz, decollo all&#8217;aeroporto con un occhio nello specchietto, la sagoma di una Porsche incombe. All&#8217;atterraggio comincio a portarmi a destra per agevolare il sorpasso, ma senza mollare niente, quando noto due corpi in movimento davanti a me sul prato alla mia destra. Sono due mortociclisti che stanno ripartendo, presumo, dopo aver aspettato invano i compagni che invece si sono radunati all&#8217;ingresso.<br />
Non appena la Porsche mi affianca i due deficienti danno gas ed entrano in pista, senza volgere lo sguardo alle loro spalle.<br />
Patrizia urla, Ivan urla, Cristian urla, la Focus urla. Mentre spiano il clacson cerco spazio a sinistra, il tedescone per fortuna ha capito tutto e mi lascia margine, tengo giù e chiudo gli occhi un istante.</p>
<p>San Luppolo fortunatamente frequenta la Teutonia, forse per motivi professionali, e provvede a salvare la crosta ai suoi devoti sacerdoti. Scarichiamo la tensione bestemmiando davanti ai bambini. Subito ci scusiamo, ma ci vuole poco a prevedere un immediato futuro in ortopedia a Coblenza per qualcuno. Già dal Karussell incombe il sospetto che qualcosa sia successo, niente BMW serie M, Audi R8, Porsche alle quali lasciare strada.</p>
<p>Le bandiere gialle all&#8217;ingresso della Galgenkopf segnalano l&#8217;inusuale colonna di vetture che attendono di poter uscire. Dopo di noi solo poche auto. Mentre attendiamo in silenzio entra la per la seconda volta la macabra processione di ambulanza, auto medica, polizia e carro attrezzi. Poi un&#8217;altra ambulanza. Finalmente tocca a noi e usciamo dal circuito.<br />
Ancora una volta tutti a casa, solo che stavolta è passata vicina.</p>
<p>La sera cerchiamo di dimenticarci del passato alla festa di Dottingen, annegandoci di birra.<br />
Quest&#8217;anno è stata organizzata dai vecchi, infatti la rock band di liceali suona  “Should I stay or should I go” e  “God save the queen”. Non oso pensare cosa succederà l&#8217;anno prossimo, ma lo scoprirò. Gli indigeni sono sorpresi di trovare un gruppo di italiani che ariotta con loro, ci spiegano che di solito i turisti frequentano altri luoghi, non le feste di contadini. Rapidamente degeneriamo nel calcio, i mondiali sono un argomento realmente comunicativo, come la birra.</p>
<p>Mentre si coltivano relazioni internazionali maturiamo la decisione. Dopo la sesta birra io e Fastbelt non possiamo che prendere atto dell&#8217;incontrovertibilità della storia: alle otto in punto del giorno successivo, domenica, saremo in pista per finire gli ultimi tre maledetti giri. Poi partiremo per Milano.</p>
<p>Al Ring la domenica mattina a si celebra una specie di rito pagano. Appena sorge il sole i prati attorno alla pista cominciano ad animarsi, compaiono tende camper e griglie, fiumi di appassionati affollano le reti per fare foto e video, la birra fluidifica le anime.<br />
La 24h deve essere qualcosa di inimmaginabile se già per vedere girare i matti nel giorno di festa c&#8217;è tutto questo popolo.<br />
Sono le otto precise quando saliamo verso l&#8217;ingresso e ci accoglie una infinità di auto che aspettano pazienti in ogni dove, piazzole, banchine, prati, tutte in silenzioso ordine. Stimo oltre le mille, chissà.<br />
Con fare molto milanese e percorrendo virtuose traiettorie, al gracchiare del gruppenfuehrer che annuncia la “pistem geoffnet” siamo tra i primissimi ad avanzare verso i varchi, quando sale progressivo il rombo di centinaia di motori che prima sbottano, poi cantano, infine ruggiscono.<br />
Passo la sbarra e sono dentro.</p>
<p>Fa fresco a quest&#8217;ora, le prime curve sto molto attento, poi qualche sorpasso per una volta da non subire mi porta in subito in temperatura. Ivan accanto a me gradisce.<br />
Il giro fila via pulito, davvero divertente, senza neanche troppo traffico. Quando sembra tutto finito proprio all&#8217;ultima curva una MG, ovviamente inglese, rallenta, ma per lasciarmi strada si sposta a SINISTRA.<br />
Sacrilegio !!!<br />
Fortunatamente Santa Maria della Tangenziale mi consente di prevedere la mossa del perfido albionico così, abiura per abiura, lo passo all&#8217;interno e lo mando a fare in cubo.<br />
Fuori uno. Restano altri due giri, improvvisamente mi sembrano pochi.<br />
Rientriamo ovviamente in zona “hot”, tempo una paglia e si riparte. Nel frattempo le auto attorno al piazzale si sono ulteriormente moltiplicate, non se ne vede la fine, sembra la migrazione degli gnu nella Rift Valley.<br />
Per la prima volta gli addetti alla pista ci mettono fretta, dalle sbarre entrano veicoli a ritmo frenetico. Poco dopo il primo ponte già cominciano i sorpassi, sale la tensione ed assieme le incognite per l&#8217;innalzarsi del livello della sfida, probabilmente per la prima volta ho paura.<br />
“Tutto bene Ivan?” &#8211; “Si papà.”<br />
Si continua.</p>
<p>Al Flugplatz lascio strada a due Porsche in parata e istintivamente cerco la loro scia. Giù il piede e via sparato verso l&#8217;Aremberg, ma una terza Porsche incombe.<br />
All&#8217;improvviso i due driver davanti a me alzano il piede, si spostano a destra, uno mette le quattro frecce. Sono quasi fermi, accodarmi può voler dire centrarli in pieno, non mi resta che tenere giù e passarli pestando duro il cordolo interno dello Swedenkreuz. La Focus non fa quasi una piega, mi butto all&#8217;interno e freno presto per agevolare la belva che ormai occupa tutto il retrovisore e mi lancio giù dalla discesa del Fuchsroehre. In pochi istanti mi sono sudato l&#8217;anima.</p>
<p>Si può non respirare per 16 km ? Forse io ci sono riuscito.<br />
Per questo motivo in queste settimane non sono stato in grado di ricostruire quanto accaduto in quella trentina di minuti. La carenza di ossigeno non ha consentito al mio intelligentissimo ma unico neurone ancora funzionante di memorizzare organicamente gli avvenimenti, oppure, più probabilmente, le emozioni hanno avuto il sopravvento.<br />
Solo un flash, nitido: la paglia avidamente consumata prima di rigettarmi nella mischia per quel terzo e ultimo giro di quella nirvanica domenica, sempre accompagnato dal piccolo grande Ivan in estasi.</p>
<p>Da quando ho lasciato la pista quella mattina ripenso a quei passaggi molto di frequente, e sempre si sovrappongono immagini ed emozioni, senza continuità, ma così intense che sembra quasi di aver fatto la 24 ore.<br />
Un&#8217;auto ogni dieci metri, dall&#8217;inizio alla fine, tanti sorpassi da fare quanti da agevolare, un ritmo forsennato, le gomme surriscaldate e il mio ferro che scivola sempre più veloce.<br />
Il mostro che ti prende, la paura che scompare, l&#8217;assalto alla Swift di due giorni prima, promiscuamente in mano ad un altro uomo.<br />
E ancora lo stridio delle gomme, i metri rubati ad ogni staccata, il vuoto della discesa che porta allo Schwalbenschwanz, la luce del limitatore, la sesta.<br />
La domenica al Ring non c&#8217;è tempo per respirare, il mostro ti chiama alla pugna, ed alla pugna si va senza macchia e senza paura.</p>
<p>Poi ci sono anche quelli che mollano, la domenica, al Ring, non importa con quale auto.<br />
Tra coloro che gettano la spugna, e proseguono stretti a destra con le frecce lampeggianti, ci sono anche cavalli di razza insieme alle Citroen e alle Fiesta.<br />
Pure uno sparuto mortociclista, l&#8217;unico incontrato, capisce che non doveva essere li e se ne sta in disparte, guardandosi le spalle. </p>
<p>Bandiere gialle. Mentre sto meditando di comprarmi un altro paio di giri i commissari appaiono sventolanti prima del Bruennchen. Davanti a noi tre BMW M3, anni 90&#8242;, taroccate, targa svizzera, sono ferme una dentro l&#8217;altra, formando un insolito trenino.<br />
Sono una più disfatta dell&#8217;altra. Una quarta si è fermata in tempo, intraversata. Ci sono rottami dappertutto e proseguiamo per un poco dietro una immaginaria safety car, poi la solita Porsche rompe gli indugi e siamo daccapo, ricomincia lo spettacolo, fino all&#8217;ultima curva di quell&#8217;ultimo giro. Pista chiusa.</p>
<p>Ora capisco la folla al di là delle reti, la domenica, al Nurburgring.</p>
<p>Copyright  Marione  2010 &#8211; Riproduzione raccomandata citando la fonte</p>
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		<title>Fantasy Ring</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 21:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kamox</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni mese di corsa, come un bambino – alla faccia dei 35 anni – a comprare EVO. E di corsa, senza neppure soffermarsi sulla copertina, alla ricerca della rubrica “I love ‘Ring”. E la delusione quando, per qualche arcano motivo che non ha mai capito, non è presente. La gioia invece, mista ad ansiosa euforia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni mese di corsa, come un bambino – alla faccia dei 35 anni – a comprare EVO. E di corsa, senza neppure soffermarsi sulla copertina, alla ricerca della rubrica “I love ‘Ring”. E la delusione quando, per qualche arcano motivo che non ha mai capito, non è presente. La gioia invece, mista ad ansiosa euforia, quando i suoi occhi voraci la trovano.<br />
La legge tutta d’un fiato, prigioniero di quelle contraddittorie emozioni quali paura e attrazione, come un bambino (di nuovo) dinnanzi a un racconto dell’orrore, alla luce del fuoco del caminetto.<br />
La creatura spaventosa e terribile, l’uomo nero degli incubi, il drago fiammeggiante da sfidare e battere, non è fatto di carne, ossa, sangue e scaglie né di materia soprannaturale. E’ un rettile di asfalto che si snoda e ondeggia per quasi 21 chilometri nell’entroterra arcaico della Germania, tra i fittissimi e alti alberi della Foresta Nera, mute sentinelle testimoni di antichi scontri in cui a urlare erano le spade e le scuri, e odierne battaglie i cui canti di guerra sono lo stridore dei pneumatici e i latrati degli scarichi modificati.<br />
Il bambino sogna di affrontare la creatura. Giorno dopo giorno. Si sente un cavaliere, anche se è solo un umile scudiero apprendista.<br />
Ma un giorno sale di rango, diventa cavaliere, o almeno è ciò che vorrebbe essere. In groppa ai 220 cavalli della sua Corsa OPC ottimizzata per l’impresa, parte per la consacrazione dello status a cui aspira.<br />
Sul posto trova una miriade di altri aspiranti cavalieri, e molti cavalieri già consacrati. Ne riconosce la differenza dalle espressioni che si agitano sui loro volti, dalla luce che traspare dal loro sguardo.<br />
Davanti a quell’esercito variegato e unico, introvabile da qualunque altra parte dell’intero Universo, ha un’intuizione. Ma la tiene per sé, non vuole darle retta.<br />
Dall’oracolo di metallo si assicura una tessera per quattro tentativi e nessuna previsione sui loro esiti. Si mette in coda. Tanti prima di lui vogliono tentare, e molti dopo, e così sempre sarà.<br />
Quella che credeva essere la Foresta Nera si chiude su di sé e si tramuta in un Inferno Verde. Nell’<em>Inferno Verde</em>.<br />
Lì, davanti alle fauci dell’essere &#8211; tre sbarre automatiche gialle &#8211; il cavaliere sente la paura scorrergli lungo la schiena. Si è sopravvalutato? Cosa sta facendo?<br />
“Lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Quelle parole gli rimbombano nella testa. Ma non ha tempo. La creatura spalanca la bocca e lo inghiotte. Come per magia il cavaliere non ha più paura. Assalta, aggredisce, attacca il mostro di catrame lungo ogni centimetro del suo interminabile corpo, divorandone l’asfalto tatuato di vernice spray, straziandone le costole bianche e rosse, evitando di un pelo i guard-rail che lo chiamano come le sirene Ulisse.<br />
A ogni curva si chiede se ce la farà, se troverà qualcuno in mezzo alla strada. Guarda lo specchietto per dare strada ai cavalieri più veloci, in un’orgia di auto e centauri.<br />
Il popolo osserva dalle collinette circostanti, i fotografi lo immortalano… e lui si sente un pilota, si sente cavaliere, per un giorno, per un giro…<br />
Quando esce dal ventre della bestia, illeso e incredulo, la bestia è sempre lì. E lui ascolta l’intuizione. E’ una doccia gelata. <em>La bestia non si può battere</em>. Il meglio che si possa sperare è un pareggio: quello che lui ha ottenuto. La sconfitta, significa andare lunghi, farsi imprigionare dai guard-rail, farsi divorare dalla creatura, non uscirne più a bordo dei propri cavalli.<br />
Ma è andata bene.<br />
Il cavaliere si tuffa nel rettile grigio per altre tre volte.<br />
Altrettanti pareggi.<br />
Si arresta.<br />
La giornata è terminata. I tentativi anche. Si è messo alla prova. E’ andata bene ancora. Sarà così anche la prossima volta? L’appuntamento è solo rimandato, perché adesso si sente diverso…<br />
Sa che non potrà mai vincere, ma non gli importa.<br />
Sono le emozioni, la sfida perenne, il profumo della battaglia a inebriarlo. Non può più farne a meno.<br />
“Sono stato sul ‘Ring” si dice, “Sono stato sul ‘Ring” si ripete, e ci vuole tornare, e ci <em>voglio</em> tornare, ancora, ancora e ancora…</p>
<p>bartOpc</p>
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		<title>Tanto, tornerai&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kamox</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E così dopo svariate notti passate a immaginare le curve, le auto ed i rumori del nordschleife, a ricordare tutti i vostri post e tutto ciò che per anni ho visto in tv, su youtube e in dozzine di riviste, e pensando allo sguardo sempre rivolto allo specchietto per scansare i missili, finalmente è arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così dopo svariate notti passate a immaginare le curve, le auto ed i rumori del nordschleife, a ricordare tutti i vostri post e tutto ciò che per anni ho visto in tv, su youtube e in dozzine di riviste, e pensando allo sguardo sempre rivolto allo specchietto per scansare i missili, finalmente è arrivato il giorno&#8230;</p>
<p>Non ho passato troppo tempo nel piazzale. Anzi, neanche un minuto perchè dovevo entrare e tutto il resto poteva venire dopo. così ho superato la sbarra e&#8230;. ho fatto l&#8217;esperienza più bella della mia vita di appassionato!<br />
Le prime curve sono state un misto di stupore, curiosità, paura e intensa concentrazione, ma appena sono uscito dal karussel mi è venuto da ridere, da ridere tanto e siccome ero da solo in macchina ho capito che stavo vivendo un momento di vera, intima felicità!</p>
<p>E&#8217; inspiegabile. è spaventoso, ed è esilarante. Nei ricordi più freschi, il Nordschleife lascia l&#8217;impressione di essere corto, di essere tutto guidato e di non lasciare un attimo di respiro. Rispetto ai videogame (immagino di non essere l&#8217;unico qui) non ho trovato quei falsi rettilinei lunghissimi e sempre troppo veloci, ma questo sarà anche perchè sono entrato dichiaratamente tranquillo. A Monza entro dicendo che andrò tranquillo ma poi ti lasci prendere e la pista ti dà abbastanza confidenza per goderti un turno tirato senza avere l&#8217;impressione di non essere all&#8217;altezza. Al Nordschleife, al contrario, mi sentivo un impedito (non escludo comunque di esserlo, n.d.r. <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-264' />  ).</p>
<p>Ero sempre in bilico tra la voglia di provare ad aumentare il ritmo e la paura perchè molte curve sono cieche, per non parlare degli scollinamenti o di una depressione che continuava a ripetermi &#8220;dai, cerca di arrivare più forte che se ti pesco fuori traiettoria e molli il gas per paura ti sbatto sul guardrail&#8221;.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che ti rimane quando esci da quel posto magico è la voglia di rientrare. l&#8217;unica cosa a cui pensi sono i pochi passaggi che riesci a ricordare e la voglia di riprovarli ancora e ancora e ancora. Come hanno scritto molti di voi l&#8217;unica cosa che ti ronza in testa è &#8220;ancora&#8221;&#8230;<br />
Straordinario.</p>
<p>Roguedelta</p>
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		<title>Al Nurburgring inaspettatamente&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 14:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kamox</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ero seduto sul divano con la mia ragazza a guardare Top Gear, inizia un servizio sul Nurburgring e come sempre comincio a commentare circa la bellezza, le difficoltà e le varie peculiarità del percorso, di quanto debba essere emozionante girarci….
Tempo dopo la F1 gira al Nurburgring e di nuovo mi lancio in spiegazioni e fantasie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero seduto sul divano con la mia ragazza a guardare Top Gear, inizia un servizio sul Nurburgring e come sempre comincio a commentare circa la bellezza, le difficoltà e le varie peculiarità del percorso, di quanto debba essere emozionante girarci….</p>
<p>Tempo dopo la F1 gira al Nurburgring e di nuovo mi lancio in spiegazioni e fantasie ad alta voce “certo non è come girare a Monza od Adria, quello si che è un circuito! Pensa che molti piloti lo definiscono il più difficile al mondo! E’ il sogno di ogni vero pilota…”</p>
<p>Ad Aprile mi viene finalmente consegnata la mia nuova Scirocco e di nuovo a guardare i video di presentazione al Nurburgring…</p>
<p>Arriva l’ estate ed è tempo di organizzare le ferie e la mia ragazza mi dice che non devo pensare a nulla, vuol fare tutto lei e farmi una sorpresa che mi farà impazzire …. mi chiede solo quale è la mia idea di lontano per un viaggio “Beh sui 500 km per fare 4 gg mi sembra già una discreta distanza…” lei:“e se fossero 850?” io:“apperò….va beh si perché no…va bene dai!”</p>
<p>Il 4 Agosto mattina, anche se mi sembrava ancora notte, mi siedo in macchina con le caccole ancora agli occhi e la meta ancora sconosciuta; mi viene svelata solo la prima tappa…Chiasso! Giro la chiave ed il viaggio inizia.</p>
<p>Una volta superato Chiasso ci dirigiamo alla volta di Freiburg; son già contento di poter testare la mia belva lungo le autostrade tedesche…nel frattempo comincio a pensare che una possibile meta è proprio Nurburg, e tra me e me penso che la mia mania di portare scarpe e guanti da pista è stata buona cosa…</p>
<p>Ripartiti da Freiburg dopo un giro in centro ed aver riempito lo stomaco brontolante ci dirigiamo ai confini della foresta nera e vi facciamo un rapido giro; ne siamo affascinati e ci ripromettiamo di tornare.</p>
<p>A questo punto mi viene finalmente svelata l’ ultima tappa….Ediger! Un espressione di delusione si dipinge sul mio volto ed allora chiedo “sì ma la sorpresa qual è? Che c’ è a Ediger?” lei se la ride e mi dice “ma non hai ancora capito?!?! Cosa c’ è vicino? Nurburgring!!!” Posso finalmente esplodere in un sorriso ed urlare che son felicissimo!</p>
<p>Gli ultimi km scorrono veloci ed in breve tempo siamo nel campeggio lungo il Mosel…vado a dormire sognando già il giorno dopo.</p>
<p>La mattina mi sveglio di buon ora e son in auto in men che non si dica…alle 17:00 apriranno la pista ma voglio andar prima per documentarmi e prendere il biglietto (son le 7:00 del mattino <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-249' /> ).</p>
<p>La nuova galleria ed il centro divertimenti del Nurburgring son bellissimi ma ancora in allestimento…dovrò aspettare per provare le montagne russe da 217 orari…allora mi getto nella visita dei vari negozi e gustiamo gli enormi panini di un fast food.</p>
<p>E’ tutto molto bello ma non resisto e ci portiamo all’ entrata del Nordschleife…l’ emozione è grande! Mai entrare in un circuito mi aveva tanto emozionato…</p>
<p>La colonna di auto in attesa di entrare si fa lunghissima ed il tratto dal parcheggio all’ ingresso (100 mt) lo copro in 45 min!</p>
<p>Cri, dopo averla pregata, si convince a fare il primo giro con me … tanto andrò piano … sò ed ho letto che il primo giro può trarre in inganno … Finalmente poggio la mia card sul lettore e …. eee ….. non si apre … azz …..riprovo e finalmente posso oltrepassare la sbarra, la S fatta con i coni e mi si spiana davanti la larga striscia d’ asfalto! Comincio ad accelerare con moderazione e cerco di ricordare la cartina ed i tanti video visti. La prima curva stretta e le gomme stridono…forse non sto prestando fede alla promessa di andar piano ma son sicuro di avere ancora margine … Cri un po meno ed ogni tanto caccia un OOHHHH, Mammaaaaaaa! </p>
<p>Ma l’ adrenalina scorre più del sangue, le mie orecchie sentono solo il motore e la concentrazione è massima!!!! </p>
<p>Lungo il percorso trovo già il primo incidente tra auto e moto, rallento ma non ci penso ed affondo sul gas subito dopo…non voglio pensarci mentre Cri continua a commentare.</p>
<p>Lascio strada ad uno dei tanti motociclisti che ci sono e mentre è in piega mi ringrazia con un segno di pace…sorrido.</p>
<p>Arrivo alla Adenauer Forst e memore dei video sto attento ma mi inganna lo stesso … è proprio l ‘inferno verde, ne farò tesoro nei prossimi giri.</p>
<p>I continui sali e scendi ti schiaccian sul sedile, non ti fan vedere la curva dopo o ti rendon difficile la frenata ma è tutto stupendo….è proprio ciò che volevo!</p>
<p>Il primo emozionantissimo giro finisce, lungo il rettilineo mollo il gas e mi rendo conto che è Agosto, i finestrini sono chiusi, l’ AC è ovviamente spenta ed io son un bagno di sudore! Abbasso i finestrini e lascio che l’ odore delle auto, dei freni e delle gomme invada l’ abitacolo, odore familiare ma che stupisce Cri; la guardo e scoppio in una risata di gioia.</p>
<p>Appena son vicino alle sbarre per rientrare mi dice che è bello ma un secondo giro proprio non lo regge e vuole che me lo goda a pieno, da solo. Mi spiace ma mi rendo conto che ha ragione e che è meglio così. </p>
<p>Mi getto nuovamente dentro e comincio a spingere molto più di prima, vedo nello specchietto una Elise gialla e prima che mi chieda strada la faccio passare, è di certo un veterano, ma di lasciarlo andar via non mi và, così ci lanciamo in un giro tirato e combattuto ma pulito. Alla fine lo affianco e ci sorridiamo, si respira un aria di amicizia e di complicità tra tutti questi uomini tornati un po bambini ed accomunati dalla stessa passione!</p>
<p>Sto per fiondarmi nel 3° giro quando l’ altoparlante gracchia in tedesco frasi a me incomprensibili ed all’ ingresso Cri mi fa cenno di uscire….è accaduto un incidente grave e la pista viene chiusa.</p>
<p>La gioia è incontenibile! L‘ adrenalina non vuol smettere di scorrere … mi devo fermare, dopo due giri di seguito son completamente zuppo di sudore ed eccitato …. guardo Cri e la bacio forte, sa che son al settimo cielo.</p>
<p>La vacanza oltre che ringer mi vede nei panni del turista nelle zone lungo il Mosel, con la natura che domina incontrastata ed i bellissimi paesini con i loro castelli e le casette tipiche, così ci dirigiamo a Cochem per visitarlo e cenare.</p>
<p>Il giorno dopo non resisto e con il benestare di Cri, che capisce e mi guarda con occhi comprensivi, ci ripresentiamo all’ ingresso del circuito; oggi son il primo!</p>
<p>Compio un ottimo 3° giro, il migliore, mentre il 4° lo sporco molto, troppo traffico e per di più lento … tra i nipponici in gita ed i SUV con a bordo bambini festanti con le patatine c’ è da stare attenti … beh dopotutto il ring è anche questo.</p>
<p>All’ uscita, da buon ex barchettista mi cade l’ occhio su una Barchetta rossa che sta entrando, era probabilmente Rostro, sarebbe stato bello conoscerlo dopo averne letto le avventure.</p>
<p>Dopo 4 gg si deve ripartire purtroppo, avrei voluto girare ancora…la macchina si è comportata benissimo, la frenata era sempre all’ altezza, le gomme hanno retto benissimo (appena a casa anche se con 8.000 km sarà il caso di girarle), ed il motore con i suoi 200 cv mi ha regalato belle emozioni.</p>
<p>Rileggendo queste righe mi rendo conto siano molte e capisco come mai tutti gli utenti che hanno scritto la loro storia non siano riusciti a scrivere poco…son troppe le emozioni ed alla fine si ha comunque la sensazione di omettere qualcosa….ma sono quelle emozioni che non si possono scrivere ed è solo andandoci e guidando nel Nurburgring che si possono davvero provare e fare proprie…</p>
<p>ci tornerò presto.</p>
<p>Grazie Cri per avermi aiutato a realizzare il mio sogno!</p>
<p>BlueFurious</p>
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		<title>Il mio Nurburgring (di SZ1)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:00:47 +0000</pubDate>
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&#8230;e fatemelo dedicare al fenomeno dell&#8217;articolo di Maxim (quello di&#8230;. &#8220;Anche perché tra chi si crede &#8220;pilota&#8221; e va a correre a Monza o al Nurburgring&#8221; )&#8230;Eccomi qua, davanti al PC&#8230; a cercare di descrivere quello che è stato uno dei weekend più &#8220;particolare&#8221;, diverso, magico&#8230; una di quelle gite che credo resteranno sempre nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
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<td valign="top"><img class="colorbox-144"  src="http://local-www.ringers.it.old/images/transparent.gif" border="0" alt="" width="1" height="5" /></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td valign="top"><!-- TESTO -->&#8230;e fatemelo dedicare al fenomeno dell&#8217;articolo di Maxim (quello di&#8230;. &#8220;Anche perché tra chi si crede &#8220;pilota&#8221; e va a correre a Monza o al <strong>Nurburgring</strong>&#8221; )&#8230;Eccomi qua, davanti al PC&#8230; a cercare di descrivere quello che è stato uno dei weekend più &#8220;particolare&#8221;, diverso, magico&#8230; una di quelle gite che credo resteranno sempre nei cuori di chi le ha vissute&#8230; nella mente come ricordi sempre presenti, sempre vivi&#8230; sempre accesi.<br />
Come faccio a descrivervi questi tre giorni passati in compagnia di tre simpaticissimi sconosciuti in uno dei posti più magici del mondo dell&#8217;automobolismo&#8230; il Ring&#8230; ho letto tanti post scritti da molti di voi che raccontavano la loro avventura su quel tratto di asfalto, in quel circuito immerso nel verde, così pauroso, così magico&#8230; così pericoloso ma nello stesso tempo così attraente&#8230; ho letto molti post, e per quanto fossero belli e ben scritti, non possono assolutamente trasmettere quello che si prova quando ci si trova dentro&#8230; al volante&#8230; con il piede inchiodato al tappetino ed in mezzo il pedale dell&#8217;accelleratore&#8230;<br />
Che dire&#8230; partiamo dall&#8217;inizio&#8230; come già qualcuno di voi avrà letto, prima della partenza l&#8217;organizzazione non è stata proprio delle migliori&#8230; tanto che, il lunedì erò convinto fosse saltato tutto&#8230; il martedì invece mi arriva una mail di Rostro che, molto carico e molto emozionato per la gita, mi chiede conferma della presenza&#8230; dopo una telefonata e un attimo di tentennamento dovuto al fatto che sarei andato via senza conoscere nessuno degli altri partecipanti (quelli che conoscevo hanno paccato tutti&#8230; sarà stata la mia presenza?!? <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-144' />  )&#8230;do la conferma e mi convinco a partire per questa avventura.</p>
<p>Così arriva venerdì mattina&#8230; la notta passata si è dormito poco&#8230; perchè cominciava a salire l&#8217;emozione per quello che si sarebbe rivelato&#8230; un grande viaggio&#8230; carico la valigia, lo zaino con qualcosina da pappare &#8230; non si sa mai come si mangia all&#8217;estero, meglio portare un pò di provviste&#8230; salgo in macchina&#8230; e via&#8230; prima tappa la frontiera con la Svizzera, dove conosco Ricky&#8230; e con lui partiamo alla ricerca del tanto famoso preparatore svizzero&#8230; (ma questa parte la conoscete già&#8230; post &#8220;centralina rimappata, solenne inculata..&#8221;)&#8230; mentre il tizio martella sulla centralina cominciamo subito a sparare quattro palle tanto per entrare un pò più in confidenza e si finisce, guardando il tecnico al lavoro&#8230; a parlare di gay&#8230; (questo sarà uno dei temi portanti della gita&#8230; capirete poi perchè&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-144' /> )) )&#8230; finita l&#8217;operazione di rivitalizzazione del motore della Speedsteer (o anestesia&#8230; forse è la parola più opportuna&#8230;.) ci diamo un puntello anche con Rostro e insieme ci incamminiamo verso la Germania&#8230; sull&#8217;autostrada svizzera riusciamo a recuperare anche Michele e Antonella&#8230; e il gruppo è al completo&#8230; via, verso il Green Hell&#8230; Nel viaggio nulla di particolare da segnalare a parte parecchia coda sull&#8217;autostrada&#8230; e un mio tentativo di rifare il posteriore alla Opel&#8230; fortunatamente finito solo con un pò di gomme lasciate sull&#8217;asfalto&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-144' /> ))</p>
<p>Alle 8 siamo all&#8217;albergo&#8230; qualche Porsche parcheggiata fa capire subito come sarà il sabato&#8230;. pappa con i compagni di viaggio&#8230; e via, tutti a nanna a cercare di dormire per prepararsi ad un&#8217;intensa giornata.<br />
Ed eccomi finalmente sveglio&#8230; &#8216;orca, sono solo le 6 di mattina&#8230; non ho dormito bene, anzi&#8230; non ho più sonno&#8230; la tv trasmette solo cazzate&#8230; e quindi, dopo un doccione e un piccolo spuntino precolazione, decido di scendere&#8230; l&#8217;aria è fredda&#8230; il tempo non promette grandi cose&#8230;. e io sono teso&#8230; non so cosa mi aspetta all&#8217;interno del circuito ed ho una voglia matta che arrivino le 14,30 e riuscire finalmente a vedere com&#8217;è fatto questo Nourburgring di cui tutti parlano&#8230; colazione&#8230; e, più o meno tutti mattinieri, ci si ritrova nella sala dell&#8217;albergo&#8230; e poi via&#8230; a vedere qualcuno girare&#8230; a cercare di capire com&#8217;è fatto sto Ring&#8230;. appena arrivati in uno dei due punti da cui si possono vedere le macchine girare&#8230; la prima espressione è stata di stupore&#8230; &#8220;CAZZO!!!&#8221; &#8230; è stretto, proprio stretto e senza vie di fuga&#8230; non sarà tutto così&#8230; e prontamente Rostro ci tranquillizza tutti &#8220;No, tranquilli, ci sono punti peggiori&#8230;&#8221; &#8230;&#8221;ok, allora sto tranquillo&#8230;&#8221; &#8230; già, tranquillo, &#8230; il pensiero fisso per tutta la mattina è stato quello di cercare di tranquillizzarsi un pò, far passare la tensione per poter entrare la prima volta concentrato&#8230; giusto per evitare di fare grandi cazzate.</p>
<p>Gita in un altro punto del circuito, passeggiata per il parcheggio dell&#8217;ingresso e poi via&#8230; in albergo a recuperare la macchinina &#8230; arrivano così le 14,30&#8230; si comincia&#8230; acquistiamo la tessera per girare&#8230; e subito tutti saltano su in macchina pronti per varcare la soglia di quel nastro di asfalto&#8230; e io penso &#8220;e meno male che il primo giro lo facevamo tutti assieme su una vettura sola così da capire cosa ci aspetta dentro&#8230;&#8221; &#8230; va beh, un bel respiro profondo&#8230; salgo in macchina al motto di &#8220;si vive una volta sola&#8230; tanto vale godersela!!!&#8221;, cintura&#8230; prima e via&#8230;. arrivo alla sbarra&#8230; inserisco la tessera ed&#8230; in un attimo, eccomi dentro&#8230; devo stare tranquillo, concentrato&#8230; ma sono emozionatissimo&#8230;&#8230; chicane tra i birilli&#8230;. e si parte&#8230;. appena partiti&#8230; comincia a piovere&#8230; va beh, vado tranquillo, le Yokohama sul bagnato non danno una grande sicurezza&#8230; ma mi bastano le prime tre curve&#8230; per capire che su quell&#8217;asfalto&#8230; non tengono veramente nulla&#8230; cominciano i numeri per tenere la macchina dritta ad ogni frenata&#8230;.. fortunatamente dopo un paio di km l&#8217;asfalto è asciutto e si ragiona diversamente&#8230; curva, dosso, discesa, curva&#8230; altra curva&#8230; impressionante&#8230;. una dietro l&#8217;altra&#8230; un&#8217;emozione dietro l&#8217;altra&#8230; il primo giro sembra non finire mai&#8230; sto sudando&#8230; nella macchina fa caldo&#8230; sono io che ho caldo, sarà la tensione accumulata, sarà la fatica di stare concentrato&#8230; ultima curva&#8230; l&#8217;uscita&#8230; esco&#8230; parcheggio&#8230; cool down&#8230; (sia alla macchina che a me stesso) &#8230; e mi sento diverso&#8230; il battesimo del Ring!!!</p>
<p>Dieci minuti e passa di emozioni, di adrenalina&#8230; adesso so cosa mi aspetta quando varcherò ancora quel cancello&#8230; adesso so cosa c&#8217;è&#8230; sono più tranquillo e posso concentrarmi per i prox giri&#8230;.</p>
<p>To be continued&#8230;</p>
<p>SZ1</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Il Ring (di Kamox)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:59:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PREMESSA: quello che segue è stato scritto nell&#8217;arco di diversi giorni; ho preferito stendere un unico immenso post perchè l&#8217;esperienza è stata tale che meritava di essere riportata adeguatamente. Auspico che questo reportage invogli quanti non sono mai stati al Ring a recarvisi almeno una volta. Per quanto mi riguarda, posso dire senza esitazioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PREMESSA: quello che segue è stato scritto nell&#8217;arco di diversi giorni; ho preferito stendere un unico immenso post perchè l&#8217;esperienza è stata tale che meritava di essere riportata adeguatamente. Auspico che questo reportage invogli quanti non sono mai stati al Ring a recarvisi almeno una volta. Per quanto mi riguarda, posso dire senza esitazioni che e&#8217; stata una delle vacanze piu&#8217; belle della mia vita (e sono stato ai quattro angoli del globo); merito della magia del Nordschleife, ma soprattutto della compagnia. Condividere con dei veri appassionati momenti del genere è un&#8217;esperienza unica. A distanza di una settimana ho ancora negli occhi vivide istantanee di quei giorni, ormai faccio parte anch&#8217;io della schiera dei fanatici del Nordschleife e il mio unico rammarico è di non essermi unito prima a quest&#8217;allegra brigata di Ringers pazzoidi!<br />
Occhio al quoting (non fate prendere un infarto a Twilight, sono circa 40 kb di post&#8230;) e buona lettura a tutti!</p>
<p>Sabato mattina, sveglia alle 6.30&#8230; mapporc&#8230; che sonno&#8230; mi preparo rapidamente, esco, Milano è semideserta.<br />
Alle 7.20 passo a prendere Mady (un&#8217;amica) e alle 8.10 siamo a Chiasso. Mentre attendo Rothgard e Pianale, conosco Z1 che era già lì con la sua Ibiza TDI 130 CV nera lucente.<br />
&#8220;Certo che questo colore rende davvero!&#8221;<br />
&#8220;Eh, si&#8217;, quando e&#8217; pulita è proprio al meglio&#8221;.<br />
Queste parole si riveleranno profetiche&#8230;<br />
Arrivano Pianale e Margherita sulla Serie 1 Japan Rot e la troupe televisiva (Rothgard + Luca e Ugo) su Corolla TS, che filmerà ore ed ore di riprese tra interviste, riprese in viaggio (incluse inquadrature tipo &#8220;camera car&#8221; con costose telecamere a pochi cm dall&#8217;asfalto a 70 km/h&#8230;) ed in pista.<br />
Dopo una degna colazione, partiamo. La Svizzerà e&#8217; splendida, laghi alpini si aprono d&#8217;improvviso con pascoli verdi e baite che punteggiano le coste, mentre possenti montagne chiudono l&#8217;orizzonte&#8230; da un momento all&#8217;altro potrebbe saltare fuori Heidi&#8230; altre valli invece sono costellate di impianti chimici e ciminiere (non molte, a dire il vero). Lo strazio sono i limiti: 80 o 100 km/h, i 120 sono l&#8217;eccezione. Con gli autovelox ovunque e le conseguenze drammatiche di una multa (fino a 2000 franchi, pagamento immediato e successivo processo) non e&#8217; il caso di fare gli allegroni, il risultato e&#8217; che da Chiasso a Basilea impieghiamo quasi lo stesso tempo necessario per attraversare la Germania&#8230;<br />
In Tedeskia i limiti sono molto piu&#8217; ragionevoli, 130 o &#8220;frei&#8221;, con qualche raro tratto da percorrere a 100&#8230; nei tratti &#8220;liberi&#8221; procediamo sui 140-160, di piu&#8217; il traffico non permette.<br />
Pranziamo presso una stazione di servizio all&#8217;ombra di un gigantesco impianto eolico &#8220;By Shell&#8221;. A fine pranzo, il mio omonimo, telecamera in mano, mi intervista in qualità di niubbo del gruppo, chiedendomi dettagli su di me, su ciò che mi spinge a percorrere 800 km per poi guidare su una strada tra le colline in mezzo al nulla e su quanto ho intenzione di tirare in pista&#8230; evito per scaramanzia di fare lo sborone e rispondo che starò ben attento a non farmi male, per questa volta <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /><br />
Dopo varie soste arriviamo nelle campagne dell&#8217;Eifel. Il paesaggio è senz&#8217;altro &#8220;wagneriano&#8221;: vallate verdissime e molto ampie, punteggiate da villaggi con l&#8217;immancabile chiesetta dal tetto aguzzo al centro. Squarci di foresta qua e là, per la maggior parte conifere altissime, pioppi e betulle.<br />
Ma siamo qui per correre, non per ammirare il pur splendido panorama. Mi lascio guidare da Pianale fino al parcheggio del circuito&#8230; e qui comincia l&#8217;estasi.<br />
Chiunque sia mai stato ad un raduno o ad una manifestazione motoristica sa bene che tipo di auto si incontrino&#8230; qui e&#8217; incredibile: la maggior parte delle auto sono Porsche. E non tranquille 996 &#8220;lisce&#8221;: GT2, GT3 RS, 993 con alettoni immensi, GT3 &#8220;cup&#8221;, Noble M12, una quantità immane di Elise, Exige (meravigliosa una MkI &#8220;dei nostri&#8221;, bianca e blu con linea rossa attorno alla carrozzeria), BMW M3 Csl, varie kit-cars inglesi, Mini assurde (vecchio tipo, of course), Viper. Qualche Alfa 75 con camber improponibili all&#8217;anteriore. Una sola 147 vista in tutto il WE e solo un&#8217;altra TT. La maggior parte delle auto è elaborata. Gabbie, finestrini in lexan, niente cazzate da tuning estetico, cerchi grandi ma non esagerati, gomme slick a profusione&#8230;</p>
<p>Sono esaltatissimo&#8230; ho ancora le valigie in auto, ma sono li&#8217;, piove, qualcuno gira&#8230; non posso aspettare fino a domani. Breve consulto tra gli IDA-Ringers (un po&#8217; preoccupati per la mia decisione, visti il meteo e gli 800 km sulle spalle) su chi debba sedersi sul sedile passeggero per farmi da navigatore, mentre la troupe televisiva <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  riprede tutto in stile &#8220;reality show&#8221;. Z1, grazie alla sua esperienza è il prescelto. Immagino che debba fidarsi davvero molto delle mie doti per accompagnare un niubbo sul Ring fradicio&#8230;<br />
Compiamo il rito dell&#8217;adesivo del Nurburgring sul paraurti, immancabile &#8220;santino&#8221; da avere sempre con se&#8217; prima di varcare i cancelli&#8230;<br />
Carta da 6 giri&#8230; ok, c&#8217;e&#8217; tutto&#8230; guanti, cinture, tutto fissato in auto, ci avviciniamo alla sbarra automatica. Sono completamente calmo. Z1, immagino, un po&#8217; meno <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> ))</p>
<p>Entriamo, piccola chicane artificiale che ci porta al centro dell&#8217;immenso rettilineo, accelerazione, primi due curvoni veloci, poi in 3a, destra-sinistra, di nuovo a destra affiancando il guard-rail, tanto per scaldarsi un pò&#8230;. si aprono le danze: dosso poi subito sinistra, cacchio che dislivelli, altro che GTR o GT4, nella realtà e&#8217; peggio di una strada di montagna&#8230;. un altro paio di curve, poi la Hartzembach&#8230;. destra, sinistra, destra, ancora sinistra, il ritmo è rapidissimo, la pista non e&#8217; mai in piano, non si vede nulla alla Hocheichen, Z1 mi guida, &#8220;occhio, stai all&#8217;interno poi esci facendo scorrere e apri tutto&#8221; Mi sento il figlio segreto di Sainz gettato in un qualcosa piu&#8217; grande di lui&#8230;<br />
La velocità sale&#8230; Flugplatz, la strada sembra sospesa nel vuoto, tango giù tutto, dopo poco Aremberg, la prima curva veramente stretta ed una delle poche con una geometria da circuito &#8220;normale&#8221;: l&#8217;uscita è semplice, accelero, l&#8217;auto è ben assettata, credo di aver preso un minimo di confidenza con il tracciato; non so cosa mi attende, povero stolto&#8230;<br />
Arriviamo alla famigerata &#8220;compressione&#8221; (altrimenti detta Fuchsrohre): 300 metri in discesa che ti sparano in una cunetta che piega subito a sinistra, risale, dosso cieco e curva a sinistra&#8230; &#8220;questa andrebbe fatta in pieno&#8221; mi spiega Z1&#8230; sono a 160&#8230; non ce la faccio, se mollo d&#8217;improvviso l&#8217;auto si destabilizza e mi schianto subito, penso. Affronto tutto in decelerazione, dopo la discesa la gravità schiaccia tutto verso il suolo e come in una fionda sono catapultato sulla salita che termina appunto in un dosso cieco&#8230;. il giorno dopo, come passeggero di Z1, affronterò questo tratto a 220, ma questa e&#8217; un&#8217;altra storia&#8230;<br />
Adenauer-Forst: questa sequenza di curve, su 14 giri totali, mi farà sudare non poco ogni volta&#8230; sto largo come mi consiglia Z1&#8230;sinistra&#8230; sottosterzo violento&#8230; l&#8217;Haldex fa del suo meglio&#8230; ESP, derapage &#8220;elettronico&#8221; e sono lento in mezzo alla chicane, ripromettendomi di fare meglio nei prossimi giri.<br />
Kallenhard: uno dei tratti piu&#8217; insidiosi, una doppia curva a destra che inizia con un dosso, tanto per evitare di mostrare al pilota cosa c&#8217;è dietro&#8230; la prima è relativamente larga, breve rettilineo dove si accelera di nuovo, poi la seconda che stringe molto in uscita, la barriera esterna si avvicina prepotentemente, stritolo il volante, tengo giu&#8217;&#8230; in questo tratto ringrazierò più di una volta l&#8217;elettronica.<br />
Più avanti arriviamo in un tratto ben conosciuto da Rostro <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  c&#8217;è una tripla curva a destra e successivamente, alla Wehrseifen, la pista si inabissa e si annoda nello spazio di cento metri: curva stretta a destra e subito controcurva a sinistra (quasi un tornante). Non mi aspetto un tale rallentamento e così arrivo troppo veloce. Freno tra le due curve ma ho pochissimo spazio e subito devo buttarmi a sinistra, ancora sottosterzo, la pista è viscida, in qualche modo resto tra i cordoli&#8230;</p>
<p>I chilometri proseguono ad un ritmo indiavolato, percorro curve con inclinazioni (longitudinali E trasversali) mai viste in una pista, l&#8217;unico paragone possibile, ancorchè banale, è con le montagne russe. Il Corkscrew di Laguna Seca è un&#8217;eccezione tra i circuiti &#8220;normali&#8221;. Al Nordscheife sarebbe una curva come un&#8217;altra. Da cunette profonde guardi in alto e pensi &#8220;no&#8230; quella non PUO&#8217; essere la pista&#8221;, mentre l&#8217;auto inizia prepotentemente ad arrampicarsi su dislivelli impossibili, ti proietta verso il cielo e non hai il tempo di pensare perchè subito il tracciato piega da un lato, anche se non sai esattamente dove, visto che c&#8217;è un dosso in uscita che nasconde la successiva porzione di pista, mentre la foresta scorre ai lati e le barriere lucenti ti ricordano di essere in un luogo dove gli errori non sono tollerati&#8230;</p>
<p>Arrivati alla Breischeid, vediamo un pilota che si sbraccia, casco in testa, all&#8217;ingresso della Ex-Muhle&#8230; zolle di terra divelte a bordo pista, rallentiamo&#8230; una Peugeot e&#8217; su un fianco, il tetto schiacciato&#8230; welcome to the Ring&#8230;<br />
Proseguiamo, lungo tratto veloce, vedo un tornante a destra, se la memoria non m&#8217;inganna dovremmo quasi essere &#8220;lì&#8221;&#8230; una curva a sinistra: sì, è il Karussel. Z1 mi indirizza sulle traiettorie&#8230; largo, poi buttarsi nel catino, tutto in pieno e uscire poco prima della fine della striscia in cemento con un colpo di sterzo. Vibra tutto, l&#8217;accelerazione verticale è una sensazione strana, infonde sicurezza anche se con il fondo viscido ed irregolare e&#8217; davvero solo un&#8217;impressione. Pesto come un dannato, sento di esserci, l&#8217;auto pure, andiamo avanti&#8230; mi sta piacendo davvero, non c&#8217;e&#8217; nulla di simile al mondo, penso un momento ai track days a Monza&#8230; come girare su un kartodromo, al confronto.<br />
Arriva la Hohe-Acht.. sembra fatta per la TT, è tra le curve che preferisco, una &#8220;S&#8221; in salita che vedi, mentre ti arrampichi, completamente inclinata a destra e cieca in uscita&#8230; in 3a il 1.8 20 valvole spinge che e&#8217; una bellezza&#8230; altra serie di curve strette&#8230; Wippermann: serie di &#8220;S&#8221; in discesa piuttosto veloci, la traiettoria ideale qui si apprende con tanta pratica, Z1 mi consiglia di tagliare le traiettorie salendo sui cordoli, qui piuttosto bassi e pavimentati all&#8217;esterno, per fare tutto in pieno ma ci vuole davvero tanto stomaco&#8230; maybe next time <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /><br />
Dopo una curva media a sinistra si apre davanti a noi la Brunnchen: c&#8217;è qualche spettatore, è una curva a destra ad angolo retto, sembra semplice, l&#8217;impressione è &#8220;da stadio&#8221;: l&#8217;asfalto è coperto da scritte multicolori mentre una seconda curva a destra, bordata anch&#8217;essa da spalti, termina in uscita con sanpietrini sul lato esterno che ricordano con il loro caratteristico rumore come oltre essi non sia il caso di mettere le ruote&#8230;<br />
Arriviamo alla Pflanzgarten, dove troviamo i due dossi più impressionanti di tutto il circuito: il primo e&#8217; ripidissimo, per di piu&#8217; con una curva stretta ai piedi, sono ormai convinto che l&#8217;uomo che ha progettato questo tracciato doveva essere un pazzo sadico&#8230; altre due curve&#8230; &#8220;ora c&#8217;è n&#8217;è un altro: frena prima, ruote dritte e durante la discesa apri tutto&#8221;. Ok, ricevuto, tanto non può essere peggio del primo&#8230; arrivo al dosso abbastanza veloce, allora.. ruote dritte, frenata&#8230; intravedo il paesaggio dietro&#8230; pero&#8217;, e&#8217; molto piu&#8217; in bass&#8230; cazzocazzocazzo è ANCORA più ripido!!! Percorro un dislivello di 6-7 metri in poco piu&#8217; di 30 metri di pista. Giu&#8217; tutto&#8230; (i manici se lo fanno *volando*, questo dosso) poi via verso l&#8217;ultima parte del Nordschleife!<br />
Piu&#8217; avanti, dosso, si punta al cordolo sulla sinistra senza vedere nulla, ci si deve fidare, dietro c&#8217;e&#8217; solo uno zig-zag da tagliare per la mediana, da fare in pieno&#8230; si arriva velocissimi ad una doppia curva a destra, da 4a&#8230; tutto scorre molto velocemente, poi curva secca a sinistra, ancora un po&#8217; piu&#8217; avanti un &#8220;mini-Karussel&#8221; (Schwalbenschwanz) che piega a sinistra, ormai sono &#8220;rodato&#8221;, una lunghissima curva a destra che stringe più volte (difficile trovare il punto di corda ideale), poi si apre il rettilineo da due chilometri e mezzo che ci riporta al punto di partenza.</p>
<p>Sono esausto, tutta la stanchezza accumulata nel corso della giornata riemerge di colpo, Z1 mi fa i complimenti e non capisco se e&#8217; per aver guidato bene nonostante la prima volta o semplicemente per essere tornati interi al parcheggio&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> ))<br />
Al ritorno i veterani del gruppo vogliono sapere le mie impressioni&#8230; sono senza parole&#8230; nulla assomiglia neanche vagamente a questo posto&#8230; è un&#8217;esperienza talmente intensa, un misto di adrenalina, tecnica di guida, terrore e passione. Tutto il resto sembra semplicemente spento. Forse un cocainomane direbbe la stessa cosa, ma l&#8217;impressione è quella e l&#8217;unico pensiero che ti passa per la testa è: &#8220;ancora&#8221;&#8230;</p>
<p>Andiamo in albergo&#8230;. Barwailer è un villaggio (saranno 150 abitanti) tipicamente nordeuropeo. Pavimentazione perfetta, stradine in porfido, giardinetti, chiesetta linda&#8230; e il nostro albergo, con un parco auto che stride non poco con l&#8217;atmosfera rurale: GT3, Elise, Exige, Jaguar R, ecc. ecc.<br />
Incontro in albergo Adolph, uno dei maghi del Ring (pare che giri sotto gli 8 minuti con la sua Lotus&#8230;), il gruppo dei Cinghialoni alloggia nel nostro stesso hotel; nel WE non riuscirò a strappare a nessuno di loro un giro da passeggero, non ci becchiamo nel parcheggio mentre entrano&#8230; mi rifaro&#8217; la prossima volta&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>Dall&#8217;albergo usciamo per andare a cena. Visto che siamo nello stesso hotel, Pianale ci offre un passaggio. La mia auto è sporchissima, moscerini ovunque, tappetini da lavare, cerchi neri&#8230; la Serie 1 Japan Rot sembra uscita il giorno prima dal concessionario. E Pianale si lamenta pure della sporcizia (ROTFL! Sul cofano ci si potrebbe mangiare!) e di un segnetto minuscolo sullo specchietto! Pensare che una Smart ha distrutto il suo paraurti tamponandomi e non sono mai stato dal carrozziere&#8230; all&#8217;interno apprezzo l&#8217;abitabilità posteriore della Serie 1 e qui spezzo un&#8217;arancia (cit.) in favore della &#8220;ciabatta&#8221;. I sedili posteriori della Serie 1 sono ampi. Chi dice il contrario, mente. In altezza avevo 10 cm di aria sopra la mia testa e sono 1.82. L&#8217;auto è molto silenziosa e l&#8217;assetto è piuttosto confortevole (Pianale mi ha guardato come un alieno quando ho detto questo&#8230; ma tanto sarebbe salito il giorno dopo sulla mia e avrebbe capito&#8230;). Peccato per quel rumore che si sente all&#8217;esterno quando si dà contatto&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>Andiamo a mangiare al Tiergarten, nel parcheggio troviamo una Z4 rossa (molto, molto bella in effetti, specie con i cerchi da 18&#8243; componibili). Inutile dire che scattano i confronti con la PianalCar con tanto di foto&#8230; vabbe&#8217;&#8230; Tra i vari cimeli appesi ai muri del ristorante, mi indicano un pezzo dell&#8217;auto di CRX (penso al famoso video del botto&#8230;). Il posto e&#8217; incasinatissimo ma ci fanno accomodare in un privè tranquillo. Lì parliamo un po&#8217; di tutto, Ricky esprime le sue teorie sul Ring per la felicità della troupe televisiva capitanata da Rothgard che instancabile registra ogni cosa <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>Il giorno successivo, con calma <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> )), arrivo al parcheggio. Trovo Pianale alle prese con la TV coreana: la giornalista chiede di fare un giro, dietro siedono Rothgard ed il cameraman dagli occhi a mandorla&#8230;. la matta, a vedere il video girato da Rothgard, urlava come un&#8217;indemoniata&#8230; ma di questo vi parlerà piu&#8217; diffusamente Pianale ed esiste un video della cosa&#8230;</p>
<p>Giro con Z1, da passeggero. Rileggetevi quello che ho scritto sul mio primo giro, ma ad una velocità doppia. Naftone o no, se conosci la pista vai come un treno (e cmq l&#8217;Ibiza TDI spingeva non poco, specie nei tratti &#8220;salite + dossi&#8221;, dove la coppia serviva eccome), poi Z1 sa guidare davvero: affronta Fuchsrohre e Wippermann in pieno, siamo costantemente agli estremi del tracciato, si sfrutta tutto lo spazio possibile per scaricare i cavalli ed uscire il più velocemente possibile dalle chicane. Solo una Mini ci svernicia brutalmente&#8230; vecchio tipo, blu, giardinetta, gomme immense, chissà cosa la spinge. Ma tanto svernicia anche la M3 CSL grigia davanti a noi: copia la traiettoria della tedesca in una chicane, la affianca e passa&#8230;</p>
<p>Tornato dal giro con Z1, mi rendo conto come su questa pista i margini di miglioramento siano immensi. La varietà del tracciato rende impossibile percorrere tutto alla perfezione (oddio, forse Sabine, la Ring-Taxista a bordo della M5 ufficiale, avrebbe da ridire riguardo quest&#8217;affermazione) e ci sono diverse impostazioni nelle traiettorie che dipendono anche dalla propria auto. Leggo sulla guida BMW che alcuni tratti hanno anche 3-4 approcci possibili. Mentre penso a questo, torno al bar del &#8220;paddock&#8221;, punto di ritrovo del nostro gruppo. Scambio quattro chiacchiere con Margherita e Pianale.</p>
<p>Attorno a noi gente che viene, gente che va, chi torna da un giro, chi saluta tutti e scompare per il tempo di una veloce escursione nell&#8217;Eifel, chi sfrutta un passaggio per poi ricambiare il favore&#8230; la giornata trascorre così. C&#8217;è un clima rilassato, pur con le migliaia di cavalli che ingombrano il parcheggio. Attorno a noi è un susseguirsi di Porsche e kit-cars con scarichi &#8220;ticchettanti&#8221; appena tornate da un giro sul roller coaster asfaltato, c&#8217;e&#8217; chi all&#8217;uscita non svolta neanche per il parcheggio e continua ad inanellare giri su giri&#8230; attendo 20 minuti prima di partire per il giro successivo, assaporando il momento.</p>
<p>Qui nessuno fa il gradasso o sente il bisogno di dimostrare qualcosa a chiunque altro (se non a se stesso). Sarà per il livello mediamente molto alto di chi guida abitualmente su questa pista, sarà perchè il Ring incute rispetto anche a chi da queste parti c&#8217;e&#8217; stato decine di volte. L&#8217;atmosfera è sospesa, attorno a noi soltanto boschi e un nastro di asfalto, guardi il castello di Nurburg che domina la regione e pensi alle persone che da queste parti ci vivono&#8230; mentre per un visitatore appassionato è come un gigantesco parco giochi: la pista da F1 da un lato (visibile dalle tortuose strade che collegano i paesini), i campi dall&#8217;altro, il Nordschleife che ogni tanto fa capolino da dietro le colline, riferimenti all&#8217;automobilismo sportivo ovunque, automobili che normalmente ti fermeresti a guardare ti incrociano ogni 5 minuti per le strade e vedi che passano nell&#8217;indifferenza generale di chi certe cose le vede ogni giorno&#8230;</p>
<p>Parto per un altro giro. Cerco di ricordarmi le indicazioni di Z1&#8230; i primi 10 km passano senza eccessivi problemi, la seconda parte mi è più ostica, in molti tratti non ricordo affatto la sequenza delle curve e, nel dubbio, prima dei dossi mollo (in barba al detto &#8220;se sei incerto, tieni aperto!&#8221;). L&#8217;auto è spesso scomposta in curva, devo operare continue correzioni nelle sezioni &#8220;cieche&#8221;, ringrazio la Bosch diverse volte, specie alla Kallenhard&#8230; torno al parcheggio, determinato a migliorare.</p>
<p>Trovo Pianale con in mano una copia di Auto Motor und Sport. Mi chiede di tradurgli un pezzettino di articolo relativo ai futuri sviluppi della Serie 1&#8230; il mio tedesco zoppica un po&#8217;, tuttavia leggo che la Z4 M avrà un V8 e la M1 pure! Interessante&#8230; anche se per la M1 sembra che sia in lizza anche un sei cilindri turbo da oltre tre litri&#8230; fotografiamo il tutto, sapendo già che l&#8217;argomento sarà alla base di un thread chilometrico su IDA&#8230;</p>
<p>Osservo nel parcheggio la Speedster di Ricky&#8230; beh, quel che ne rimane da quando è uscita di fabbrica: mi racconta delle modifiche meccaniche apportate nel corso degli anni&#8230; rossa, senza marchi, abitacolo spoglio, strumentazione Stack, compressore volumetrico, pistoni stampati, bielle forgiate, freni AP Racing, molle e ammortizzatori sportivi, cerchi OZ gommati Advan 048&#8230; una vera belva. Provo ad immaginare come possa essere guidare un simile mostro&#8230;. anche qui, avrò una sorpresa. <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>Ad un certo punto succede quello che al Ring è quasi routine, finchè riguarda gli altri: un incidente. Nei due giorni e mezzo in cui sono stato al Ring, ho visto non meno di sei impatti e l&#8217;ambulanza è entrata un paio di volte. I miei compagni di viaggio mi raccontano come nei week-ends estivi i motociclisti si rendano protagonisti della maggior parte degli incidenti. In questi casi, a volte l&#8217;ambulanza esce dal tracciato a sirene spente&#8230;<br />
Questa volta però la cosa ci riguarda da vicino. Alla Hocheichen, Z1 mette una ruota sullo sporco e, complice l&#8217;asfalto viscido, si innescano una serie di pendoli che terminano con un testacoda e l&#8217;angolo posteriore sinistro dell&#8217;Ibiza finisce sul guard rail. Paraurti stracciato, passaruota ammaccato, porzione di faro rotta ma soprattutto ruota posteriore sinistra con il camber &#8220;ritoccato&#8221; all&#8217;interno, complici i braccetti della sospensione piegati. Nessun danno alle persone, anche se la società gestione del Ring esigerà un pesante tributo per ripristinare la porzione di barriera piegata nell&#8217;urto.</p>
<p>Per alleviare l&#8217;atmosfera non molto allegra, decidiamo di formare un &#8220;trenino&#8221;, facendo un giro sotto l&#8217;acqua con tre auto: Ricky (con le Advan 048 da testare simpaticamente sul bagnato&#8230;), io (con Z1 come passeggero, tanto per esorcizzare l&#8217;accaduto&#8230; e rinfrescarmi la memoria grazie alle sue doti da navigatore) e Pianale (con il &#8220;media team&#8221; a riprendere il tutto). Complice il bagnato, Ricky ha qualche problema a tenere dritta la Speedster con le slick omologate nipponiche&#8230; alla Adenauer Forst si esibisce in un sovrasterzo che induce me e Pianale a sorpassarlo. Segue un giro sotto una pioggia torrenziale con arrivo in &#8220;parata&#8221; sul rettilineo: da veri fricchettoni, pollice alzato, finestrino abbassato a sfidare le intemperie e qualche smorfia idiota da &#8220;ghetto pimp&#8221; per le telecamere&#8230; yeah, baby. <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> ))</p>
<p>La sera l&#8217;appuntamento è in un concessionario di motociclette parzialmente adibito a ristorante. Questa volta offro io il passaggio a Pianale e Margherita&#8230; ancora una volta la TT puo&#8217; far valere l&#8217;omologazione &#8220;2+2&#8243;, ospitando quattro persone in modo piu&#8217; (per chi è davanti) o meno (per che è ammassato dietro) comodo. Mady e Margherita mi stanno ancora maledicendo&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /><br />
Lunedì mattina il Ring è chiuso. Ne approfittiamo per visitare Adenau con Pianale e signora. Ennesima folgorazione: la strada che da Barweiler perta ad Adenau è una perfetta prova speciale: strada monocorsia (ma a doppio senso) che si snoda per 7 km in un sottobosco verdissimo (anche per la pioggia costante) con boschi di conifere e ponticelli a rafforzare l&#8217;impressione di poter veder sbucare una 206 WRC da un momento all&#8217;altro. In molti cortili, nei paesi, scorgiamo 911 piu&#8217; o meno preparate, carrelli, motorhome sponsorizzati: è la fusione tra splendidi paesaggi e motorsport a rendere questo posto unico. Ad Adenau troviamo parcheggiate due Caterham R400 inglesi già incontrate il giorno precedente al Nordschleife. Una delle due e&#8217; targata in modo eloquente: &#8220;R400 BYE&#8221; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  Ho come l&#8217;idea che i due folli proprietari siano arrivati da casa guidando quelle auto&#8230;</p>
<p>Tornati al Ring, troviamo poco movimento. La pista è ancora chiusa, incontriamo tutti gli altri, Ricky è piuttosto contrariato per il meteo che gli impedisce di scatenarsi con la sua Speedster. Rothgard offre un giro sulla sua Corolla. Io sono sul sedile del passeggero, Ricky è dietro. Come sapete, il motore è quello della Exige, sono molto curioso di verificare il comportamento dell&#8217;auto in una situazione tanto complicata (piove a tratti e la pista non è uniforme quanto a condizioni di aderenza).<br />
La progressione è lineare, la camma sportiva entra con un lievissimo tremito ai 6200 giri. Il sound è quasi motociclistico, l&#8217;urlo del propulsore nipponico è inconfondibile, l&#8217;auto danza veloce tra i cordoli e sembra molto leggera. Il motore esige un uso inteso del cambio per essere tenuto sempre nel suo range ottimale, in compenso è prontissimo&#8230; un altro giro memorabile!</p>
<p>Piove piu&#8217; di ieri, la pista e&#8217; un inferno: all&#8217;inizio e&#8217; asciutta, dopo 5 km c&#8217;e&#8217; un tratto dove diluvia, come dicevo prima questa giornata sarà caratterizzata per il fondo viscido ed irregolare. Ci sono due cantieri: stanno sistemando le barriere sfondate il giorno prima dai piloti e vi sono tre restringimenti di carreggiata. Io ne approfitto per fare un po&#8217; di giri: le auto più estreme non entrano, il Ring è quasi vuoto, posso provare liberamente le traiettorie senza timore che qualche veicolo dal rapporto peso/potenza inferiore a 3 kg/CV sbuchi dal retrovisore per chiedere strada nel momento meno opportuno&#8230; e qui divento razzista.</p>
<p>Mi trovo davanti un Touareg TDI V10 nero. Solleva una montagna d&#8217;acqua, è visibilmente piu&#8217; lento di me, non conosce affatto la pista, gli chiedo strada con la freccia. Niente. Lampeggio. Zero. Lo seguo per un po&#8217;, ma è piuttosto pericoloso: tra la pioggia e i suoi Pirelli Scorpion che sparano un muro d&#8217;acqua sul mio parabrezza, non è un bell&#8217;andare, Mady è al mio fianco ed è preoccupata. Il Touareg si sposta, mi affianco a sinistra. Curva a destra&#8230;. mi chiude all&#8217;esterno! Non capisco se sia piu&#8217; idiota o piu&#8217; arrogante, comunque il mio odio latente per i SUV comincia ad affiorare prepotentemente. Karussel: come prevedevo, non entra nel &#8220;catino&#8221;. Lo affianco all&#8217;interno, percorriamo tutta la curva in questo modo, sono talmente in basso rispetto a lui che posso vedere il suo albero di trasmissione, è un muro di lamiera nera che mi sovrasta e non accenna a darmi strada&#8230; tra un po&#8217; devo allargarmi. L&#8217;idiota fa come se non ci fossi, mi costringe a mollare, pena fiancata da rifare, e sarà cosi&#8217; per tutto il giro.</p>
<p>Esasperato, non rientro nel parcheggio ma punto di nuovo ai cancelli. Le gomme sono calde, so che non terranno&#8230; pero&#8217; devo sfogarmi. Un altro giro, questa volta con altre traiettorie, alcune migliori, altre piu&#8217; ardite, le gomme fischiano ad ogni curva, segnalandomi che non sono fatte per quell&#8217;uso&#8230; rientro piu&#8217; calmo, piu&#8217; sicuro di me, la seconda parte del circuito inizia ad essermi un po&#8217; piu&#8217; chiara.</p>
<p>Nel parcheggio arriva una Porsche Carrera GT. Nera, splendida. Per me è la supersportiva piu&#8217; bella degli ultimi anni. Fotografo ogni dettaglio. Gli inglesi che sono da quelle parti sono senza parole, sbaviamo tutti. Con Ricky, pero&#8217; notiamo alcuni dettagli da &#8220;modello base&#8221;: mozzi non colorati, pomello del cambio in pelle e non in legno naturale e cinture convenzionali invece di quelle a 4 punti. Si vede che non avanzavano spiccioli <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  Pianale becca subito la condensa nei fari&#8230; qualcosa di intollerabile in un&#8217;auto di quel prezzo. Arriva il proprietario con un passeggero. Si aprono le portiere: brancardi in carbonio circondano l&#8217;abitacolo, noto con piacere che la strumentazione segna oltre 14.000 km, segno che l&#8217;auto viene usata regolarmente e non tenuta sotto una campana di vetro. Bene, è quello che farei anch&#8217;io&#8230; Partono. Aspetto un po&#8217;, poi vado a farmi un altro giro. Al ritorno la Carrera GT non c&#8217;è. Se ne sarà andata&#8230;? Non l&#8217;ho vista sul circuito, quindi di certo non ha avuto incidenti&#8230;<br />
Do&#8217; un passaggio a Pianale e ripartiamo. Oggi ci sono molte auto &#8220;tranquille&#8221; che procedono lentamente: station wagons, un trio di berlinone tedesche (Serie E SW, 5er e altra Mercedes), ma anche Porsche e Lotus di vario tipo, che procedono piano onde evitare disastri. Vedo che si spostano immediatamente non appena sopraggiungo: oggi tocca a loro dare strada, l&#8217;Haldex si prende la sua rivincita.<br />
Ad un certo punto, vediamo due immensi solchi nel fango a bordo pista, un carro attrezzi, una larga sagoma scura&#8230; NOOO!!! E&#8217; la Carrera GT contro una barriera, coperta di fango! Dev&#8217;essere rientrata per un secondo giro mentre io finivo il giro precedente&#8230; Pianale parte con le foto. Mi fermo per un istante. Davvero un peccato, un crimine contro l&#8217;automobilismo&#8230;<br />
Tornati nel parcheggio, la voce si è già sparsa tra i presenti. Attendo che le luci del carro attrezzi compaiano in fondo al rettilineo, come tutti gli altri del resto, che fingono indifferenza&#8230; dopo un quarto d&#8217;ora arriva. Non meno di una ventina di persone si preparano a fotografare lo scempio&#8230; mi passa davanti la fiancata che era appoggiata alla barriera: è molto sporca, ma non si notano grandi ammaccature. Il fondo piatto monoscocca, pero&#8217;, era certamente andato. Ipotizzo un preventivo di almeno 20.000 euro&#8230; fix it again, Tony.</p>
<p>Vado a fare benzina. Fermo al distributore, guardo le altre auto che fanno rifornimento: al mio fianco due 996, una Turbo ed una S. Dietro di me due GT3 RS bianco/rosse. Davanti, una GT3 RS bianco/blu.<br />
Dall&#8217;altro lato, una M3 E36 gialla e nera preparata &#8220;a morte&#8221;, mentre attende di poter controllare la pressione delle gomme una 964 fucsia&#8230; decisamente non è un posto normale <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>E&#8217; il momento di ospitare Ricky. Come la legge di Murphy vuole, sbaglio piu&#8217; traiettorie del solito, porcaccia&#8230; L&#8217;Haldex fa bella mostra di se&#8217; in compenso, e non sbaglio un paio di passaggi che invece mi avevano dato problemi in precedenza. Il mio &#8220;veloce&#8221; ospite mi dà qualche consiglio. Esprime soddisfazione al Karussel per la velocità raggiunta e, dopo, per il confort della vettura. Rientriamo, vediamo che dice&#8230;<br />
&#8220;Gli stessi cavalli della mia, pero&#8217; sembra di essere fermi!&#8221; Ehm&#8230; vabbe&#8217;&#8230; chissà come dev&#8217;essere guidare la sua&#8230;<br />
Rothgard, Luca e Ugo ripartono, così come Pianale e Margherita.<br />
Salutiamo tutti e ci diamo appuntamento con Z1 e Ricky ad Adenau per cena.<br />
Ci troviamo in un tipico ristorante&#8230; italiano. Bistecca con burro di crauti, bratkartoffeln e weissbier. Appunto, italiano! Seguono aneddoti di varie gite al Nordschleife, che forse non è il caso di riportare <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> </p>
<p>Il giorno dopo, Z1 mi chiama. Lui e Ricky sarebbero dovuti ripartire prima di noi, in realtà sono pronti solo alle 9 e 40, cosi&#8217; decidiamo di fare il viaggio insieme, passando questa volta per la Francia. Ottimo!<br />
Ci dirigiamo quindi verso Saarbrucken. Attraversiamo il Reno, quindi la Mosella&#8230; immagino di scorgere un gruppo di Panzer da dietro le colline, sono nomi e luoghi evocativi&#8230;<br />
Sorpassiamo a 130 km/h un Mercedes Vito della polizia federale, sorta di FBI tedesco. Il limite era di 100 km/h. Dopo un po&#8217;, il furgone ci sorpassa di nuovo, affianca Ricky ed il nerboruto poliziotto vestito con giacca di pelle nera d&#8217;ordinanza intima al nostro di moderare l&#8217;andatura. Il tutto si risolve a gesti&#8230; amichevoli, per fortuna! <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /><br />
Una volta in Francia, procediamo in fila indiana. Ad un certo punto vedo che l&#8217;auto di Ricky trainante il carrello con la Speedster inizia a fumare. Accostiamo, estraggo l&#8217;estintore che porto sempre con me e mi precipito davanti&#8230; avevo giudicato male: l&#8217;auto e&#8217; a posto, il fumo proveniva dalla spalla di una ruota del carrello, che ha ceduto. Fortunatamente, Ricky ha con se&#8217; una ruota di scorta anche per il carrello, cosi&#8217; procediamo verso la prima area di sosta.<br />
Qui, per la felicità dei camionisti fermi nell&#8217;area, inizia un carosello di smonta-e-rimonta la ruota che non sto qui a descrivervi&#8230; intanto facciamo scendere la Speedster dal carrello&#8230; chiedo a Ricky di poter salire e per tutta risposta mi invita a farci un giro&#8230; wow. Apro lo sportello&#8230; lamiera. Gli interni quasi non esistono&#8230; con difficoltà mi sistemo al posto guida, tra volante e sedile c&#8217;e&#8217; poco spazio e la mia coscia ci passa appena. Sono in macchina, mi circonda la &#8220;vasca&#8221; di alluminio che costituisce il telaio della vettura. Il mio fondoschiena non sara&#8217; a piu&#8217; di 15 cm dal suolo. Mi guardo attorno: cambio con tutti i leveraggi a vista, sedili sportivi, cinture a 4 punti, pedaliera raccolta, finestrini laterali minuscoli. Sembra un giocattolino&#8230; ma non lo è. Giro la chiave e premo trepidante il tasto al centro della plancia. &#8220;Whinnn-whin-whinwhinwhin&#8230; BRAURRRrrrrrrrr&#8230;&#8221; Le mie orecchie sono a 30 cm dal motore, niente pannelli fonoassorbenti, scarico sportivo. Innesto la prima, percorro un &#8220;otto&#8221; nell&#8217;area di sosta, lo spazio e&#8217; quello che e&#8217;&#8230; cavolo&#8230; mi e&#8217; rimasta la voglia&#8230; manovro e parcheggio. Scendo a malincuore. L&#8217;ho &#8220;mossa&#8221;, non guidata. Beh, meglio di niente.</p>
<p>Alla fine ci ritroviamo con la nuova ruota montata ma gonfiata ad una pressione troppo bassa&#8230; non possiamo procedere cosi&#8217; con tutto il peso della Speedster che grava sul pneumatico non perfettamente gonfio, rischiamo di rovinare anche la gomma nuova. Che facciamo? Andiamo fino alla prossima stazione di servizio.<br />
Ricky deve guidare la sua auto che traina il rimorchio scarico. Mady non ha grande esperienza alla guida&#8230; giudichiamo l&#8217;Ibiza piu&#8217; semplice da approcciare rispetto alla mia. Z1 guida la TT, aveva anche voglia di farlo&#8230; quindi io porto la Speedster!!!<br />
Partiamo. Ricky davanti, io dietro&#8230; sto guidando un&#8217;auto da pista sulle autostrade francesi!<br />
Quello che davvero impressiona è il fragore del motore. In 20 km riesce a rintronarmi, ogni minima variazione nella pressione dell&#8217;acceleratore muta la sonorità del motore, che è coinvolgente, scorbutica, per nulla civilizzata.<br />
Alcune auto ci sorpassano. I minuscoli specchietti retrovisori danno giusto un&#8217;idea di quello che accade intorno a me, la mia testa è al livello dei mozzi dei furgoni <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> )) Davanti, i passaruota formano due piccole gobbe. Sono 20 km di esaltazione, quando si dice che &#8220;l&#8217;auto risponde ad ogni minimo input&#8221;, penso ci si riferisca a quello che si prova in un veicolo del genere. Il volante è semplice da descrivere: come un kart. Diretto allo stesso identico modo. Fulmineo, piccolo, perfetto. E&#8217; sufficiente un movimento di pochi gradi per scartare da una corsia all&#8217;altra.<br />
L&#8217;assetto e&#8217; rigido ma non massacrante. Sull&#8217;asfalto uniforme dell&#8217;&#8221;autoroute&#8221; il confort è piu&#8217; che accettabile, anche se basta sfiorare le zigrinature delle striscie che delimitano la corsia di emergenza per scatenare un terremoto a bordo.<br />
I freni da competizione, a queste velocità (siamo sui 130 km/h), non sono minimamente impensieriti ed ogni volta che sfioro il pedale è un&#8217;inchiodata involontaria&#8230;<br />
Purtroppo <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  arriviamo alla stazione di servizio&#8230; in un impeto di tamarritudine, faccio un po&#8217; di casino tra le pompe facendo un 1a-2a, grazie anche agli scarichi molto &#8220;liberi&#8221;&#8230;</p>
<p>Gonfiamo la ruota del carrello, facciamo risalire la Speedster, dopo pranzo Ricky rimette in sesto la spina dorsale di tutti <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  e ripartiamo.<br />
Tutto tranquillo, attraversiamo l&#8217;Alsazia&#8230; paesaggi simili alla Germania ma con colline piu&#8217; basse, campagne con coltivazioni piu&#8217; estese e medesimi paesini da cartolina.</p>
<p>Arriviamo in Svizzera. E qui iniziano i dolori, perchè siamo stanchi, i limiti sono davvero insopportabili, c&#8217;e&#8217; un po&#8217; di traffico e gli autovelox sono ovunque. Un limite di 80 km/h su un&#8217;autostrada a 3 corsie semivuota è da considerarsi una violazione dei diritti umani <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' /> ))</p>
<p>Giunti al limite dello scazzo, ci fermiamo, dopo quasi tre ore di viaggio in territorio elvetico, presso la mitica stazione di servizio Piotta! C&#8217;e&#8217; anche un&#8217;area riservata per il &#8220;Truck Club Piotta!&#8221; Ma ROTFL!!! Io e Z1 siamo affamati. Ci propongono due malsane pizze ad un prezzo assurdo. Udiamo una voce che con fare perentorio ordina ad una dipendente di presentarsi immediatamente a rapporto. Faccio una battuta ed e&#8217; l&#8217;inizio della fine&#8230; iniziamo a ridere come due idioti&#8230; finiamo le nostre pizze. Ne ordiniamo altre due&#8230; continuiamo a ridere mentre facciamo l&#8217;ordinazione e l&#8217;addetta ci carica per sbaglio anche due bicchieri di cola. Non li vogliamo, ovviamente. Ormai lo scontrino e&#8217; fatto&#8230; mi vengono restituite le monete sottobanco&#8230; non conoscono la parola &#8220;storno&#8221;, evidentemente. <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-148' />  Ormai c&#8217;e&#8217; una spia che lampeggia sulla mia fronte con su scritto &#8220;scazzo-mode engaged&#8221;.<br />
Andiamo in bagno&#8230; l&#8217;epilogo trash del viaggio&#8230; quei pochi neuroni ancora attivi nel mio cervello stanno facendo l&#8217;autoscontro. Non ho ancora capito come, i miei occhiali da sole cadono nel peggior posto possibile, considerando che siamo in un bagno per uomini. Si&#8217;, avete capito bene&#8230; Pronuncio qualche frase poco carina mentre Z1 quasi soffoca per le risate. Tento di ripulire con una tonnellata di sapone gli occhiali, che non oso comunque indossare&#8230; Li ripongo nel loro fodero e, non fidandomi del reale potere battericida del sapone, non li tocco piu&#8217;. Presumo che a quest&#8217;ora saranno dissolti&#8230; =__= In qualche modo riusciamo a riprendere il controllo delle nostre menti e dopo 10 minuti buoni ripartiamo&#8230;</p>
<p>Giungiamo a Chiasso. E&#8217; ora di salutarci, sono stati quattro giorni a dir poco intensi.<br />
Mentre torno a Milano, so solo che ripeterò l&#8217;esperienza quanto prima, non vedo l&#8217;ora&#8230;</p>
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		<title>Nuerburgring: Pensieri ed emozioni (Rostro, 25-10-2005)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
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Nuerburgring: Pensieri ed emozioni (Rostro, 25-10-2005)





Nuerburgring, anzi Nordschleife.
Il circuito su cui la Formula 1 non corre piu&#8217; dal 1976, anno dell&#8217;incidente a Niki Lauda.
La prima volta ci entrai quasi per caso; 3 giri, insieme ad un amico del Barchetta Club Italia, sulla strada per un raduno in Olanda.
Unico pazzo del gruppo, sulla via del ritorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
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<td valign="top">Nuerburgring: Pensieri ed emozioni (Rostro, 25-10-2005)</td>
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<td valign="top"><img class="colorbox-151"  src="http://local-www.ringers.it.old/images/transparent.gif" border="0" alt="" width="1" height="5" /></td>
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<tr valign="top">
<td valign="top"><!-- TESTO -->Nuerburgring, anzi <strong>Nordschleife</strong>.<br />
Il circuito su cui la Formula 1 non corre piu&#8217; dal 1976, anno dell&#8217;incidente a Niki Lauda.<br />
La prima volta ci entrai quasi per caso; 3 giri, insieme ad un amico del Barchetta Club Italia, sulla strada per un raduno in Olanda.<br />
Unico pazzo del gruppo, sulla via del ritorno mi fermai nuovamente, e rimasi li&#8217; due giorni. A girare. A guardare.</p>
<p>La prima volta che ci vai vedi solo la pista: 20,8 km di curve. Circa 80. Tutte diverse.<br />
Salita, discesa, dossi in mezzo alla curva o proprio sul punto di staccata, curve in contropendenza.<br />
Il paradiso di chi ama guidare. 80 curve; a Monza ce ne sono 6&#8230; E sono curve adatte alle Formula 1 di oggi, mostri da 800 CV.<br />
Al Ring anche i 130 CV della barchetta sono difficili da scaricare.<br />
Vedi le vie di fuga: praticamente inesistenti! L&#8217;inferno verde, lo chiamano.<br />
Fa paura, ma e&#8217; talmente bello che con il passare dei giri inizi ad osare.<br />
Impari a non alzare il piede. Al Ring vince chi frena poco, non chi accelera tanto.</p>
<p>E allora ci torni. 800 km da Torino. Ma ne vale la pena.<br />
Scopri che esiste una mailing list, i <strong>Ringers</strong> appunto.<br />
Centinaia di persone, da tutta Europa. Che ci vanno e ci tornano, continuamente. Ti sembrano un poco matti.</p>
<p>Il Ring e&#8217; pericoloso? Provi a cercare le statistiche ufficiali: parlano di 3 morti l&#8217;anno.<br />
Parli con la gente del luogo, e con i <strong>Ringers</strong>: ti parlano di 70 morti l&#8217;anno, piu&#8217; di uno alla settimana.<br />
Uno alla settimana???? Naaaa&#8230;&#8230; Sara&#8217; il solito idiota, che guida senza usare la testa.<br />
E poi saranno tutti motociclisti, no? Ma come diavolo si fa a girare in moto mentre ci sono anche le macchine????</p>
<p>All&#8217;inizio, tutti ti sorpassano. Poi incominci a memorizzare il tracciato, e trovi le marce giuste.<br />
E vai, sempre piu&#8217; forte. Ora ti sorpassano in pochi. Anche le moto&#8230;. sei piu&#8217; veloce di quasi tutte le moto, che in curva sono piu&#8217; lente di te.</p>
<p>La domenica il circuito si riempie. Entri, fai un giro, circa 10 minuti, ed esci. Devi sfreddare bene i freni. E anche recuperare le energie. Ti aggiri nel parcheggio. Guardi le macchine. Prendi un poco di cioccolato al bar, per ricaricarti. Guardi con terrore il pulmann di turisti che entra, ed aspetti che esca. Ti prepari al rientro.</p>
<p>Ma la pista viene chiusa spesso, per incidente. Senti l&#8217;elicottero che arriva. I locali ti spiegano che le statistiche ufficiali contano solo le persone che muoiono sulla pista. Se l&#8217;elicottero ti prende e ti porta in ospedale, non compari nell&#8217;elenco&#8230;. Ecco spiegata la differenza tra le cifre.</p>
<p>Che palle &#8217;sti motociclisti&#8230;. La pista e&#8217; sempre chiusa. Cazzo, sono venuto qui per guidare, io!!!!</p>
<p>Ecco, hanno riaperto. Su il casco, e via per un altro giro. Prima, seconda, terza, quarta&#8230;. Ecco le prime curve&#8230;. In picchiata nella discesa, le S&#8230; la CRX kurve&#8230;. Quarta, quinta&#8230;. 200 km/h, e la compressione proprio durante il cambio di direzione. Cazzo, anche stavolta ho alzato il piede!<br />
Ma come diavolo fara&#8217; Michele a tenerlo giu&#8217;? Io non me la sento&#8230;. Adenau&#8230; poi Berkwerg, curva in salita: seguono 2 km in salita&#8230; questa volta devo uscire piu&#8217; veloce&#8230;. Ecco il karoussel, sembra un girone infernale: la macchina vibra e scricchiola tutta, le sospensioni vanno a tampone.<br />
Brunchen&#8230;. Plaftzgarden: questa volta giuro che freno dopo il dossooooooo. Dannazione, ho frenato prima&#8230;. Non me la sento&#8230;.<br />
Adesso provo a tenere giu&#8217; tutto&#8230;.. Ecco, e&#8217; finito!!! Com&#8217;e&#8217; il tempo? Cazzo, ma cosi&#8217; alto?<br />
Ma come fanno quelli che girano in 8 minuti????? OK, usciamo. Cool down&#8230; parcheggio&#8230;. Relax.</p>
<p>La pista e&#8217; di nuovo chiusa&#8230;. Mi aggiro nel parcheggio. Che sara&#8217; successo, questa volta?<br />
Nessuno chiede&#8230; tutti fanno finta di niente&#8230; eppure siamo come una comunita&#8217;&#8230;. come mai????</p>
<p>Come mai? Come mai veniamo qui, anche se sappiamo bene che si puo&#8217; morire?&#8230;</p>
<p>Sono stato su 6 volte, ormai. A Maggio con 3 sconosciuti. Uno visto una volta, SZ1. Uno mai visto, Ricky, con la speedster: cazzo, che coglione che sembra questo. Michele, con la Bravo. E&#8217; un anno che ci vediamo alle gare del Driver&#8217;s, e non abbiamo mai scambiato due parole. E invece siamo tornati dal viaggio di Maggio amici.</p>
<p>Amici? Ma come fai a diventare amico di un tizio che hai visto due giorni fa per la prima volta?<br />
Non lo so. Pero&#8217; e&#8217; cosi&#8217;. Il Ring ci ha uniti. Che strano&#8230;.</p>
<p>A Luglio torniamo. Siamo in 6 macchine, adesso. Sono la &#8220;chioccia&#8221; del gruppo, ora.<br />
E mi permetto di guardare anche oltre il nastro d&#8217;asfalto. E di &#8220;sentire&#8221;. Che strano&#8230;..<br />
Non capisco&#8230;. 4 sconosciuti &#8220;legano&#8221; in un attimo, e invece ad ogni incidente tutti fanno finta di nulla&#8230;. eppure quello che si e&#8217; schiantato e&#8217;, in fondo, uno di noi&#8230;.<br />
Un altro Ringer. Un altro pazzo&#8230;</p>
<p>Ma se ci fossero le vie di fuga, sarebbe lo stesso? Certo che si&#8217;!!!<br />
Certo&#8230;.<br />
O&#8230; forse&#8230;.<br />
No. Non sarebbe lo stesso.<br />
C&#8217;e&#8217; poco da fare: il sapere che stai mettendo la tua vita in gioco e&#8217; parte integrante delle emozioni fortissime che il Ring ti regala.<br />
Non l&#8217;avevo colto all&#8217;inizio, ma adesso sento che e&#8217; cosi&#8217;.</p>
<p>E gli altri? Gli altri&#8230;.. Forse gli altri sono come me. Vengono, girano, e poi&#8230;. tornano. Tornano, perche&#8217; guidare qui non e&#8217; solo guidare.</p>
<p>L&#8217;asfalto. Le gomme. L&#8217;assetto. La traiettoria. La tecnica. Ma anche&#8230; il coraggio.<br />
Che non e&#8217; incoscienza&#8230; il coraggio di affrontare&#8230;. qualcosa. Qualcosa di reale.<br />
Monza e&#8217; un videogioco: ad ogni giro ti butti in ascari sempre piu&#8217; forte, tanto ci sono le vie di fuga. Qui no. Qui non puoi sbagliare. Ma ci sei. Ci sei dentro.</p>
<p>Macchina, moto&#8230;. Fiat o Porsche, non cambia nulla. Perche&#8217; dentro il Ring ci sei tu. Tu. La macchina e&#8217; solo un mezzo. Sono il cuore e lo stomaco quelli che comandano qui. Non il cervello. Non le mani sul volante o il piede sull&#8217;acceleratore. Cuore. Stomaco. Stomaco. Cuore.</p>
<p>Alla fine di ogni giro sono svuotato. Di energie, ma soprattutto di emozioni.<br />
Mi guardo attorno; il motociclista accanto a me si sta togliendo il casco. Come quasi tutti gli altri, non e&#8217; un ragazzino.<br />
Avra&#8217; quarant&#8217;anni, abbondanti. Che ci fa qui? Non ha una moglie e dei figli a casa, che aspettano che lui ritorni a casa? E come mai non si preoccupa, non chiede notizie quando chiudono di nuovo la pista?</p>
<p>La mattina dopo la pista e&#8217; bagnata. Mi precipito. Nessuna moto, e quasi deserto. Primo giro: figatissima!!!!<br />
La macchina e&#8217; difficilissima da controllare, va dove vuole. Una figata!!!<br />
Secondo giro: adesso la pista e&#8217; semiasciutta. Vai vai vai&#8230;. cazzo, guarda che fermone quello con la Z3!!! Lo passo come se fosse fermo!!! Madonna se viaggio!!! Adesso faccio sul bagnato lo stesso tempo di Maury sull&#8217;asciutto!!!<br />
Terza, wehrseifen&#8230;.cazzo, sono a 160!! Ma cosi&#8217; forte, sul bagnato?<br />
Stacco&#8230;. O Cristo, e&#8217; partita, o Cristo, aiutami ti prego, c&#8217;e&#8217; il muro li&#8217; davanti, adesso mi ammazzo, Dio Dio aiutami adesso arriva la botta poi mi capotto e ci resto secco BAAAAAAM BAAAAAAAAAAAMMMMMM&#8230;&#8230; sono fermo. Come ci sono arrivato qui? Cazzo, adesso arriva una moto e si schianta sui miei pezzi di barchetta in mezzo alla strada, esci presto, non arriva nessuno, togli il faro, via via, corri su, ecco il primo che arriva, smanaccia, gesticola, lui capisce, rallenta, eccone un altro&#8230; anche lui rallenta e mi ringrazia&#8230;fiuu&#8230; Per fortuna non mi sono fatto niente. Che culo!!!!</p>
<p>Carro attrezzi&#8230; eccolo&#8230; mi portano via&#8230;</p>
<p>Arrivano gli altri. Adesso sono un poco scosso&#8230; mi aiutano, mi stanno vicini. Comincio ad avere nausea, e a tremare.<br />
Dopo due ore mi faccio portare in albergo, e mi addormento subito.<br />
Mi sveglio. Sono le quattro del pomeriggio. Accendo il telefonino.<br />
BIBIIP: Messaggio. Chi e&#8217; ? Sz1. Che dice? &#8220;Abbiamo appena distrutto la opel di ricky. Cristo!&#8221;.<br />
Li chiamo: stanno bene anche loro. Meno male&#8230;.<br />
Mi vengono a prendere. Torniamo al circuito. E&#8217; strano, ma lo vedo con altri occhi adesso.<br />
Cazzo, ma corrono tutti come pazzi, e ragazzi NON C&#8217;E&#8217; UNA VIA DI FUGA!!! Ma sono matti? Ricky mi fa stendere sul prato, mi visita e mi rimette a posto la cervicale. Che culo&#8230;non solo non mi sono fatto quasi niente, ma ho qui sotto mano uno che mi rimette a posto.</p>
<p>A cena ci ritroviamo tutti e parliamo un poco. E&#8217; strano&#8230;. adesso ho paura. Molta paura.<br />
Il giorno dopo si rientra. Sara&#8217; dura riprendere a guidare. Ci ho messo non poco.</p>
<p>Tre settimane dopo torno su, a riprendere la macchina. Sono con la 147. Devo entrare. Devo. Cristo, piove pure&#8230;.ma perche&#8217;?<br />
Forza, sono tranquillo. Giro piano, piano, piano. Starsky e suo padre sono con me. Parliamo. Ecco, il giro e&#8217; finito. Cazzo, adesso sto tremando.. che palle&#8230;..e quando me la tolgo, questa??? Sono tornato a guidare. In Kartodromo. A Monza. La paura se n&#8217;e&#8217; andata. Per fortuna. Ma ogni tanto ci penso&#8230;. ho perso il controllo a quasi 150 km/h in discesa, con una curva davanti. E non mi sono fatto niente. NIENTE. La macchina ha toccato il guard rail, con il posteriore, ma la rotazione della macchina ha fatto si&#8217; che l&#8217;urto fosse leggero; sono stato rispedito in pista, e ho potuto diminuire ancora la velocita&#8217;, e impattare con il muso quando ero sicuramente sotto i 100. E la macchina girava ancora, il che ha contribuito ulteriormente ad assorbire l&#8217;impatto.</p>
<p>Quante probabilita&#8217; c&#8217;erano? Una su 100? Eppure e&#8217; uscita&#8230; Qualcuno mi ha preso per i capelli e mi ha tirato fuori dalla macchina.<br />
Quando dico agli amici e parenti che ci voglio tornare, al Ring, mi guardano come se fossi pazzo. La cosa piu&#8217; gentile e&#8217; &#8220;Non ti e&#8217; ancora bastato?&#8221;<br />
No&#8230; sembra di no&#8230;</p>
<p>Sapete cos&#8217;e&#8217; veramente il Ring? E&#8217; il luogo in cui alcuni uomini adulti affrontano se&#8217; stessi. Ecco cos&#8217;e'&#8230;<br />
Con la consapevolezza che la morte e&#8217; in agguato. 70 morti l&#8217;anno&#8230;<br />
Sono tanti. Non puoi non sentirli, se lasci il tuo cuore libero di ascoltare.</p>
<p>Ecco perche&#8217; nessuno chiede cos&#8217;e&#8217; successo, dopo un incidente&#8230; Non possiamo farlo.<br />
Se lo facessimo, la nostra parte razionale prevarrebbe, e ci farebbe subito mettere in viaggio verso casa.<br />
Invece noi restiamo. Restiamo, facendo stare zitta quella razionalita&#8217; che ci guida e ci comanda nella vita di tutti i giorni.<br />
Che ci fa andare a lavorare. Ci fa comprare macchine diesel. Ci fa mettere il casco se andiamo in moto.<br />
Ci fa usare il preservativo, sempre e comunque. Ci fa fare il piano pensione.. eccetera eccetera.</p>
<p>Invece, restiamo, e permettiamo al nostro stomaco di comandare, per un giorno.<br />
Con il rispetto che dobbiamo sentire per un luogo in cui le persone sfidano il buio, in cui mettono una posta che e&#8217; la vita stessa; sperando di vincere anche a questo giro, perche&#8217; il vincere e&#8217; la vita. La vita vera, senza simulazioni, senza intermediari, senza sovrastrutture.<br />
Dove la Fiat conta come la Porsche. Dove quello che conta e&#8217; il cuore. Il cuore, e lo stomaco.</p>
<p>Molti anni fa ricordo di avere fatto una litigata furibonda con la mia fidanzata, che sosteneva che i ragazzini che saltano in corsa da un treno all&#8217;altro della metropolitano di New York fanno un enorme atto di coraggio.<br />
Io mi arrabbiai, e sostenni che non era coraggio, ma solo stupidita&#8217;. Che il coraggio e&#8217; vivere la vita normale, giorno per giorno, andando a lavorare.</p>
<p>La penso ancora cosi&#8217;. Ma penso anche&#8230;. che a marzo tornero&#8217; al Ring.<br />
Con rispetto.<br />
Con rispetto.<br />
Sapendo che la Morte e&#8217; li&#8217;. E sapendo che ho ricevuto un grande dono.<br />
Ma tornero&#8217;, proprio perche&#8217; quel dono non sia vano.</p>
<p>Rostro.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Lorenzo &#8220;HUHI&#8221; Corsani e gli IDARingers&#8230; (correva l&#8217;anno 2000&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[I partecipanti:
Huhi+Barbara su 911 Carrera 3,2
Davide Morelli+B747 su 911 Carrera 4
Cobra 427+Albert su Peugeot 406 Hdi (Naftuan) SW
Dadeejay+Ermanno su Golf TDI &#8220;La Seppia&#8221;
Ci hanno raggiunto sul luogo:
Marco Blasich BMW Z3M
Daniel Metta Honda Accord 2.0
Non avevo mai desiderato così tanto avere un hard disk al posto del cervello. In 4 giorni ho visto troppe cose, provato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I partecipanti:</p>
<p>Huhi+Barbara su 911 Carrera 3,2<br />
Davide Morelli+B747 su 911 Carrera 4<br />
Cobra 427+Albert su Peugeot 406 Hdi (Naftuan) SW<br />
Dadeejay+Ermanno su Golf TDI &#8220;La Seppia&#8221;</p>
<p>Ci hanno raggiunto sul luogo:<br />
Marco Blasich BMW Z3M<br />
Daniel Metta Honda Accord 2.0</p>
<p>Non avevo mai desiderato così tanto avere un hard disk al posto del cervello. In 4 giorni ho visto troppe cose, provato troppe sensazioni e sinceramente non sono sicuro di riuscire a riportarle tutte. Nel piccolo post che avevo fatto &#8220;al volo&#8221; ho cercato di metterci tutto ma so che non è così. Forse la miglior cosa è fare una analisi completa di tutto il viaggio.<br />
Una specie di pellegrinaggio, una piccola vacanza on the road che non ha più senso chiamare solo raduno. In ogni momento non eravamo solo noi, c&#8217;erano molti altri che via SMS o via telefono hanno partecipato a questo evento, aumentando se possibile l&#8217;intensità di certe emozioni. E c&#8217;è stato spazio anche per noi come persone, per parlare di lavoro, di vita, per passare ore insieme. A tratti mi sono sentito come in una gita scolastica, in altri come in una 2° vacanza estiva, in altri come un bambino piccolo che sta per entrare nella fabbrica dei suoi giocattoli preferiti mentre mangia il suo dolce preferito e ha sotto mano le videocassette di tutto i cartoni animati del mondo..:-DDD Rendo minimamente l&#8217;idea ? <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD</p>
<p>1° Giorno: Viaggio verso il Ring</p>
<p>Durante questi ultimi mesi il numero dei partecipanti si era sempre più assottigliato e alla fine non mi sono stupito quando ho capito che solo 4 auto e 8 persone sarebbero partire dall&#8217;Italia. Fino all&#8217;ultimo però era sicura la presenza di Uoscar, che invece mi ha avvertito quando già ero in viaggio del suo abbandono. L&#8217;ho potuto salutare e prendere in consegna il Magigas per Dade, poi via di nuovo sull&#8217;autostrada con la fida 911 stracarica di bagagli. Tutto completo, davanti e dietro i sedili. Il clima mi assiste e fino a Milano viaggio bene. Le telefonate con gli altri fioccano e alla fine ci incontriamo ad un passo da Chiasso. Il primo ad arrivare è Cobra427 con Albert, seguito da Max Rigamonti che viene a salutarci (grazie Max <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> ). Lo spirito Idano si fa subito sentire: io e Cobra ci scrivevamo da mesi e la prima cosa che abbiamo fatto è stato abbracciarsi da vecchi amici <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Che bello <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Idem con Albert <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  In pochi minuti ci sono tutti, Dadeejay con la Seppia già sporca di particolato, Davide Morelli con Ermanno e B747 presi all&#8217;aeroporto e zippati nella sua nuova 993 Carrera 4. Il gruppo è compatto, possiamo partire, ma come saliamo in auto inizia a piovere :-/ Dopo neanche 20 minuti il mio primo brivido: a pochi km dal confine, dietro una curva in discesa, c&#8217;è un incidente e molti frenano. Lo faccio anch&#8217;io ma blocco subito l&#8217;anteriore sx, sbando, smetto di frenare, rifreno, sbando dall&#8217;altro parte, modulo e finalmente tengo dritta la bestiola ed evito il tamponamento.<br />
Ringrazio il cielo di non aver dimenticato come si frena senza ABS e riparto con stampata in testa l&#8217;idea di andare sempre piano sul bagnato <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-153' />  Tutta la Svizzera ci riempie di pioggia, per strada il paesaggio è assurdo, con enormi cascate che scendono dai monti e un asfalto lucidissimo. Durante quei lunghi tratti fatti a 80-90 km/h (le mie Yoko non gradiscono il bagnato..) ho ringraziato CMC 1000 volte per avermi fatto conoscere il tergicristallo chimico: grazie a quello riuscivo sempre a vedere bene nonostante una pioggia torrenziale e un drenaggio osceno del manto stradale.<br />
Mentre i km scorrono e parlo con Barbara di quello che ci aspetta non perdo l&#8217;occasione per osservare gli altri partecipanti: bello vedere la 993 rossa che danza tra le pozzanghere, mentre Dade parla e gesticola con Ermanno e Cobra con Albert sembra l&#8217;auto d&#8217;appoggio per un raid in tutta Europa. Molto gentilmente si prende parte dei miei bagagli, così da dare più spazio al nostro abitacolo. Al Gottardo rimaniamo fermi per un incidente, Dade mi passa dei biscotti e già siamo presissimi a pensare a cosa ci aspetta (comprese le gufate sul clima.). Ermanno ha il portatile sulle ginocchia e monitorizza il percorso, potrebbe anche postare su IDA ma ci tiene alla integrità del suo conto in banca <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D<br />
Durante la sosta per il pranzo (mentre si sbeffeggia B747 che ha aperto le danze guidando il Carrera 4) becchiamo una Honda NSX assettatissima e una Clio RS rosso scuro (mooolto meglio del grigio). La Honda ci passerà poi sull&#8217;autostrada, mostrando un assetto rigidissimo esaltato dai cerchi scomponibili da 17&#8243;.Iniziamo le discussioni sui cibi, andiamo a vista ma in effetti non è facilissimo <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-153' />  Ancora nessuno assaggia il &#8220;nettare&#8221; dei distributori, né noi con le Porsche ne tanto meno i naftoni che se la tirano dicendo che si dimenticheranno di fare il pieno vista la autonomia esagerata dovuta all&#8217;andatura lenta.<br />
La Germania ci accoglie con un clima interessante, senza pioggia e con un filo di sole, al confine niente storie, però svanisce il mito della velocità: troppo traffico e troppe zone a limite 120 ci rallentano non poco. Per telefono fissiamo con Marco Blasich a Karslrue. Ma nel frattempo è giunta ora di fare il pieno: mentre con una certa ritualità mi appresto a fare il pieno della 98 Super Plus resto incredulo davanti al consumo medio: ho fatto 790km con 81 litri :-OOO<br />
E anche la 993 si attesta su valori simili, a dir poco stupendi per delle supercar, anche se l&#8217;andatura tranquilla ha fatto la sua parte.<br />
In questo clima di gioia ed emozione avviene l&#8217;incontro con la nera ed incavolatissima Z3M e con il suo proprietario, Marco. Appena il tempo di salutarsi e via verso l&#8217;ultimo tratto, quando ormai il pomeriggio volge al termine e il clima è sempre &#8220;interessante&#8221;. La Z3M parte allegra e noi tutti dietro <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D Il trenino inizia ad essere corposo e l&#8217;andatura è più brillante grazie al traffico più scorrevole. Niente tirate o quasi, mentre purtroppo ci rendiamo conto che i Tedeschi non sono proprio disciplinatissimi. Sorpassi a destra continui, entrate velocissime in corsia di sorpasso. In compenso niente sfarettate&#8230; Un bastardo con una M5 nuova nuova mi fa rischiare grosso: mi arriva dietro sparatissimo, lo lascio passare (sono a circa 150 km/l. lui sopra i 180 IMHO) e quando provo a rientrare lui scarta a dx. Per evitarlo devo rallentare ma alla mia dx ho la 993 che sta superando un autobus :-O Niente, affondo in 4° e schizzo via, Davide ha giusto lo spazio per frenare e schivare L(((( Per pochi cm non ci siamo rovinati la festa. Il tramonto di colore rosso ci rallegra, Albert scatta foto digitali (bellissime quelle di giorno sul bagnato !!!) mentre Cobra mi manda SMS romantici <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D i cartelli per il Ring non arrivano mai, passiamo Hockenheim ma sembra che ancora ci sia tantissimo. Finalmente alle 19.30 c&#8217;è la nostra uscita, quando ormai è buio. Alla luce dei fari e della videocamera di Dade consultiamo le carte per trovare la strada dell&#8217;albergo, mentre Daniel Metta ci telefona per dirci che già ci aspetta a destinazione per cena. Inizia una P.S tra i boschi, una strada da sogno piena di allunghi e pieghe esaltanti, nel buio. Senza saperlo stiamo passando accanto al Ring, ma forse ne percepiamo la presenza perché andiamo sempre più forte, tutti uniti. Il paese di Nurburg, piccolo e tranquillo, viene rotto dai 26 cilindri delle nostre auto, l&#8217;albergo sembra carino e Barbara si sveglia e si stupisce della scritta &#8220;ristorante&#8221;.Parcheggiamo e ci sentiamo a casa, visto che sono già lì alcuni inglesi con le loro Catheram sul carrello e le gomme di ricambio :-O L&#8217;albergo è carinissimo, tutto votato al Ring. Ogni camera ha solo quadri sull&#8217;automobilismo (io avevo Senna e Boutsen), il ristorante gestito da Italiani è pieno di cimeli, autografi e pezzi interi di auto. Potevano gli Idani capitare in un luogo migliore? Tra paste e pizza a tavola siamo tutti stanchissimi ed eccitati, l&#8217;atmosfera da raduno è alle stelle e circolano riviste di tuning tra i presenti. Mentre Marco si beve quantità esagerate di birra (si vede che si è ambientato alla perfezione in Germania <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D) io mi sento veramente &#8220;cotto&#8221;. La mia 911 segna 1250km di viaggio, li sento tutti ! Alle 11 sono già pronto per andare a dormire e salendo in camera ho già l&#8217;idea di essere con degli amici del cuore, anche Barbara si sente così. Parlo con lei proprio di questa atmosfera così bella: ho con me delle persone fantastiche, siamo in un posto a dir poco mitico e domani c&#8217;è una pista da aggredire&#8230;</p>
<p>2° Giorno: brucia benzina brucia !!!<br />
Aprire la finestra della camera è già una emozione: Cobra è sveglio da 2 ore, nell&#8217;aria riecheggiano motori &#8220;nobili&#8221;, il sole sta portando via la grande umidità della notte. Il paesino di Nurburg si mostra adesso in tutta la sua semplice tranquillità. Davanti alla sala della colazione c&#8217;è una Elise gialla, dietro ci sono i nostri bolidi, la pista è a 5 minuti da noi. Dopo aver mangiato tutto il mangiabile corriamo alle auto e dedichiamo un po&#8217; di tempo a pulizia dei vetri, sistemazione dei bagagli (strategica come bilanciamento dei pesi <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD) e foto di rito. Si unisce a noi anche un amico di Marco con una Norton motorizzata Wankel :-O Per tranquillità facciamo il pieno di nuovo e ancora scopro di aver fatto i 9km/l abbondanti nonostante tratti a velocità più alta. Ma so già che la prossima benzina andrà via moooolto velocemente <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Alla cassa del distributore compriamo i biglietti per il Ring. 1 giro costa 21 marchi, ma il pacchetto da 6 è più conveniente. Cobra prende 1 giro, io e i due Davide andiamo per i 6 senza indugi <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> ) Già al distributore ci sono strane avvisaglie: una M3 mostruosa turbizzata, una 325 coupè con il roll bar e molte auto &#8220;interessanti&#8221; che sfrecciano in zona. Poco distante la dirittura della pista, dove passano alcune auto con il gas spalancato :-O<br />
Memore della mia ultima visita targata 1992 cercavo con gli occhi la vecchia entrata, pur sapendo che c&#8217;era stata qualche novità. L&#8217;altra volta c&#8217;era un signore che prendeva i soldi all&#8217;entrata e poi dava via libera alle auto. Ma la sopresa è enorme: una rotonda dà accesso ad un ampio parcheggio, situato a circa ¾ della dirittura principale. Questo parcheggio è provvisto di un bar, dei bagni e di un self service. Poco più il là delle sbarre automatiche per entrare in pista ed alcuni commissari (alcuni con le BW M5 Touring :-O). Ci sono già tantissime auto, alcuni già girano, altri sono indaffarati negli ultimi preparativi. I primi minuti sono di pura adorazione per tutto quello che passa e &#8220;sgasa&#8221; intorno: Impreza P1, le già citate Catheram, alcune Porsche. Spero che le foto e i video rendano l&#8217;idea e intanto ripenso al cupo borbottio dei V8 delle TVR&#8230;Una di queste addirittura si presenta in pura veste racing: verniciatura opaca, rollbar a gabbia e megafiltro circolare che esce dal cofano e respira direttamente all&#8217;esterno :-OOOOO Carlo COBRA decide di ospitare i piloti sul naftuan per un giro di ricognizione (il suo unico..). La proposta è bellissima, Dade si posizione al centro dello spaziosissimo divano posteriore e io vinco a pari o dispari con lui il sedile del passeggero <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDD In pochi secondi cerco di immaginarmi a casa, con il mio fido PC e il Saitek tra le mani, con i guanti della Sparco e la pedaliera. Immagino di essere su GPL e provo a seguire la pista&#8230;CI RIESCO :-OOO<br />
Carlo si impegna a guidare allegro e già si scappa da ridere perché sembriamo più un gruppo di amici in vacanza che non 5 piloti <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Peccato non aver fatto come pensavo, girando in 5 tutti con il casco <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD Comunque il giro procede, Carlo chiede tutto alla 406 anche se non sembra <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley colorbox-153' /> PP e io più o meno riesco a dare indicazioni sulle traiettorie, tanto che Davide Morelli decide che sarò io ad aprire le danze seguito dagli altri. Durante il giro i sospiri si sprecano, ogni curva necessiterebbe di una sosta per essere studiata e capita. Fa paura la nebbia e il rail mooolto vicini, incredibile la sensazione di non finire mai Carlo ci dà dentro fino alla fine, gli sorride anche il c@lo quando arriviamo infondo e urla &#8220;sono stato il primo Idano a girare e vi ho fregato con la storia della ricognizione&#8221; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDDDDDD</p>
<p>Adesso non ci sono più scuse: sole, pista davanti a noi, 98 ottani nel serbatoio: la sfida è aperta. Ci avviciniamo alle auto con una certa emozione e con un gesto quasi rituale mi infilo il casco.Mentre il flat six gira al minimo io e Barbara ci sistemiamo al meglio nell&#8217;abitacolo. Mi avvio verso il cancello e inserisco la preziosa tessera: vedo sfilare davanti a me una 993 RS, c&#8217;è una chicane di birilli e poi siamo sulla dirittura, larghissima. Gli altri mi aspettano già dentro, appena li vedo giù tutto e si parte. Cerco di guidare allegro senza esagerare, con tante traiettorie ed un occhio di riguardo per gomme e freni. La prima curva lenta, dalla quale si vede la partenza del nuovo circuito, dà inizio alla discesa. Lascio salire i giri e mi godo l&#8217;allungo, negli specchietti vedi gli amici che mi seguono. So bene che la 993 mi potrebbe passare e che la Z3 potrebbe sverniciarmi, ma non siamo qui per gareggiare tra noi, ma per domare questo mito. Nelle compressioni mi stupisco della velocità tutto sommato non bassa che raggiungo, non uso la 5° per non avere cali di giri ma vedo spesso i 170 km/h sul veloce, sul Flugplaz penso a Crono e decido di dare un colpetto di sinistro. Inutile visto che la macchina non spicca certo il volo, ma è troppo bello simulare tutto <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D Continuo a seguire la sinuosa striscia nera nel bosco, qualche auto ci sorpassa ma non mi importa, più che altro guardo spesso gli specchietti per paura dei motociclisti. Arrivo lungo in un tratto in salita con una curva cieca, ma basta alzare il piede e controllare la leggera sbandata. Nella lunga sx prima del Karusell (con una staccata bastarda su un dosso) mi diverto a sovrasterzare di potenza in 2°, poi giù tutta la 3° e di nuovo 2° per il &#8220;muro&#8221; di cemento. PAZZESCO :-O Entro e cerco di tenere giù ma tutta la mia macchina è scossa da botte e sobbalzi, non mi pare il caso di rischiare. Provando le autro auto riuscirò ad affrontarlo molto meglio&#8230;..<br />
Esco bene e allungo per affrontare la nuova discesa, bellissima se si conoscono i punti ciechi. I freni sono ancora in ottimo stato anche se evito di sfruttarli troppo. Preferisco, in certi punti, alzare il piede e non esagerare con la velocità, sfrutto molto il freno motore con delle energiche doppiette 3°-2°. Il cambio mostra un po&#8217; la corda e gratta nei passaggi più corsaioli, so che non proprio in forma. Se non altro il motore va da Dio, tira alla grande dai bassi fino a 6100 del limitatore, quando affondo ho sempre una risposta corposa e soddisfacente. Addirittura in un tratto il salita sento la mancanza di più Cv !!!!! :-O Manca solo il velocissimo finale, dove dopo un mini karusell (che io affronto con una traiettoria un po&#8217; larga) mi trovo su una stronzissima dx lunga e pericolosa, divisa in due parti.So che dopo ho l&#8217;ultima lunga dirittura e voglio uscire veloce, ma il mio assetto mi spara all&#8217;esterno e non posso tenere giù. Il posteriore &#8220;pompa&#8221; un po&#8217; ma non posso alzare troppo il gas, la cosa migliore e stare sul pelo del limite di tenuta. Le Yoko lavorano meglio del previsto, tengono bene e la mancanza di servosterzo mi comunica tutte le reazioni dell&#8217;avantreno. Quando vedo questa specie di pista d&#8217;atterraggio davanti a me e l&#8217;arrivo con i birilli mi pare quasi che il giro sia stato breve, intanto tiro tutta la 4° e metto la 5° per vedere i 200 e spiccioli, prima di frenare. . Appena parcheggio mi rendo conto che sono sudato e che l&#8217;auto è un concentrato di odori molto &#8220;racing&#8221;. Un esame della spalla mi fa capire che mi posso divertire ancora, Dade intanto fa un cool down lunghissimo.Le facce di tutti sono a metà tra l&#8217;estasiato, lo stupito e il soddisfatto.<br />
Guardiamo le auto e notiamo che possiamo benissimo girare ancora, ma la cosa più bella è che già ci sarebbe da stare un giorno a parlare delle nostre emozioni !!!<br />
Quasi non troviamo le parole, intanto molti pazzi come noi si buttano nell&#8217;avventura e partono le prime richieste per girare sulle auto degli altri. Cedo volentieri la mia 911 a Davide Morelli, lui stesso mi fa guidare la sua 993. Però vuole essere con me a bordo e B747 decide di zipparsi dietro per vedermi all&#8217;opera. Poco dopo anche Marco mi passa le chiavi della sua auto e ho la possibilità di pestare sul gas della Z3M :-OOOOOO<br />
Due test che ho stampato in testa e su cui scriverò a parte. Posso solo dire che scendendo dalla mia 911 è stato molto bello trovare precisione di guida e cavalli senza sentirmi impaurito da questi mostri.<br />
I proprietari sembrano aver gradito il giretto -)))))))))))))<br />
Cobra ed Ermanno salgono con me sulla Carrera mentre Barbara prova la Z3M e la Golf di Dade, poi ancora Davide Morelli prova la Z3M&#8230;non finiamo più !!!!!!!! Quasi non ci ricordiamo di mangiare, poi alla fine prendiamo gli avanzi al self service (in effetti niente di eccezionale, ma chi se ne frega !!!!!!!). Ogni tanto la pista viene chiusa, i motociclisti aumentano e cadono spesso. In un mio giro trovo uno di loro caduto da poco, per fortuna senza grossi danni.<br />
Prontamente sono arrivati commissari ad aiutarlo e a segnalare in pista il pericolo. Purtroppo questi incidenti rallentano il ritmo e la giornata vola via velocissima. Nel parcheggio arriva di tutto, da una Ultima a due 911 RS 3.8, dalla 993 TurboS alla EVO VI, per non parlare delle tantissime moto. Alcuni non scendono neanche in pista, altri smontano e rimontano gli ammortizzatori per regolarli e rigettarsi nella mischia :-O Qualche super Tamarro si presenta con Polo e Golf pompatissime, c&#8217;è persino una 5 MaxiTurbo. Verso le 16 Daniel Metta decide di fare un ultimo giro e mi offro come passeggero. Durante il giro, mentre Daniel pesta e sfrutta al meglio le ottime A520 noto che il pubblico sulle curve è aumentato a dismisura, mentre le moto in pista iniziano ad essere fin troppe. Daniel si lamenta un po&#8217; dell&#8217;assetto mentre il suo Honda ad aspirazione diretta fa la voce grossa sui saliscendi del Ring. Quando rientro scalpito per girare, ma chiudono di nuovo la pista per un incidente che abbiamo trovato.<br />
Purtroppo dobbiamo essere a Stoccarda alle 8, i km sono oltre 300 e alla fine devo gettare la spunga: quell&#8217;ultimo giro rimarrà nel prezioso tesserino <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley colorbox-153' /> (((((<br />
Quasi con la lacrimuccia usciamo dal Ring e Marco Blasich ci fa strada verso la nuova meta. Alcuni tratti senza limite e un traffico accettabile ci aiutano a non perdere tempo, intanto faccio i calcoli sul consumo e scopro che ho toccato i 5 km/l. Queste lunghe diritture di cemento sono molto diverse dalle nostre autostrade, guido veloce ma ho ancora il cuore in quella foresta. Mi sento stanchissimo e so che in 5 giri di pista ho fatto 112 km :-OO La macchina va benissimo ma sento uno strano rumore che aumenta con la velocità: la guarnizione del tetto apribile si è leggermente sfilata e &#8220;penzola&#8221; sbattendo sul tetto. Colpo di cell a Marco e sosta velocissima per sistemare il danno. C&#8217;è giusto il tempo per una foto e si riparte. Dovrò cambiare quella guarnizione, secca e indurita, ma come unico problema post RIng mi pare pochissimo <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /><br />
Marco è molto gentile e premuroso, dopo aver attraversato il dedalo di bivi per Stoccarda ci porta all&#8217;albergo e scorta le due cavalline tedesche al suo parcheggio personale. Giusto un salto in camera e poi via a cena. Vogliamo mangiare tipico ? Bene, via di stinco di Maiale pesissimo e saporito. Dade lo sentirà per tutta la notte, ma non importa <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Il locale è così tipico che manca solo l&#8217;ispettore Derrick, lo spirito a tavola è semplicemente stupendo. Siamo raggianti per l&#8217;esperienza, emozionati per quello che ci aspetta e Dade con la telecamera filma scene da antologia. Iniziamo a conoscerci meglio e chiedo a Cobra di parlarci della sua postazione di lettura e della scoperta di IDA. La sua risposta è stata meglio di uno spettacolo di cabaret e meriterebbe un resoconto a parte. Per reciproca amicizia e rispetto taccio sulle parti più scabrose ma sappiate che d&#8217;inverno lui rischia l&#8217;assideramento per noi <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDDDDDDDDDDDDD Ci trasciniamo fuori dal ristorante e torniamo in camera, la stanza di Dade ed Ermanno ci ospita tutti per un brindisi un po&#8217; speciale: La bottiglia arriva da Milano e, dopo tutto il viaggio e la pista, dovrà festeggiare l&#8217;acquisto della 993, quindi decidiamo di aprirla sul terrazzo. Il tappo vola lontanissimo, oltre la Golf di Dade parcheggiata e COBRA in una delle sue crisi di insonnia lo recupererà la mattina seguente J Con il portatile di Ermanno scrivo il post in diretta che avete letto, mentre gli altri riguardano i camera car. L&#8217;atmosfera da gita delle superiori è mitigata solo dalla stanchezza bestiale. Raffreddiamo le gomme e scaldiamo i piedi per i musei che ci aspettano&#8230;</p>
<p>3° Giorno: in ginocchio da loro&#8230;<br />
Una colazione indecente e lentissima apre il giorno dedicato alla storia dell&#8217;auto. Albert sbeffeggia il nostro tavolo, io e Dade cerchiamo di attirare l&#8217;attenzione della cameriera ma dopo tanta attesa la ricompensa è misera <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley colorbox-153' />  Può la fame fermare gli Idani ? no, ovvio J))))) Traversiamo praticamente tutta Stoccarda. E&#8217; domenica mattina ma ci sono poche persone in giro. La strada è segnata dalla linea del tram, tra le auto parcheggiate si vede di tutto: cerchi esagerati, Golf mostruose, una Polo roadster, molte BMW supertaroccate. E poi sopresa: i concessionari sono aperti, solo per l&#8217;esposizione e per l&#8217;usato. Non fanno preventivi ma si possono visitare, bellissimo :-O. La colonna degli Idani viaggia tranquilla nel traffico, Marco ci guida e ci porta anche in una zona residenziale che non ci incastra niente con il tragitto <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Però l&#8217;arrivo in Porscheplatz è da cardiopalma: stanno per inaugurare in nuovo centro di vendita, davanti alla Fabbrica: una costruzione scura a vetri con una scritta in rosso di dimensioni ciclopiche. Due piani di esposizione con alcune auto dentro e molte altre fuori, semplicemente parcheggiate con il prezzo sul vetro :-OOOOOOOO I mattoni rossi della vecchia sede contrastano con le nuove palazzine, riconosco quello stesso luogo dove già ero stato. Il museo si trova poco oltre, piccolo e quasi invisibile se non lo si cerca con attenzione. Non costa assolutamente niente,.la maniglia del portone è un immenso scudetto con il cavallino, dentro è un tuffo al cuore.<br />
SI parla piano, come in chiesa, si cammina cercando di non sfiorare le auto con un rispetto che sa di religioso. Dentro c&#8217;è già una famigliola, qualche orientale ed una coppia di giovani. Alla mia dx una vetrina con i modellini di tutta la produzione (ma la mia Carrera coupè non c&#8217;è !!!) e davanti ho un ben di dio stratosferico: la 956, la 962, la nuova 996 Turbo sezionata (2 esemplari), una 996 decorata, 356 Carrera 2 Cabrio e Speedster, una 911 2.0, una RS 2.7, una 550RS, la 914-8 della famiglia Porsche, un mezzo militare, un trattore incredibile con la scritta &#8220;Porsche diesel&#8221; che mi ha quasi bloccato la circolazione, la Formula Indy e la F1 di Lauda motorizzate da Zuffenhausen, una Formula 2 e poi la storica Porsche+Audi &#8220;1100Cv), la 917 Le mans, la 910, la 935 Baby e la 911 GT1 con ancora i segni delle competizioni. ALLUCINANTE :-OOOOO<br />
Siamo tutti in estasi, Ermanno balbetta cose tipo &#8220;e pensare che prima di Need For speed Porsche non mi interessavano neanche tanto&#8221;, Cobra e Albert mitragliano di foto ogni particolare. Io e Dade invece siamo letteralmente in ginocchio sui posteriori delle sport per vedere la meccanica: la Sunoco ha due turbine grosse come due 33 giri, la 935 Baby ha una pop off che sembra una pentola a pressione&#8230;.ad un certo punto siamo quasi tutti distesi o seduti sui posteriori delle auto, penso ci abbiamo preso per pazzi <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D Cobra pur di fare una foto sotto alla 917 si distende completamente J)))) Dade riprende tutto, ci sono mille particolari da vedere: i mille segni delle battaglie (queste auto vivono e corrono ancora), la meccanica raffinata con alcuni motori sezionati esposti, le misure delle gomme delle sport, le centraline enormi montate accanto al sediolo della 917. Il tempo si ferma mentre consumiamo con gli occhi queste lamiere, il museo è molto piccolo ma ogni auto richiede tantissimo per essere goduta come si deve. La cosa più bella è che le auto sono continuamente cambiate perché girano il mondo in gare e mostre. Quindi ogni occasione è buona per una visitina !!!! All&#8217;uscita ci concediamo una passeggiata al centro di vendita e osserviamo le 996 in vendita, alcune con decine di milioni di accessori tra cui il nuovo tiptronic che ha debuttato sulla Turbo. Manca solo una cosa, fondamentale per me: una foto con la mia Carrera davanti alla sede storica: il centro clienti. Quando lo troviamo sono veramente al massimo dell&#8217;emozione ! Velocissimi, piazziamo le auto e via di foto, aspetto che sia pronta per attaccarla in camera come un cimelio !<br />
Pausa pranzo, in centro a Stoccarda. Scopriamo con piacere che nei parcheggi ci sono alcuni posti per le Smart (spazi altrimenti inutili viste le dimensioni) e scopriamo che i posti più vicini all&#8217;uscita sono per le signore. Una cosa molto intelligente, pensata per le mamme con a carico figli, spesa ecc ecc. Tutti concordi con il fatto che mezza Italia se ne fregherebbe e ci parcheggerebbe lo stesso L(((( Troviamo un self service dove ci sganasciamo dal ridere nell&#8217;attesa della carne: non c&#8217;è verso di mangiare senza spezie e sughi di ogni tipo e la persona addetta alla preparazione dei piatti fa delle dosi spettacolari, a badilate <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDD Alla fine si riesce a mangiare abbastanza bene, più che altro ci divertiamo come matti. All&#8217;uscita decidiamo di bere qualcosa che assomigli ad un caffè e Marco consiglia di prenotare una nota steak house per la sera: detto fatto. Il pomeriggio è dedicato alla Mercedes: dopo un altro breve tragitto arriviamo ad un parcheggio dove lasciamo le amate vetture e saliamo su un bus (gratuito) che entra nella mega fabbrica dello stellone. In questo modo si evita di dover richiedere il permesso per entrare nella colossale struttura tedesca. Il bus ci lascia in un ampia piazzetta, davanti alla bellissima costruzione a vetri del museo (anch&#8217;esso gratuito !!!!). Devo essere sincero, l&#8217;interesse e lo spirito sono molto diversi. Qui c&#8217;è curiosità, mentre alla Porsche c&#8217;era ammirazione pura. Cobra addirittura si chiede perché siamo ad museo di taxi <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDD In realtà vediamo la prima auto costruita dalla Benz e tutte le famose ed enormi berline degli anni &#8216;20 e &#8216;30. Ma in realtà aspettiamo di beccare le versioni corsa: incredibili :-O Dalle trasmissioni a catena fino alle tubazioni in rame a vista, dai volumetrici Roots ai motori aeronautici. La F1 di Fangio, la versione con carrozzeria chiusa, la Sport prototipo con cui Shumy iniziò a vincere. E intorno i gioielli degli anni &#8216;50 e &#8216;60 come la 300SL ala di gabbiano e roadster, la enorme 600 Pullman (GIOVANNI !!!!! :-OOOOO) e la Pagoda. Tutti esemplari in condizioni stupende, restauratissime dalla casa e spesso con accessori curiossissimi, come un telefono con cornetta su una 300S. A parte anche il prototipo C111 (turbodiesel) detentore di molti record. E&#8217; l&#8217;ultima versione di questo prototipo, ha un cruscotto che oggi sembra la norma ma che a quei tempi era fantascientifico. Poco più il là l&#8217;esemplare di pre-serie della 190E 2.3 16V che si fece 50.000km a palla a Nardò (e che ora segna 51.000 e spiccioli). Dentro ha ancora tutta la strumentazione per i rilevamenti&#8230; Bella anche l&#8217;idea di mettere delle vetrine con esempi di design delle varie epoche (rasoi, ferri da stiro, radio).Il museo ha una struttura architettonica molto interessante, luminosa e sviluppata su 3 livelli. Il più basso, quasi seminterrato, accoglie la produzione attuale. Siamo saliti sulla nuova C320, presente anche la slanciata CL600 e altri modelli. Un ultima sosta al bar e poi via, di nuovo sul bus verso il parcheggio. E&#8217; più presto del previsto, chiedo a Davide Morelli di poter riguidare la 993, stavolta nel traffico, per apprezzarne il comfort e la docilità. Intanto cedo la mia 911 a Marco, a cui chiedo di farci fare un giro panoramico per arrivare all&#8217;ora di cena. Dove poteva portarci ? In centro ?<br />
A fare shopping ? A vedere dei monumenti ? NOOOOOOOOO !!! Usciamo dalla città e imbocchiamo una strada nel verde, siamo al circuito di Solitude !!! E poco più in là passiamo in mezzo ad una selva di motociclisti radunati in un piazzale da dove parte una strada in salita. Marco mi fa cenno di passare, io capisco e salgo per primo. Il tratto è breve ma intenso, mi pare di aver sempre guidato la 993 e dopo chiedo a Marco spiegazioni: quella è una famosa strada della zona dove motociclisti ed appassionati si danno appuntamento <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-153' /> ))))) Lui intanto mi parla della Carrera, che gli sembra una vera e propria auto da corsa.<br />
Cavolo, ma è già il tramonto !!! La carne alla griglia ci aspetta, ma non sapevamo che ci saremmo slogati la mascella per altri motivi. Ci fermiamo a casa di marco e poi via verso il centro. A tavola stiamo benissimo, la carne è spettacolare e molti di noi vanno per la 180CV (leggasi filetto da 180gr <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> D) mentre Dade e Marco esagerano con mezzo chilo di roba :-OO La birra scorre a fiumi (sono l&#8217;unico che si beve il succo di mela <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD) e le bischerate non si fanno attendere. Brindiamo a tutto, compreso lo storico mecca di Dade (scendila scendila&#8230;bastala bastala <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDD). Non riesco a ricordare tutto ma so solo che stavamo male dal ridere. Si parla di esperienze personali, di viaggi, di tutto, non è più un raduno IDA e basta. Cobra è in una forma strepitosa e giungiamo alle lacrime dalle risate, intanto Marco e Dade rievocano il militare e il viaggio di ritorno è costellato di altre risate. Ci siamo distrutti veramente <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDD Addirittura alla stazione del tram Marco distribuisce i biglietti a mo&#8217; di ostia e una signora Tedesca si mette in fila <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDDDDDDD</p>
<p>Per concludere torniamo a casa di Marco e cazzeggiamo tra vecchi filmati fatti da me e altri mpeg dove i presenti scoprono come sia bravo Babbo Corsani e fare il navigatore di rally <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDD Non ricordo più quando lo abbiamo fatto, ma abbiamo anche fatto un giro su GPL al ring per rividere l&#8217;emozione&#8230;</p>
<p>Mamma mia che giornata !!!! Come al solito sono distrutto, con Barbara continuiamo a ridere anche in camera (e pure lei di bischerate ne ha dette tante !!!) e mentre mi addormento mi rendo conto che ormai è quasi tutto finito&#8230;quasi..</p>
<p>4° Giorno: ritorno alla base&#8230;</p>
<p>Che brutto sapere che sta finendo tutto <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley colorbox-153' /><br />
Rifare i bagagli, prepararsi a partire :-///<br />
Per di più non abbiamo gli spiccoli per il parcheggio e scopriamo che &#8220;è vietato&#8221; fare molte cose. Ci vogliono solo spiccioli e vanno inseriti in un tempo limite, mentre la fessura si apre e chiude !!! Ma cosa cavolo hanno in testa ???? :-OOO</p>
<p>Alla fine liberiamo le piccole e salutiamo Marco Blasich. Saliamo in auto con in mente un percorso diverso dall&#8217;andata. La preoccupazione è tutta per il maltempo e per i disastri in Italia. Però la cosa buona è che ci aspetta una mattinata senza limiti&#8230;In realtà il traffico non permette di esagerare più di tanto, visto che comunque alcuni tratti sono limitati e spesso non si può marciare in pieno per molto. Ermanno si mette alla guida della 993 e fa strada, riprende sempre in 6° ma è comunque veloce, solo che a poco meno di 200 si pianta <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD FERMONE !!!!! Gli stiamo dietro, poi in un punto lo passo e Dade mi succhia la scia: io vedrò i 235 di conta km, lui i 220 (fondo scala). Grande Seppia !!! :-OOO Certo, la nuvola nera è enorme, ma cammina sul serio <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD Procediamo sui 170-180 per diversi tratti e noto che alcuni hanno più fretta di noi (su tutti cito una Golf IV GTI !!! <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> ). Al confine con la Svizzera Ermanno non passa, lo fermano e controllano a fondo. Uno con una faccia così non può certo passare <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley colorbox-153' /> PPPPPPPP Aveva il sorriso stampato in fronte per i 272Cv che guidava da ore <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDDDDDD<br />
Oltretutto dopo il confine gli propongo di portare la Carrera per sentire la differenza. Ormai è schiavo della Porsche, inizia ad adorarla <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' />  Commentiamo insieme le enormi differenze e i km scorrono veloci mentre il cielo si oscura sempre di più. Organizziamo la paura pranzo con dei panini in stile USA, ma non avendo più le traduzioni di Marco andiamo un po&#8217;a caso. Non ci va malissimo, mangiamo abbastanza bene (Dade al solito esagera e prende la cosa più pesante che c&#8217;è <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DD). Ma negli occhi di tutti spunta un filino di malinconia, mancano poche centinaia di chilometri e poi il viaggio finirà L B747 prende in volante della Carrera e io quello del Natone per il tratto seguente. Sono letteralmente basito quando pesto con lo sverniciatore inserito: la Golf schizza via alla grande e rido come un pazzo vedendo nello specchio la nuvola che si sprigiona :_DDD<br />
Apprezzo il comfort dell&#8217;ottimo assetto e parlo con Dade, vedo che in lontananza non ci aspetta niente di buono. Nella nuova sosta che facciamo COBRA finalmente prende il coraggio a 4 mani e fa una prova su strada, si mette alla guida della Seppia e lascia a Dade l&#8217;enorme 406. Io torno &#8220;a casa&#8221; e B747 riprende le redini della Carrera 4.<br />
Proprio la trasmissione integrale sarebbe stata la più adatta per il passaggio al S. Bernardino: una stupenda strada di montagna con una bella pioggia ed una fitta nebbia: mentre Cobra si diverte io arranco nelle retrovie temendo qualche sgradita perdita di aderenza. Qui i km non passano mai (sempre a 60-70 km/h) e solo il tergi chimico mi tiene su di morale. Temo il peggio per l&#8217;Italia, invece già nel Canton Ticino veniamo a sapere che il maltempo è passato o quasi. Ci salutiamo proprio qui, a due passi dall&#8217;Italia. Ermanno e B747 devono correre all&#8217;aeroporto con Davide Morelli, le faccie tristi segnano gli ultimi minuti insieme. Un abbraccio, una stretta di mano, restiamo un po&#8217; sotto la pioggia a parlare una ultima volta. Io e Barbara abbiamo ancora 400km da fare, riprendiamo i bagagli che Cobra aveva gentilmente messo sulla naftuan e ripartiamo. Il viaggio passa tranquillo con piogga fino a Bologna (e andatura lenta e prudente). Mi fermo a mangiare a Bologna e per le 9.30 sono già a casa, come promesso mando un SMS a Cobra e poco dopo scopro che anche Albert è a casa con la fedele Punto&#8230;dovrei essere felice di rimettere a anna la 911 invece mi sento scandalosamente triste <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley colorbox-153' /> (((((((((((</p>
<p>Riflessioni&#8230;</p>
<p>L&#8217;attesa è stata lunga, ma ne è valsa la pena. Mi dispiace per chi non ha potuto partecipare e spero che sia possibile trasmettere il massimo a tutti con testo, foto e video.<br />
Ho ritrovato e conosciuto grandi amici, ho fatto una scorpacciata di cose belle che ricorderò per molto tempo. Rido ancora se ripenso a certi momenti e so che tutti si stanno chiedendo &#8220;quando ci torniamo ????&#8221;. Lo penso anch&#8217;io, è proprio una droga.<br />
Bellissima la riflessione post Ring &#8220;ma ora sai che palle girare a Monza ??&#8221; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDD</p>
<p>Lasciatemi dedicare le ultime righe di questo enorme post alla persona che mi ha accompagnato nel viaggio: molte ragazze si sarebbero tirate indietro. Lei no, è venuta con me, ha seguito con passione gli eventi. Si è divertita in pista e mi ha anche chiesto di portare la Clio per girare sul Ring, si è divertita come tutti nelle serate e ho notato che per certi versi era quasi la mascotte del gruppo J)))) Cobra è stato molto gentile definendola &#8220;Regina degli Idani&#8221;, per me è la MIA regina e questo mi basta, anche quando beve troppo e poi parla a vanvera <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley colorbox-153' /> DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD</p>
<p>Vorrei parlare di ogni partecipante, ma sarebbe lunghissimo e mi pare di aver già scritto un poema. Sta di fatto che ancora una volta le nuove conoscenze sono state molto positive. Complimenti a Davide Morelli e Marco Blasich per l&#8217;organizzazione, complimenti a tutti gli altri per lo spirito con cui hanno partecipato <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley colorbox-153' /> </p>
<p>Ciao, grazie a tutti, vi voglio bene bastardi e voglio bene a quel maledetto flat six che si è fatto 2600 km alla grandissima !!!!!!!!!!!</p>
<p>Lorenzo &#8220;Huhi&#8221; Corsani (FI) (25,150,5-140-231)<br />
Driving and loving Coupè20V, 911 Carrera 3,2, Clio16V<br />
N2K Compilant</p>
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		<title>ZioGhilli &#8230; esperienza su 2 ruote.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono moto che, non appena vedi in un vetrina pensi:&#8221;&#8230;deve essere mia&#8230;&#8221;
Ci sono ragazze che, non appena vedi sedute al bar pensi:&#8221;&#8230;deve essere la mia ragazza&#8230;&#8221;
&#8230;e poi ci sono luoghi, come nel mio caso il Nurburgring dei quali appena ne vieni a conoscenza pensi:&#8221;&#8230;devo andarci&#8230;&#8221;
La mia passione per il &#8216;Ring è iniziata forse 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono moto che, non appena vedi in un vetrina pensi:&#8221;&#8230;deve essere mia&#8230;&#8221;<br />
Ci sono ragazze che, non appena vedi sedute al bar pensi:&#8221;&#8230;deve essere la mia ragazza&#8230;&#8221;<br />
&#8230;e poi ci sono luoghi, come nel mio caso il Nurburgring dei quali appena ne vieni a conoscenza pensi:&#8221;&#8230;devo andarci&#8230;&#8221;<br />
La mia passione per il &#8216;Ring è iniziata forse 3 anni fa, quando sfogliando un vecchio n° di QuattroRuote, scopro dell&#8217;esistenza di questo circuito di quasi 21km, dove girano auto, moto, pullman insieme&#8230; forse in quel periodo neanche avevo una moto, probabilmente non avevo neanche ancora comprato il GSX750F xò la mia mente era già là.<br />
Poi la passione si è riaccesa quando ho scaricato il video del Nurburgring dal sito Metzeler&#8230; come si fa a resistere a una strada di 20.8km con 172 curve, curve di tutti i tipi, con raggi che vanno da 20 a 2000m???<br />
Pensa e ripensa e&#8230; la passione e la voglia di girarci è stata tale che ho deciso di andarci, una &#8220;gita&#8221; di una settimana, dal 7 al 14 agosto 2004&#8230; Buona lettura. </p>
<p>IL RING&#8230;<br />
Data di costruzione: 1925-27<br />
Lunghezza: 20.8 km (inizialmente includendo anche start/finish 22.8 km)<br />
Totale curve: 172 (88 sinistra / 84 a destra) (ndr:???)<br />
Gradi max. di inclinazione della pista: 17% / 11%<br />
Punti della pista:<br />
- più alto 620 m &#8220;Precedente Starter/Finish line&#8221;<br />
- più basso 320 m &#8220;Sezione Breidscheid&#8221;<br />
Ultima competizione di moto: 1994<br />
Moto lap record: 7:49:71 da Helmut Dähne, 1993 (collaudatore Metzeler) </p>
<p>Su di me la Nordschleife ha avuto un enorme fascino anche se qua dentro la sicurezza passa in secondo piano, vie di fuga ridotte all&#8217;osso, guardrail a pochi metri dalla pista&#8230; però il &#8216;Ring è il &#8216;Ring, è storia e passione x i motori, ci sono passati personaggi del calibro di Jackie Stewart che lo definì &#8220;greatest and most challenging race circuit in the world&#8221; oltre che &#8220;the green hell&#8221; ossia l&#8217;inferno verde, poi Ascari, Juan Manuel Fangio, Tazio Nuvolari, Stirling Moss, Graham Hill, Jacky Ickx, Regazzoni e Niki Lauda che, proprio sulla Nordschleife, con il suo incidente poco prima del Bergwer ha &#8220;mandato in pensione&#8221; il &#8216;Ring dalla Formula1. Ed è proprio questo profumo di passione che mi ha spinto a recarmi al Nurburgring&#8230;</p>
<p>PRIMA&#8230;<br />
Verso maggio &#8216;04 decido di trascorrere le mie ferie al &#8216;Ring, quindi inizio a cercare quante più informazioni possibile sia sul web che offline; il primo sito da cui inizio a capire come organizzare il viaggio e che cos&#8217;è veramente il Nurburgring è www.nurburgring.co.uk, il miglior sito sul web per i Ringers, è di un appassionato inglese; consiglio di visitarlo sia ai curiosi sia a chi il &#8216;Ring lo vuole affrontare veramente; sul sito c&#8217;è tutto quello che può servire, alberghi, pensioni, meccanici, tante foto e video, informazioni sulla sicurezza e tanto altro.<br />
Un altro sito interessantissimo e pienissimo di foto è www.nurburgring.de che è il sito ufficiale del &#8216;Ring ed in particolare della Nordschleife [...tradotto significa NastroNord e indentifica il vecchio circuito da 20.8km...] dove si possono trovare foto sulla 24h del Nurburgring, sfondi desktop, informazioni sul meteo, B&#038;B, un forum (&#8230;in tedesco purtroppo&#8230;).<br />
Poi ho iniziato a guardare video su video, primo su tutti quello scaricabile direttamente dal sito Metzeler, poi altri trovabili in rete e in fine quello realizzato da BMW per la presentazione del nuovo K1200S dove il collaudatore Markus Barth si &#8220;divora&#8221; i 20.8km in 7.52 secondi; più guardo i video e più mi rendo conto che è impossibile divertirsi veramente sulla Nordschleife se non si conosce bene (&#8230;issimo&#8230;) la pista e cercare di capirla attraverso i video non basta!!! Più osservo e cerco di capire la pista attraverso i video e più il &#8216;Ring mi affascina ma al tempo stesso mi spaventa&#8230; ci sono curve cieche da 180, salite da 190 e passa seguite da curve improvvise, scollinamenti e curve che improvvisamente chiudono.<br />
Così cerco ulteriori informazioni sui NewsGroup di Arianna ed è lì che trovo le informazioni più importanti, Ed Il Polso (&#8230;che poi scopro essere lo stesso che scrive per SuperBikeItalia&#8230;) ci è stato e mi da una valanga di consigli utilissimi, uno dei quali fondamentale: mi consiglia tutti i links per &#8220;trasformare&#8221; il noto videogame F1 2002 in un gioco di GranTurismo al quale aggiungere la pista del Nurburgring Nordschleife.<br />
Consiglio a tutti coloro che vogliono andare a girare sulla Nordschleife di scaricare la patch.</p>
<p>CON CHI&#8230;<br />
Nel frattempo inizio a diffondere la mia decisione di andare in &#8220;gita&#8221; al Nurburgring e a cercare compagni di viaggio, per il momento sicuri siamo Betty [...la mia zavorrina...] ed io, una mezza intenzione ce l&#8217;hanno i miei amici Max (Honda VFR800) Mario (Yamaha R6), cerco in tutti i modi di convincere mio padre [TheBike] a unirsi alla spedizione e alla fine ci riesco, altri dicono di voler venire ma non ne hanno la certezza e a metà giugno la lista dei possibili partecipanti conta una dozzina di persone. La data ultima x la conferma è il 30 giugno e in tale data gli iscritti effettivi si sono quasi dimezzati e diminuirà ulteriormente al punto che ad affrontare la grande sfida saremo in cinque:</p>
<p>- Kazzarola (Suzuki TL1000R)<br />
- Massi e Meghe (Suzuki GSX600R)<br />
- TheBike (BMW R1100S)<br />
- ZioGhilli (Suzuki TL1000S)</p>
<p>QUANDO&#8230;<br />
La Nordschleife è aperta ai &#8220;turisti&#8221; in date ben precise [date e orari sono sul sito ufficiale NurburgRing.de] e quelle che ci possono interessare sono domenica 8 agosto e poi mercoledì 11, giovedì 12, venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 agosto, la nostra intenzione è quella di girarci mercoledì dalle 17.15 alle 19.30, giovedì dalle 17.15 alle 19.30 e venerdì dalle 15.30 alle 17.00. Ogni giro sulla Nordschleife costa 14€ ma vi è la possibilità di acquistare 5giri da fare in un giorno a 56€ oppure 6giri senza limiti di tempo a 76€ oppure 12 giri a 143€. Se invece volete mettere le tende al &#8216;Ring potete fare la tessera annuale che costa 700€ oppure 370€ ma ha validità da Agosto a Dicembre.</p>
<p>DOVE DORMIRE&#8230;<br />
Inizia giugno e con lui la ricerca di una pensione/albergo nel quale trascorrere le notti. Grazie al sito di Ben Lovejoy trovo la Pensione Muhlenhardt, bella, un prezzo onesto [circa 22€ a notte comprensivi di colazione ma per maggiori informazioni contattateli telefonicamente] e soprattutto a meno di 6km dall&#8217;ingresso della Nordschleife e a 1km in linea d&#8217;aria dal Karussell. Scopriremo al nostro arrivo che Edgar Steffens, il titolare e sua moglie Maria sono persone molto gentili e disponibili, ci forniscono informazioni sulla pista, i sentieri da seguire per arrivare alle curve più famose, itinerari turistici dell&#8217;Eifel; inoltre Edgar è pure un ottimo cuoco!!!</p>
<p>L&#8217;ITINERARIO&#8230; Raggiungere la Nordschleife percorrendo solo statali&#8230; questa era l&#8217;idea iniziale poi abbandonata per motivi di tempo. Resta cmq l&#8217;intenzione di non percorrere solo autostrada bensì di visitare anche luoghi interessanti e appaganti x la vista e per&#8230; il polso destro. L&#8217;itinerario è il seguente:</p>
<p>- ARONA<br />
- PASSO del SEMPIONE<br />
- BRIGA<br />
- PASSO FURKA<br />
- ANDERMATT<br />
- AUTOSTRADA PASSANDO LUCERNA e BASILEA fino a FRIBURGO<br />
- FRIBURGO</p>
<p>&#8230;da cui in statale ci immergeremo nella Foresta Nera&#8230;</p>
<p>- SANKT PETER<br />
- FURTWAGEN<br />
- TRIBERG<br />
- WOLFACH<br />
- FREUDENSTADT<br />
- BADEN-BADEN</p>
<p>&#8230;poi nuovamente autostrada passando per&#8230;</p>
<p>- KARLSRUHE<br />
- FRANKENTHAL<br />
- COBLENZA e da cui gli ultimi km di statale verso Nurburg.</p>
<p>IL PREPARATIVI&#8230;<br />
Tagliando fatto in casa comprensivo di olio e filtro, controllo pastiglie freni, sostituzione liquido freni, pressione gomme.<br />
Chi fosse interessato ad affrontare un viaggio al Nurburgring Nordschleife deve prendere in seria considerazione un completo antipioggia, gli attrezzi x la manutenzione, olio x catene, fast x riparare eventuali forature alle gomme. Inoltre per entrare al &#8216;Ring occorre una tuta in pelle o un completo in cordura, stivali, guanti e ovviamente il casco; un buon paraschiena è cmq consigliato visto che i guardrail sono a pochi metri dalla pista.</p>
<p>IL VIAGGIO&#8230;</p>
<p>1° GIORNO &#8211; 07.08.2004<br />
Sveglia alle 4.30. Appuntamento alle 6.00 vicino al casello di Arona, Kazzarola era già li ad attenderci, dopo pochi minuti arrivano anche Massi e Meghe, pronti via verso il Sempione, la strada è bella e non c&#8217;è anima viva. Al Sempione facciamo colazione in attesa delle 8.00 ora in cui il distributore apre, quindi facciamo benzina e via verso Briga; la strada è bella da guidare e stupenda per i panorami ma il bello deve ancora arrivare.<br />
Ci dirigiamo verso il passo Fulka, c&#8217;è un viavai di moto che ci fa intuire che deve essere una bella strada&#8230; e infatti lo è, tornanti e controtornanti che ci portano ai 2000m del passo e del ghiacciaio, un panorama mozzafiato.<br />
Pausa pipì e qualche foto e poi via verso Andermatt, nuovamente bella strada e ci infiliamo in autostrada verso Lucerna e Basilea poi la dogana e via verso Friburgo, il caldo ora è tanto e noi intutati di tute in pelle e giacche in cordura iniziamo a impazzire.<br />
Arrivati a Friburgo decidiamo di fare una sosta in un locale con cucina tipica Tedesca (???)&#8230; il McDonald. Un McChicken e una bella Sprite e nel frattempo il tempo sta volgendo verso nuvole che non promettono nulla di buono. Ripartiamo, attraversiamo velocemente Friburgo che pare essere una bella città con le sue vie in stile, ci dirigiamo verso Sankt Peter, qualche componente del gruppo inizia ad evidenziare il peso di 500km sulle spalle. Nel frattempo inizia a piovere a tratti, la strada, che segna l&#8217;inizio della Foresta Nera, è piena di curve che ci permettono di &#8220;rigenerare&#8221; il profilo delle nostre gomme quadrate dopo 400km di autostrade svizzero tedesche. Arrivati a Sankt Peter ci fermiamo x chiedere informazioni e poi via sotto la pioggia in direzione Furtwagen e poi Triberg.<br />
La strada è bella ma la pioggia la rende insidiosa, la Foresta Nera è bella e la pioggia la rende magica e incantevole, la pioggerellina e le nuvole basse le donano un fascino unico e trasformano ogni paesaggio in una foto d&#8217;autore che rimarrà per sempre impressa nella mia mente. Chilometro dopo chilometro arriviamo a Triberg, paesino famoso per le sue cascate, le più alte di tutta la Germania e per la lavorazione di oggetti in legno e x i suoi orologi a cucù anche se in realtà è Schonach la &#8220;capitale&#8221; degli orologi a cucù. Cerchiamo un posto x dormire, il primo albergo è pieno, il secondo pure&#8230; per fortuna troviamo posto al RistorantePensione Poseidon dove ceniamo a base di piatti tipici di Creta, strano ma vero, siamo nel centro della Foresta Nera e dovremmo mangiare wurstel e crauti e invece&#8230;<br />
Un po&#8217; di manutenzione alle moto che poi parcheggiamo nel garage che la proprietaria ci mette a disposizione e poi a dormire xkè i km sulle spalle si fanno sentire&#8230; </p>
<p>2° GIORNO &#8211; 08.08.2004<br />
La sveglia suona alle 7.15 perchè Kazzarola ed io vogliamo andare a vedere le cascate. Percorriamo un km a piedi e ci immergiamo nella Foresta, la strada è deserta e pure le cascate al punto che passiamo indisturbati davanti alla baracca che richiede circa 2€ per la visita. Improvvisamente davanti a noi passa uno scoiattolo&#8230; in un&#8217;ora ne abbiamo visti almeno 30!!! Le cascate non sono cascate vere e proprie ma un fiume che precipita a valle formando piccoli laghetti molto belli. Le luci dell&#8217;alba rendono ancora una volta la foresta e le cascate stupende.<br />
Ritorniamo all&#8217;albergo parlando di motori bi e quadricilindri, facciamo colazione, carichiamo le valigie e tutti insieme ripartiamo verso Wolfach e poi Baden-Baden; le strade sono bellissime per una guida turisticosportiveggiante e comprendiamo meglio xkè la Foresta sia definita Nera&#8230; la strada in certi punti viene quasi inghiottita dalla vegetazione di pini al punto che la luce è veramente poca&#8230; STUPENDA!!!<br />
Attraversiamo velocemente Freudenstadt con la sua incantevole piazza e dopo poco più di 100km di paesaggi e strada incantevoli arriviamo a Baden-Baden dove finisce la Foresta Nera, ma prima percorriamo una strada da paura con cartelli che invitano i motociclisti a fare attenzione al dritto, inseguiamo un pazzo con un BMW R1150GS che viaggia più di tanti smanettoni su supersportive japponesi&#8230; veramente una strada che appaga i nostri pruriti sportivi.<br />
Dopo Baden-Baden ci mettiamo in autostrada, priva di limiti e teniamo medie che in Italia ci porterebbero all&#8217;arresto immediato e invece qua ci sorpassano tutti.<br />
Prima di Karlsruhe ecco uno dei controsensi della Germania: hanno autostrade prive di limiti ma spesso si incontrano lunghe code. Fortunatamente la natura dei nostri mezzi ci permette di toglierci velocemente dall&#8217;ingorgo&#8230; e via verso Hockenheim, Mannheim e Coblenza dove abbandoniamo definitivamente l&#8217;autostrada e in statale ci dirigiamo verso Mayen.<br />
Ad un certo punto&#8230; un&#8217;emozione immensa: il primo cartello con indicazione Nurburgring e qua la photo è d&#8217;obbligo.<br />
Ancora poche decine di km ci separano dal GreenHell, è pomeriggio inoltrato e la strada è quella giusta&#8230; ce lo confermano i mezzi che incontriamo in direzione opposta: uno stupendo Lamborghini Murcielago grigio scuro [...gli occhi quasi mi sono schizzato fuori dal casco...], Ferrari 360Modena, Ferrari 550 Maranello e 575, Aston Martin, Porsche Turbo, Carrera 4 elaborati, Lotus Elise, BMW M3 con cerchi enormi, Corvette, Jaguar XKR, Maserati Coupè, Mercedes SL55AMG e classe E AMG, Shelpi Cobra e poi le &#8220;comuni&#8221; Mitsubishi Lancer EVO, Clio V6, VW Golf R32&#8230; sembra di essere nel videogame x PlayStation GranTurismo!!! Percorriamo ancora qualche km ed eccoci finalmente all&#8217;ingresso del Nurburgring&#8230; è pieno zeppo di macchine favolose.<br />
Questa si che è passione!!! In Italia i possessori di questi gioielli a quattro ruote le loro macchine le tengono chiuse in garage invece qua vengono utilizzate nel loro habitat naturale, qua ci sono personaggi di 55/60 anni vestiti con tshirt con il logo della Nordschleife con relativa biondona a fianco che si lanciano a tutto gas giù per il &#8216;Ring.<br />
Noi abbiamo 500km di strada sulle spalle ma nonostante la stanchezza non teniamo più e quindi corriamo ad acquistare un ticket per provare il Nurburgring&#8230;</p>
<p>1° GIRO AL NURBURGRING<br />
Dopo aver acquistato il ticket ci mettiamo in coda davanti al cancelletto, inserisco il ticket nella apposita fessura e la sbarra si alza&#8230; cazzo la Nordscleife è davanti a me. Tutto quello che avevo visto nei video si è materializzato davanti ai miei occhi, tutti i 150giri percorsi sul videogame sono più veri che mai!!!<br />
E allora via&#8230; giù per Tiergarten, poi su verso una leggera curva a sx. e poi una bella curva a dx., è la Hohenrain, fuori il culo ginocchio aperto e le mie saponette in titanio iniziano a fare le prime scintille. Curva sul breve rettilineo (la vecchia partenza/arrivo) che porta alla prima vera curva sx. in discesa. Via in discesa sul rettilineo che porta verso Hatzenbach una serie di S a raggio variabile che sono una vera goduria. Poi Hocheichen e Quiddelbacher Hohe una salita che presa a 180-190km ti fa saltare il cervello fuori dalle orecchie e subito dopo una curva a destra. Via verso il FlugPlatz dove le Formula1 staccavano le ruote da terra&#8230; curva a sx x poi strizzare i freni per la Aremberg una bella curva da 120° a dx dove una Lotus Elise decide di passarmi esterno curva a un metro dalle mie gomme. Poco prima di questa curva mi accorgo che sto parlando da solo nel casco, continuavo a parlare da solo e a dirmi roba tipo &#8220;&#8230;rallenta che chiude&#8230;&#8221; oppure &#8220;&#8230;occhio che scollina&#8230;&#8221; che strani effetti che ha su di me il &#8216;Ring.<br />
Via in discesa nella foresta verso Fuchsröhe un insieme di S velocissime e divertentissime e qua ecco un folle tedesco che mi infila con un BMW R1100S a una velocità assurda. Alla fine della discesa inizia improvvisamente un bel salitone che manda a pacco le sospensioni ed essendo seguito da una curva a dx. costringe a frenare ed ecco nuovamente la sensazione &#8220;cervello fuori dalle orecchie&#8221;.<br />
Eccoci nel tratto di Adenauer Forst occhio alla S che chiude improvvisamente, io me la ricordavo perchè nel giochino del PC finivo sempre fuori così nel casco mi dico &#8220;&#8230;hei Zio occhio che chiude&#8230;&#8221; La prendo larga e poi chiudo&#8230; ginocchio a terra&#8230; sono al 7° cielo!!!<br />
Rettilineo poi via nel curvone Metzgesfeld dove ricordo di aver lasciato un bel po&#8217; di scintille <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-155' /><br />
Poi verso Kallenhard un altro curvone destro in discesa in contropendenza che permette di piegare tantissimo e poi via sempre in discesa verso Miss Hit Miss che sono due curve con in mezzo un breve rettilineo che se ben prese possono trasformarsi in un solo lungo curvone; il nome è onomatopeico Miss è la prima curva, Hit il rettilineo e nuovamente Miss in curva&#8230; una bella strizzata ai freni xkè siamo arrivati a Wehrseifen, una curva &#8220;stretta&#8221; a sx. in contropendenza che permette di piegare tantissimo, raddrizzo la moto, controcurva dx e via in un rettilineo in discesa che ci porta a Breidscheid che è una curva da 100° sul ponte, infatti sotto scorre la strada che collega Nurburg con Adenau.<br />
Su per l&#8217;ExMuhle, curva dx in salita dove le scintille si sprecano!!! Un bel rettilineo con una veloce curva sx che sembra stretta perchè cieca, quindi freno ma poi scopro che si può fare con un&#8217;abbondante dose di gas, vabbè sarà per il prossimo giro. Poi ecco Bergwerk che forse è curva che preferisco di tutto il &#8216;Ring, è bellissima, in contropendenza e puoi piegare all&#8217;infinito&#8230; la percorrerei per secoli. Segue un rettilineo che non è un rettilineo perchè ci sono delle curve a sx ma talmente veloci che non saprei come descriverle, una curva rettilinea, ecco il termine per descrivere una curva che sembra un rettilineo, è Kesselchen una curva a raggio variabile ed è lunghissima, dicono sia lunga 400m, poi occhio alla Angstkurve che è un curvone a sx molto veloce, percorro il Klostertal un&#8217;altra curva rettilinea ed eccomi a SteilstreckenKurve una curva non bella, non strepitosa, oserei definirla divina!!! Ancora poche centinaia di metri ed eccoci al Karussell ossia la parabolica da 200° in cemento più famosa dal mondo, io l&#8217;ho percorsa piano xkè mi mette un po&#8217; di paura ma poco prima di entrarci urlavo nel casco &#8220;&#8230;Zio&#8230; il Karussell&#8230; il Karussell&#8230;&#8221; Esco dal Karussell ed ecco un rettilineo curvoso e poi verso Hohe Acht che sono due curve dx con in mezzo un piccolo rettilineo. Poi una esse veloce poi un&#8217;altra la Wippermann, curva destra in salita e poi giù per Eschbach un curva da 80° gradi in discesa. Ecco uno dei punti più esaltanti del &#8216;Ring xkè a Brunnchen ci sono un casino di spettatori, io piego più che posso e lascio giù un bel po&#8217; di titanio, spero di aver fatto un po&#8217; di scena <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-155' /><br />
Poi su fino all&#8217;Eiskurve che è una curva in salita sx poi nuovamente in discesa in un curvone sx che porta alla sezione Pflanzgarten I dove c&#8217;è un piccolo scollinamente e poi una S composta da una curva dx in salita e dalla successiva sx in discesa. Poi la sezione Pflanzgarten II con un scollinamente di quelli da stomaco in gola che i postini del &#8216;Ring si fanno in monoruota e successiva salita &#8220;cervello fuori dalle orecchie&#8221; per una curva dx. Poi una parte molto veloce che ci porta a Schwalbenschwanz, una curva da 90° a sinistra. Eccoci ad un&#8217;altra piccola parabolica in cemento che ci porta al Galgenkopf una curva molto molto veloce a dx che ci porta sul rettilineo finale. Quest&#8217;ultimo è lunghissimo e lo percorro a tutto gas fino all&#8217;uscita, non guardo il tachimetro ma dopo un po&#8217; mollo perchè ci sono parecchie macchine.</p>
<p>Finito il primo giro ci troviamo nel parcheggio, io sono sudatissimo ed entusiasta, TheBike e Kazzarola si chiedono dove sono finiti xkè hanno capito poco della pista. Io li capisco, è veramente una pista lunghissima e veramente complessa, meno male che me la ero studiata abbondantemente in GTR!!!<br />
Mi faccio qualche giro nel parcheggio e ammiro i vari 360 Modena e Maserati parcheggiati, poi Massi, che al primo giro era rimasto a fare compagnia alla sua zavorrina Meghe decide di entrare; io colgo l&#8217;occasione per fare un&#8217;altro giro.</p>
<p>2° GIRO AL NURBURGRING<br />
Io e Massi entriamo insieme appena entrati in pista Massi si esibisce in un bel monoruota con il suo GSX600R e partiamo spediti verso Hohenrain, Massi è molto carico perchè, oltre al suo primo giro sulla Nordschleife è anche il suo primo giro in pista. Dopo un po&#8217; di curve capisco che anche lui è rimasto disorientato dalla complessità della pista e decido di passarlo; lo so&#8230; è un gesto poco simpatico ma non sto più nella pelle e sono mesi che aspetto di girare sul NastroNord. Dopo il primo giro mi sono accorto che conosco abbastanza bene la pista, è meglio non fidarsi mai troppo, però la percorro a velocità decisamente superiori rispetto al giro precedente. Ormai gratto le saponette praticamente in tutte le curve&#8230; essere al &#8216;Ring è un grande sogno che è diventato realtà. Sono carico come non mai, ad Aremberg, a Kallenhard, a Wehrseifen, all&#8217;ExMuhle e a Bergwerk butto fuori il mio culone, apro il ginocchio e ne escono delle grattate da sogno. Mi passa una Lotus Elise, provo a seguirlo x imparare da lui ma dopo un po&#8217; la lascio andare, mi vedo arrivare un tizio con un CBR929 colorazione West, lo seguo per un paio di km poi noto che è più veloce di me e lo lascio andare. Torno al parcheggio più felice di prima MA ora i 500km della giornata e il giro precedente iniziano a farsi sentire, ho le gambe che mi fanno GiacomoGiacomo e sono le 19 passate. Meglio andare a cercare la pensione in cui trascorreremo le nostre notti al Nurburgring.</p>
<p>Arrivati a Herschbroich, a pochi km dal &#8216;Ring ci accoglie Edgar ci assegna le stanze. TheBike, Kazzarola ed io siamo in una tripla con vista sul castello di Nurburg, caspita non potevo chiedere di meglio&#8230; ceniamo e così cala la notte. Il castello è illuminato e con questa immagine negli occhi mi addormento.</p>
<p>3° GIORNO &#8211; 09.08.2004<br />
Sveglia verso le 8.00 andiamo a fare colazione e nel frattempo ci informiamo su come raggiungere il Karussell a piedi. Il gentilissimo Edgar ci fornisce una cartina dettagliata di tutta la zona del Nurburgring con tutti i sentieri e le strade per raggiungere il &#8216;Ring; quindi TheBike, Kazzarola ed io partiamo in direzione Karussell e passeggiamo per un&#8217;ora attraversando Herschbroich e dirigendoci poi successivamente verso il Karussell.<br />
I paesaggi al &#8216;Ring cambiano di 100m in 100m, si passa dai campi coltivati a mais e frumento e poi improvvisamente girando l&#8217;angolo ci si ritrova in un bosco di pini molto simile ai paesaggi delle alpi.<br />
E finalmente eccoci al Karussell, percorrendolo non mi ero accorto di quanto fosse immenso, è lunghissimo [...i due puntini bianchi sullo sfondo sono Kazzarola e TheBike...]!!! Al momento c&#8217;è un corso di guida automobilistica sportiva e i partecipanti percorrono avanti e indietro la curva. Così ci rechiamo alla SteilstreckenKurve che dista solo poche centinaia di metri. Dopo un po&#8217; di foto decidiamo di tornare alla pensione, ripercorriamo la strada a ritroso e al nostro ritorno decidiamo di andare a fare un salto all&#8217;attuale circuito di Formula1.<br />
Vicino c&#8217;è un albergo a 4 stelle con posteggiate davanti belle macchine e moto. Entriamo nel circuito da Formula1, si sta svolgendo una gara di Maggiolini elaborati; ancora una volta si respira profumo di passione. La corsia box è veramente impressionante, futuristica e elegante allo stesso tempo; ci spostiamo di pochi metri ed eccoci davanti alla statua di JM Fangio che è situata di fronte al museo.<br />
Certo che erano proprio dei grandi a gareggiare sulla Nordschleife con simili mezzi a quattroruote, con caschi in pelle e parecchie centinaia di cavalli scaricati a terra con gomme che oggi non utilizzeremmo neanche per una cariola.<br />
E&#8217; arrivata ora di pranzo, o meglio l&#8217;ora di pranzo è passata da un bel po&#8217;, così decidiamo di spostarci verso Adenau alla ricerca di un bar; arrivati ad Adenau ci fermiamo in una tavola calda situata a un soffio dall&#8217;ExMuhle, mentre mangiamo vediamo passare le macchine che sfrecciano a tutto gas sul &#8216;Ring. Dopo pranzo c&#8217;è chi si svacca sotto un albero e chi [...io... da solo...] va a fare un po&#8217; di foto alla pista e in particolare alla Wehrseifen. Sul rettilineo successivo ci sono molte firme e anche il ricordo di qualcuno che ha osato troppo&#8230;<br />
In serata c&#8217;è un tramonto da urlo mentre ci rechiamo a Nurburg per una visita al castello che, ovviamente, è chiuso; nessun problema, ci giriamo attorno e vediamo splendidi panorami dell&#8217;Eifel.</p>
<p>4° GIORNO &#8211; 10.08.2004<br />
Nuvole basse e vento freddo, così ci accoglie Nurbrug martedì. Ne approfittiamo per una visita al Museo del Nurburgring [ingresso 11€], ne vale la pena, ci sono i mezzi che hanno fatto la storia della pista, il tutto in un ambiente tecnologico con un minicinema che trasmette la storia del circuito, un salone con le playstation e altro ancora. Vetture e moto bellissime, la McLarenMercedes da F1, Ferrari 360 Challenge, Opel Astra DTM, Mercedes CLK DTM, Mercedes W25, due splendide Maserati d&#8217;epoca [ 1 e 2], un motore ZakSpeed 1500cc turbo con 1000 (&#8230;e dico mille&#8230;) cv, un immenso motore Mercedes x le gare di truck con 1050cv e una frizione di almeno 1/2 metro di diametro, una moto NSU con valvole esterne, il motore Mercedes da Formula1 e tanti altri bellissimi pezzi di meccanica nati dalla passione dell&#8217;uomo per le corse e per la velocità.<br />
Dopo pranzo, nonostante il tempo, Kazzarola, TheBike ed io decidiamo di andare a fare qualche foto al rettilineo; ci rechiamo al ponte sul rettilineo&#8230; è impressionante tant&#8217;è lungo!!! Successivamente inizia a piovere e dopo essere rimasti più di un&#8217;ora fermi sotto una tettoia decidiamo di tornare alla pensione&#8230; peccato che gli antipioggia siano rimasti nella stanza.</p>
<p>5° GIORNO &#8211; 11.08.2004<br />
Ci svegliamo e c&#8217;è una splendida giornata fuori dalla finestra della nostra stanza, ci rechiamo al castello la visita ad uno dei simboli del Nurburgring [ingresso 2€]. Il castello è il punto più alto dal quale si può vedere tutta la regione del &#8216;Ring, le rovine sono molto affascinanti e una volta saliti sulla torre il panorama è mozzafiato. Successivamente ci rechiamo a visitare quello che per me è uno dei simboli della Nordschleife, il ponte vicino alla curva Aremberg&#8230; non so perchè ma mentre guardavo i video e giocavo a GTR pensavo sempre &#8220;&#8230;chissà come sarà quando passerò sotto quel ponte&#8230;&#8221; Al primo giro ci sono passato sotto e neanche me ne sono accorto!!! Ora è li davanti ai miei occhi. E&#8217; tutto così fantastico qua dentro&#8230; Nel frattempo ci rechiamo ad Adenau attraversando colline coltivate a mais e frumento che sembrano uscite da un quadro. Ad Adenau uno spuntino e poi verso le 17.15 ci rechiamo al parcheggio del vecchio circuito, subito un ticket e mi tocca di fare da apripista perchè TheBike mi ha rinfacciato per due giorni che non l&#8217;ho aspettato il primo giro di domenica <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley colorbox-155' /> </p>
<p>3° GIRO AL NURBURGRING<br />
Partiamo tutti insieme, io resto davanti per fare da apripista con TheBike, Kazzarola e Massi alle calcagna; giriamo su ritmi tuttosommato tranquilli ma divertenti. Ad un certo punto sul FlugPlatz ci passa un Porsche che però alla curva successiva fa da tappo [...probabilmente ne sa meno lui di noi...], io lo ripasso ma al primo rettilineo mi ripassa&#8230; che palle. Così in una curva sx poco dopo Adenauer Forst decido di fare una bella sboronata, mi infilo il Porsche interno curva con ginocchio a terra e relative scintille e ci godo come un&#8217;antilope!!!<br />
Di li in avanti attendo che i miei compagni sorpassino il Porsche ma quando vedo che ciò non avviene decido di finire il giro in solitario. Quel sorpasso al Porsche non me dimenticherò facilmente&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley colorbox-155' /> </p>
<p>4° GIRO AL NURBURGRING<br />
Rientrati la voglia di ripartire è già tanta e così dopo pochi minuti decido di farmi un giro in solitario, così dico a TheBike &#8220;&#8230;ehi pà tieni un occhio sul cronometro&#8230;&#8221; e la risposta è stata&#8221;&#8230;tansion fiöl&#8230;&#8221; che tradotto vuol dire &#8220;&#8230;fai attenzione figliolo&#8230;&#8221;<br />
Compro il ticket ed entro insieme a Kazzarola e Massi, ora voglio proprio godermela tutta la Nordschleife. Parto a cannone ed guido sempre cercando di non dare troppa confidenza a sua maestà il &#8216;Ring però non mi trattengo dal dare parecchio gas, in questo giro sorpasso tutti e vengo sorpassato solo da un BMW M3 bianco vecchio modello con rollbar e non so quanti cavalli che a mi infila ad una velocità assurda e sparisce al Kesselchen&#8230; l&#8217;avrà preso a più di 200kmh!!!<br />
Ad un certo punto a Quiddelbacher Hohe mi trovo davanti un Porsche GT3 giallo che viaggia da paura, io mi metto a culo e cerco di imparare da lui, si vede che il &#8216;Ring lo conosce molto molto bene.<br />
Mi diverto un casino a stargli dietro, viaggiamo più o meno con le stesse velocità di percorrenza delle varie curve, c&#8217;è abbastanza traffico in pista e passiamo una valanga di macchine e moto. Però dopo l&#8217;ExMuhle e dopo il Bergwerk ci sono dei tratti veramente veloci con curve ampie che il Porsche si beve a velocità per me assurde e così lo lascio andare. Ma dopo il Karussell le curve si fanno più belle [...e più strette...] e così accorcio le distanze con il GT3, poco prima dell&#8217;Eschbach il GT3 passa 2 Boxter che invece io me li trovo metà curva, così li passo interno curva e arrivo a cannone alla Brunnchen che è piena di spettatori&#8230; scintille a gogò&#8230; che goduria!!! Continuiamo a girare e io continuo a stargli al culo, ormai non mi molla più <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley colorbox-155' /><br />
Nelle vicinanze del Wippermann in curva sento uno strano rumore provenire dalla moto, come una vibrazione&#8230; solo una volta arrivato in Italia scopro che avevo grattuggiato anche la semicarena sottomotore e tutte le relative viti :-O<br />
Al Galgenkopf faccio di tutto per uscire fortissimo, su ihm Ed Il Polso aveva detto che con il Kawasaki 636 riusciva ad uscire a 170kmh, io riesco a vedere &#8220;solo&#8221; 160 max 165 ma mi sembra già di decollare, arriviamo sul rettilineo e qua non ci sono cazzi&#8230; il Porsche parte come un siluro mentre io riesco a vedere 235kmh. Rientriamo nel parcheggio, sono sudato fradicio, ho le gambe che mi tremano MA mi sono divertito come non mai e sono molto molto felice anzi felicissimo. Il cronometro di TheBike si è fermato sul 10&#8242; e 10&#8243; dal momento in cui si è aperto il cancello al momento in cui sono rientrato, se tolgo 20 secondi ossia il tempo impiegato per attraversare la zona delimitata dai birilli e tolgo altri 15&#8243; per rientrare nel parcheggio penso di non sparare una cazzata se dico di aver girato sulla Nordschleife [al 4° giro in assoluto] in poco più di 9 minuti e mezzo. Su SuperBike avevo letto che EdIlPolso con il Kawa636 aveva girato in 8:30 ma la moto è molto più sportiva del mio TL1kS e il pilota anche è ben altro. Poi per sfizio prendo il tempo ad un gruppo di simpatici Milanesi con CBR600RR, Kawa 636 e Yamaha R1 gommate Pirelli SuperCorsa i quali mi avevano detto che era il 5° anno di seguito che si fanno le vacanze al &#8216;Ring&#8230; 10&#8242; e 7&#8243; che felicità!!! Ho ottenuto lo stesso tempo con il mio TL1kS (che non è certo una supersportiva) gommato con Metzeler Z6 (&#8230;ottime gomme ma pur sempre turistico sportive&#8230;)<br />
Felice e contento mi tranquillizzo un attimo poi dico a TheBike &#8220;&#8230;ehi pà ci facciamo un giro insieme???&#8221;</p>
<p>5° GIRO AL NURBURGRING<br />
La risposta è positiva e così ci facciamo un intero giro insieme sulla Nordschleife ad andatura allegra, mi diverto molto e mi sembra una cosa piuttosto fuori dal comune vedere girare sul &#8216;Ring padre e figlio in moto&#8230; però è così!!! <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley colorbox-155' /><br />
Quello è l&#8217;ultimo giro della giornata. Le mie saponette riportano i segni lasciati dal mitico asfalto della Nordschleife, asfalto con cui non entreranno più in contatto per tutto il resto della vacanza causa meteo&#8230; <img src='http://www.ringers.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley colorbox-155' /> </p>
<p>Appena rientriamo facciamo la foto con il mensile SuperBike&#8230; speriamo che ce la pubblichino!!!<br />
Parcheggiato davanti al box dove vendono i ticket c&#8217;è un Viper elaborato (600cv) da ZakSpeed con cerchi da 20 pollici e gomme posteriori da 335/30&#8230; GI-GA-N-TE-SCHE!!! La photo è d&#8217;obbligo&#8230;<br />
In serata un giretto ad Adenau e poi a nanna con la speranza che il giorno successivo ci sia il sole.</p>
<p>6° GIORNO &#8211; 12.08.2004<br />
Sveglia verso le 8.00, colazione e poi via verso Bonn. Per arrivarci percorriamo una strada molto bella e piena di curve, in mezzo ad una vegetazione fitta. Poi autostrada e finalmente eccoci a Bonn; è una città completamente diversa da Torino o Milano, è trafficata ma è tutto ordinato, gli automobilisti tranquilli&#8230; il che mi stupisce molto. A Bonn facciamo visita alla casa di Beethoven e relativo museo. Poi una passeggiata attraverso il centro storico, la basilica e la piazza. Poi iniziano ad arrivare nuvoloni minacciosi così saliamo in moto e ci dirigiamo verso Herschbroich.<br />
Si può girare al &#8216;Ring dalle 17.15 in poi&#8230; però inizia a piovere. Quindi non si gira&#8230;</p>
<p>7° GIORNO &#8211; 13.08.2004<br />
E&#8217; l&#8217;ultimo giorno che trascorreremo a Nurburg, in mattinata andiamo a comprare qualche regalo poi il tempo diventa nuvoloso. Si può girare sul &#8216;Ring dalle 15.15 alle 17.00 ma piove e io rimango sotto il balcone del ristorante del &#8216;Ring a guardare una splendida MV F41000 e le gocce che cadono&#8230; mi sento piuttosto triste. Decido per tanto che l&#8217;indomani prima di partire, se il tempo sarà bello, andrò a fare l&#8217;ultimo giro di saluto sul circuito.</p>
<p>8° GIORNO &#8211; 14.08.2004<br />
Piove a dirotto, carichiamo le borse, infiliamo le tute antipioggia e partiamo. Il viaggio sarà piuttosto monotono, tutta autostrada fino a Basilea e quasi tutta sotto la pioggia con le tute antipioggia che proprio antipioggia non sono visto che ognuno di noi è più o meno bagnato. A Friburgo decidiamo di fare il viaggio tutto in giornata. All&#8217;autogrill di Basilea ci salutiamo Kazzarola, Massi e Meghe vanno in direzione Passo S.Bernardino, io e TheBike in direzione Gran S.Bernardo. Un ultimo autoscatto x festeggiare questo splendido viaggio e alle 22.30 siamo a casa x un totale di 2.272km in 8 giorni&#8230; che fantastico viaggio!!! Avevo un sogno nel cassetto da 2 o 3 anni a questa parte e ora si è avverato&#8230;</p>
<p>Tratto da www.puntonet.net/mytl1000s/nurburgring.html  </p>
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		<title>Eurotrip&#8230; Nurburgring &amp; Co. (di Marzio)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:49:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorno 27-09-05
La sera, ore 17:45 comincio a caricare “L’Oscura Signora”(la mia Fiat Punto nera 1.4 16v sporting 95cv) con le 4 gomme vecchie montate su 4 cerchi in ferro dell’autodemolizione, e già c’è un posto in meno sul divanetto posteriore, poi carico 2 taniche di acqua il frigo, zaino coperte, tenda, materassino gonfiabile(da 2 persone),sacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorno 27-09-05</p>
<p>La sera, ore 17:45 comincio a caricare “L’Oscura Signora”(la mia Fiat Punto nera 1.4 16v sporting 95cv) con le 4 gomme vecchie montate su 4 cerchi in ferro dell’autodemolizione, e già c’è un posto in meno sul divanetto posteriore, poi carico 2 taniche di acqua il frigo, zaino coperte, tenda, materassino gonfiabile(da 2 persone),sacco a pelo etc, etc….Ho finito alle 23:00 circa….</p>
<p>Giorno 28-09-05</p>
<p>Partenza alle ore 8:00 circa da casa mia, Tommy viene da me, e partiamo x prelevare Stefano a Poncarale. In tangenziale a Brescia troviamo coda! (Cominciamo bene!)<br />
Quando siamo in 3, con 3 zaini e 3 sacchi a pelo, la visibilità dal lunotto posteriore è praticamente pari a zero…..Quindi ci facciamo una foto di rito e SI PARTE!!!!<br />
A4 Brescia centro &#8211; Milano, quindi Milano – Como e “sbarchiamo” in svizzera, facciamo il pieno, che li la benza costa meno, e cominciamo il calvario delle autostrade svizzere, con il tunnel del San Gottardo di 15 Km (circa), una marea di lavori in corso, asfalto orribile e l’ incubo dei velox!<br />
Appena varchiamo il confine svizzero-tedesco la media autostradale comincia a salire… con una media dei 150 Km/h (tranne dove c’erano i lavori in corso e si viaggiava a 80-100 Km/h) attraversiamo x tutto il santo giorno la Germania!<br />
Durante il viaggio ci hanno pure fermato degli sbirri in borghese con un CLK verdognolo….avevan visto che nn avevamo una bella cera e pensavano ke avevamo fumato maria o roba simile…..han detto al mio socio : ”Bad eyes”.<br />
Siamo usciti dall’autobahn alle 22:00 circa e siamo arrivati nei pressi del Nurburgring non sapendo dove potevamo accamparci, abbiam chiesto a un “vigilante” del circuito che ci ha portati al campeggio del Nurburgring. Ragas, volevano 10 euro a notte a testa, praticamente niente!<br />
Montata la tenda ci siam fatti una meravigliosa pastasciutta sul forellino da campeggio, e sul fuoco abbbusivo, abbiam affumicato dei wurstel, abbinati con birra del campeggio (1 euro la bottiglia da 0,4l ).<br />
La notte l’abbiamo passata con un freddo cane,e un umidità da incubo…d’ altronde fuori pioveva!</p>
<p>Giorno 29-09-05</p>
<p>Al mattino pioveva ancora, ma abbiamo deciso di farci un giro x vedere il circuito di formula 1 (sudschleife) così siamo entrati pure nel museo del Nurburgring, pieno di auto dtm, nuove e vecchie,camion da corsa , vecchie moto, formula 1 e motori V10 in bella mostra….tra l’ altro c’è una sala interattiva con una marea di videogiochi (tipo ps2)…. entri in vere e propie auto da f1 con il volante e i pedali collegati a delle console e schermi giganti!SPETTACOLO!<br />
Ma ancora più storiosa è la stanza “centrifuga”….. entriamo in questa stanza rotonda e ci mettiamo sulla parete esterna e cominciamo a girare…..alla fine c’è un accelerazione pari a quella di un jet! La pelle della faccia mi si è deformata da tanta era la forza centrifuga!<br />
Il pomeriggio, dopo aver sgranocchiato patatine, ci siam messi a smontare i cerchi in lega x montare i cerchi in ferro e gomme vecchie (ormai dedicate alla pista)….nel frattempo il cielo si è aperto ed ha asciugato l’asfalto…<br />
Dopo aver svuotato la macchina di tutto e riempito la tenda come un fagottino al cioccolato, ci siamo diretti al mitico Nordschleife…..e alle 17:15 ho preso 3 biglietti da un giro singolo….</p>
<p>Senza parole!</p>
<p>Non esistono parole per descrivere ciò che ho provato, è stato ALLUCINANTE!!!!<br />
Lungo i 21 Km del vecchio circuito non ci si stufa un secondo, non molli mai lo sguardo dalla lunghissima lingua d’asfalto che sale e scende in continuazione, trovi una marea di curve cieche che si affrontano a 130-140 Km/h !!!!! Oppure staccate da paura, tipo: arrivi in discesa stra-canato e ti ritrovi un muro di asfalto di fronte a te seguito da una curva ad angolo retto….inchiodi e senti una compressione verso il basso ke ti lascia veramente senza fiato……<br />
Un’ altro pezzo meraviglioso è il tornantino a sinistra in parabolica……….il mitico “Karusell”…fantastico, quando ci sei dentro,più schiacci l’accelleratore e più ti tiene dentro!Sei inclinatissimo ma la forza centrifuga ti tiene incollato…….da paura!!!!!!<br />
Il primo giro mi son detto: “Dai, vado a pianino, così mi studio un po il circuito”……..si si, come no!!!! Ho fatto 3 curve a piano, poi le ruote hanno cominciato a fischiare x il resto del giro!!!!<br />
Il secondo giro ho passato fuori 2 BMW Z3….mi hanno guardato troppo male!!!<br />
Il terzo giro è stato il più emozionante, alle curve cieche non mollavo + il gas……ormai mi ricordavo i punti più brutti…..e quindi il classico detto l’ho sfruttato a pieno: “Se sei incerto, tieni aperto!!!!”<br />
Tra l’altro il terzo giro mi han passato fuori con un CLK AMG DTM stradale e una Honda Civic Type R…….non vi dico nemmeno quanto viaggiavano!</p>
<p>Soddisfatissimo e super adrenalinico, siamo tornati alla tenda, ricambiato di nuovo gomme e cerchi, preparato una pennetta al sugo, fuocherello (la legna,questa volta l’abbiamo rubata al campeggio!)x scaldare l’ultimo wurstel e via…..a nanna, ke l’indomani dovevamo partire x Amsterdam!</p>
<p>Giorno 30-09-05</p>
<p>Sveglia alle ore 5:30…….peccato che alla fin delle finite ci siamo alzati alle 7:30!!!!<br />
Va bhe, abbiamo smontato la tenda e ri-infilato tutto dentro la Punto…. dopo aver fatto colazione con lo yogurt e il latte a luuuuuunga conservazione italiano, siamo partiti.<br />
Arrivati al confine tedesco-olandese, abbiamo avuto la brillante idea di fermarci nel piazzale della vecchia dogana, per fortuna!!!! Il limite di velocità passava dai 130 agli 80 e ai 50 nel giro di 200 e……proprio dietro al cartello “Wielcommen in Nederland” c’era l’ autovelox piazzato in una Opel Astra nera metallizzata…….ke kulo!!!!! Arrivati nei pressi di Amsterdam, abbiamo messo la car nel parcheggio del “passeger terminal” e l’abbiamo lasciata sola e abbandonata (era un parcheggio custodito!!!!!) fino al giorno dopo.<br />
Zaini a spalle e 10 minuti a piedi per arrivare in centro. Una volta in piazza Dam, abbiamo cercato un ostello ed ecco che infiliamo la via che porta al quartiere rosso….taaac…… hotel kabul……è nostro!<br />
90 euro per la stanza tripla…..ok, era un buco con un matrimoniale e un singolo…ma va bene così, almeno eravamo tranquilli per lasciare li zaini e sacchi a pelo e fotocamere varie….<br />
Alla fine abbiamo girato tutto il pomeriggio nel centro di Amsterdam tra negozietti vari, coffeshop, sexishop,vetrinette con donnine che aspettavano…..non si sa bene cosa, ma aspettavano in bikini…… Ho cercato a lungo il negozio della Games workshop, dove vendono miniature fantasy tipo “signori degli anelli” x delle battaglie da tavolo……alla fine dopo aver chiesto informazioni a tutte le belle olandesine studentesse che passavano…..l’abbiamo trovato ma con magra soddisfazione, x’ il diorama più grande di tutta europa, l’hanno tagliato e diviso nei vari negozi olandesi della GW….axx che sfiga…… Verso le 18:00 eravamo distrutti, non ci sentivamo più le gambe, abbiamo deciso di andare a fare un riposino in ostello…&#8230;<br />
Dopo un paio d’ore , siamo usciti, col buio Amsterdam si trasforma, lungo le vie c’erano una marea di neon rossi ke illuminavano le porte finestre delle donnine…..e fiumane di uomini che percorrevano queste vie…..i commenti che facevamo noi erano :”eeeehhh, và che sùchee chèla leee…” (Traduzione:eeeehhh, guarda che zucche quella li…)…..<br />
Tra l’altro durante il giorno abbiamo visto una tra le cose più brutte…..c’era una via di uomene in bikini…..argh, queste tipi/e qua, avevano il pacco….e c’era un/a che era pure carino/a…..ma si grattava il pacco….che schifo!!!!!!! Traumatizzante!!!!<br />
Dopo aver fatto il nostro “puntan-tour” passeggiando x le viuzze + imboscate, abbiam deciso ke era meglio andar a dormire…..o provarci per lo meno…..<br />
Infatti, per un paio d’orette è andato tutto ok (c’eravamo abituati da subito ai battiti frastornanti della cassa, che salivano dal night che c’era sulla strada!!!), poi i nostri vicini di stanza inglesi sono arrivati…e lì un casino che non finiva più, sembrava di stare in un film…..alla fine l’albergatore è salito incazzoso e continuava a battere sulla porta e urlava: “Opening this fucking door!!!!!”….ragas, da film!!!!!!<br />
Dopo un’oretta, i funghetti allucinogeni hanno smesso di fare effetto agli inglesi e si sono addormentati……e anche noi…..</p>
<p>Giorno 01-10-05</p>
<p>Alle ore 8:00 ci siamo alzati e abbiamo avuto il “piacere” di fare la colazione continentale…..pane e marmellata, pane e formaggio, pane e prosciutto, uovo e caffè……<br />
Dopodiché, abbiamo recuperato la macchina al parcheggio (il parcheggiatore mi ha fatto i complimenti x la macchina….wow!!!) e ci siam diretti in direzione Munchen….<br />
Che viaggio allucinante, tutto sotto la pioggia, quando non pioveva eravamo in coda o per i cantieri dei lavori in corso, o perché eravamo in prossimità di qualche città grossa……mamma mia ke incubo…….dalle 9:30 alle 20:00 in macchina ….. un viaggio infinito…<br />
Alla fine a Munchen abbiamo visto l’arena illuminata di rosso, colorava il cielo talmente era potente questa luce…..doveva esser lo stadio dove gioca il Bayer Monaco….<br />
Abbiam seguito quelle indicazioni e siamo arrivati al parcheggio custodito dello stadio….dove in parte c’era la metro…..<br />
Senza biglietto (ovviamente) ci siam diretti verso TheresienWiese….. che sarebbe l’uscita dell’Oktoberfest…..che storia…….quanta gente….. L’Oktoberfest, non è altro che un lunapark enorme, con una marea di tendoni di fabbriche della birra…..Paulaner, Agustiner, Francescainer, e molte altre che nemmeno abbiam visto….<br />
Purtoppo eravamo arrivati tardi, e i tendoni erano pienissimi, c’erano le guardie che non ti facevano entrare….e noi eravamo affamatissimi; abbiam deciso di fermarci ad una bancarella fuori e mangiarci un “pollastrino” in due e il Tommy dei panini con il pesce…il pollo era qualcosa di spettacolare, buonissimo, ovviamente mangiato in piedi e con le mani….<br />
Finalmente abbiam visto che in un tendone ti facevano entrare…ci siamo fiondati lì…..appena siamo entrati, ci siamo trovati di fronte ad una marea di gente che ballava e cantava in piedi sulle panche….un casino infernale e al centro una band che suonava…….appena abbiamo trovato un tavolo, ci siamo seduti e abbiamo ordinato un litro di Paulaner a testa, mamma mia ke buono….non ho mai bevuto una birra così buona….e io non sono un amante della birra!!!!<br />
Un litro è andato giù come se fosse acqua, poi Ste ha ordinato un altro litrozzo e se l’è spartito con Tommy…..io ero + o – quello + sano……ok , eravamo tutti e 3 molto storti……tant’è che quando siamo usciti, ci dovevamo trascinare abbracciati x cercare di non cadere……..<br />
haahahhahaaa<br />
Nel prendere la metropolitana Ste ha trovato 100 Euro x terra!!!!!! ragas, non 5 ma 100 Euro…….ke culo……ovviamente li ho tenuti io……lui non sapeva + nemmeno se c’era o meno……<br />
Arrivati alla macchina abbiamo aspettato che l’effetto birra sparisse e dopo un’oretta abbiamo preso per l’autostrada in direzione Innsbruck…ormai era già mezzanotte passata……e alla prima area di sosta, ci siamo fermati e abbiamo “dormito” in macchina……che freddo!!!!!</p>
<p>Giorno 02-10-05</p>
<p>Alle 7:00 ero già sveglio…che coma!!!!<br />
Quindi sono andato nel bagno dell’autogrill a lavarmi la faccia e alle 7:30 circa siamo partiti x il ritorno a casa…<br />
Nel fare colazione,in un autogrill tedesco, poco prima con il confine austriaco, mi sono pure ustionato la lingua…..c’era l’acqua del te che era ultra bollente…..e io pirla a bere subito…per una settimana ho avuto la lingua bruciata…..che picio!<br />
Una volta arrivati in Italia (finalmente)….siamo usciti ad Affi, senza pagare!!! Infatti c’era sciopero dei casellanti e non abbiamo pagato, ma appena usciti, ci siamo visti costretti a rientrare in autostrada perchè sulla statale c’era una coda infinita, e sinceramente, di code ne avevamo fatte abbastanza…quindi invece che pagare Brennero-Sirmione, circa 20 Euro, abbiamo pagato Affi-Sirmione…..2,20 Euro!!! Alla fine siamo arrivati a casa di Tommy, che gentilmente ci ha offerto una pizza…..erano le 14:00.<br />
Poi ho accompagnato Ste a Poncarale…….e qui è finito il nostro mitico Eurotrip 2005!!!!!!!</p>
<p>I dati:</p>
<p>2854.6 Km<br />
32:25 Ore di viaggio<br />
Consumo medio 15.0 Km/l<br />
Velocità media 88 Km/h</p>
<p>L’anno prossimo…….un nuovo Eurotrip !!!</p>
<p>Marzio </p>
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		<title>Il vero Ring non è come nei videogiochi! (di Luigi Poma)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
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		<description><![CDATA[Eh si, come regalo per Pasqua, mi sono fatto un giro al mitico Nordschleife.
Partenza da Milano, preferisco andare per l&#8217;Austria e gustarmi di più tutta la Germania.
Primo brivido passo di fronte all&#8217; Hockenheim Ring, lunga strada questa qua che ho scelto quasi 1100km.
Appena arrivato incontro subito Z1 che mi presenta Rostro e subito dopo quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh si, come regalo per Pasqua, mi sono fatto un giro al mitico Nordschleife.<br />
Partenza da Milano, preferisco andare per l&#8217;Austria e gustarmi di più tutta la Germania.</p>
<p>Primo brivido passo di fronte all&#8217; Hockenheim Ring, lunga strada questa qua che ho scelto quasi 1100km.<br />
Appena arrivato incontro subito Z1 che mi presenta Rostro e subito dopo quasi 9:30 di viaggio mi presenta a sua volta l&#8217;amico Kamox che era pronto a fare un giro con la sua Audi TT. Mi metto il casco e GO GO GO™.</p>
<p>Stupore, la pista è completamente diversa di quella che conoscevo (vari GTR, rFactor&#8230;), mi sento male nessun, o quasi, punto di riferimento, sarà dura&#8230;<br />
Che pista ragazzi, ci troviamo di fronte a dei muri con una tale compressione che ti affondano nel sedile e invece lo stomaco ha tendenza a risalire.<br />
Curve, contro curve sempre diverse, una buona parte nascoste o che non danno punti di riferimenti in uscita.<br />
Alla fine, in ogni curva si sente una trappola che ti richiama a stare attento con l&#8217;acceleratore.<br />
Il mio primo giro passa in un attimo e nella mia mente mi dicevo MAMMAMIA come farò domani.</p>
<p>Arrivo al mio albergo che era lungo alla griglia di partenza del Nurburgring e come me lo immaginavo la mattina dopo, sono stato svegliato da una gara di moto (altro che sveglia brutta), in camera, la TV aveva un canale puntato sulla griglia di partenza.<br />
Purtroppo domenica mattina c&#8217;era pioggia fina e quindi aspettando con pazienza che si asciuga la pista, ho avuto l&#8217;immenso piacere di fare da passaggiero ad un pilota del track4fun, che guardate a caso aveva una Z3M.<br />
Incuriosito dalla mia esperienza con questa macchina con GTR, li ho fatto qualche domanda a proposito del suo comportamento e mi ha portato a fare 2 giri.</p>
<p>Il primo era particolare perché è stato ripresa da una videocamera e quindi ha fatto grande spettacolo, drifting su pista umida e che cosa dire, incredibile, se non avessi avuto il casco oggi avrei una grande bella botta in testa davvero forte.</p>
<p>Secondo giro, fatto come dio commando ad una velocità incredibile, a credere che questo ragazzo la sapeva iocchi chiusi.</p>
<p>Bene la pista si sta asciugando allora vado a mangiare un &#8216;ottimo&#8217; Hot-dog.<br />
Torno e decido di buttarmi nella mischia di intenditori.<br />
Riscaldo il motore, i freni e le gomme e via. Ci vado con cautela cercando di memorizzare il più possibile traiettorie e ed eventuali punti di riferimenti, in somma ero un vero tassista e nonostante la mia precaria velocità, vi posso dire che ho fatto male a mangiare un hot-dog&#8230; durante le varie fase di compressioni l&#8217;ho sentito andare su e giù.<br />
Tutta l&#8217;esperienza acquisita per come stare in pista fino ad oggi, mi è servita molto (ringrazio ancora tutta la scuola Sim-Min e alcune piste italiane) perché vi posso assicurare che quando cercate d&#8217;imparare una pista, gli altri dietro, arrivano come missili e c&#8217;è poco tempo per prendere la giusta decisione.<br />
Arrivo alla fine e nonostante tutto, questo giro di riscalamento è passato in un attimo.<br />
Bene facendo tesoro di questa prima esperienza mi decido di fare un altro giro e questo qua più onesta. Ovviamente non è che la conosci ancora ma almeno ti senti di più al tuo aggio e riesci meglio a fare certe curve , si sentiva subito che la velocità aumenta perché in un certo punto della pista la macchina ha accennato un leggero decollo, che senzazione.<br />
Nuoooo già finito.</p>
<p>Mi decido di fermarmi qui, perché questa pista è del genere a tradirti, appena ti senti di più in confidenza, credi di conoscerla meglio e ti aspetta il guardrail e questo succede spesso anche a quelli che la conoscono meglio di me. </p>
<p>E&#8217; stato davvero molto bello, sono rimasto tanto impressionato sia dalla pista ma anche del pubblico d&#8217;appassionati lungo la pista che stava li a guardare aspettando che qualche pilota faccia spettacollo.<br />
Ringrazio ancora tutti gli amici di http://www.ringers.it/ per questa bellissima esperienza e non vedo l&#8217;ora di ritornarci.<br />
Luigi </p>
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		<title>Da it.discussioni.auto&#8230; un racconto &#8216;particolare&#8217;! (di Compactona)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì, popolo di elettroturbodieselisti annoiati Bianchi-depressi in semiferie, vi scrivo direttamente io, dalla mia centralina Motronic, approfittando del PC acceso, anche perché se aspettiamo il mio Padrone, che è ancora incredulo, e tra l&#8217;altro adesso è al telefonino. 
La Profezia del Paracarro si è avverata, il Nibelungo (quello dell&#8217;Anello!) applaude, Brunilde fa le fusa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì, popolo di elettroturbodieselisti annoiati Bianchi-depressi in semiferie, vi scrivo direttamente io, dalla mia centralina Motronic, approfittando del PC acceso, anche perché se aspettiamo il mio Padrone, che è ancora incredulo, e tra l&#8217;altro adesso è al telefonino. </p>
<p>La Profezia del Paracarro si è avverata, il Nibelungo (quello dell&#8217;Anello!) applaude, Brunilde fa le fusa, le Walkirie svolazzano con i loro Cavalli sui cieli dei Germani, e il mio Papa alza in alto le braccia con il suo consueto scoordinamento motorio. </p>
<p>Parrebbe che il mio Occhialuto Proprietario, con dovizia di testimoni, tra cui un filmato, prossimamente in onda a cura di un mio altro Occhialuto Passeggero, abbia non solo per la prima volta varcato con me il sacro suolo della sua patria, abbia non solo per la prima volta raggiunto la mia patria stessa, sia giunto per la prima volta presso il famigerato Anello del Nord, e mi abbia persino condotta lungo i venti e più chilometri del suo percorso con un tempo addirittura inferiore, pur se di poco, al quarto d&#8217;ora! </p>
<p>Capisco l&#8217;universale stupore, ma in effetti numerosi sono stati i presagi che mi hanno fatto convincere che tutto ciò sia accaduto realmente.<br />
E il mio non sia un vaniloquio virtuale. </p>
<p>Prima di partire, cosa mai successa, mi svuota il bagagliaio, pieno di libri scolastici e di ogni umana schifezza, compreso un asciugamano sporco lì da almeno due anni, e poi mi dice: &#8220;ti riporto a casa!&#8221; </p>
<p>Poi, sull&#8217;A4, subito dopo il casello di Boffalora, cosa mai successa prima, si fa beccare dall&#8217;autovelox ai 132-135 mentre probabilmente in quel tratto il limite è ai 110, al che mi dice: &#8220;stai tranquilla, con i tuoi silent-block anteriori da cambiare e il probabile multone da pagare, non ti porto certo in pista.&#8221; </p>
<p>Al che però mi sono domandata: &#8220;ma se mi fa fare tutto &#8217;sto mazzo di 2.000 km in 2 giorni, che mi porta a fare laggiù se non andiamo in pista?&#8221; </p>
<p>Arrivando a Milano, imbarchiamo un occhialuto e pesante signore, che già conobbi in gioventù per i modi eleganti e per non farmi mai affaticare, e una leggiadra e leggerissima signora, la sua Consorte, che mi ha anche guidata per un breve tratto. </p>
<p>Prima del S. Gottardo, cambio pilota, e l&#8217;Occhialuto e Pesante signore mi tratta benissimo, una piuma, il mio CB arriva addirittura a 7,6 litri ogni 100 km, cosa mai successa prima! </p>
<p>Purtroppo però il mio Calvo Signore dopo Friburgo vuole provare l&#8217;ebbrezza di affondare l&#8217;acceleratore perché gli hanno detto che le nostre autostrade, oltre che essere ampie, efficienti e gratuite, sono per ampi tratti senza limiti: accontento rapidamente quel Bambino con la multa e la detrazione di punti in arrivo, e quindi gli faccio provare l&#8217;ebbrezza dei 220 &#8211; 225 senza il piacere della trasgressione.<br />
Saggiamente il mio Proprietario si stufa presto, e si procede con più ragionevoli 150-160. </p>
<p>Il mattino dopo, arrivo con l&#8217;Occhialuto Pesante all&#8217;Anello, Il Pesante mi parcheggia accanto a un bel po&#8217; di Sorelle Maggiori Alleggerite (pare che si chiamino CSL) e molte meno Non alleggerite, più altre concorrenti tedesche dal nome come di Maiale e di forma più sgraziata, ma che mi sono sembrate molto più efficienti su questo tipo di pista. </p>
<p>Ho poi saputo che il mio Padrone mi aveva tradito con una Zia che si chiama M3 E36, pilotata da un certo Andrea, pilota bravissimo, e che quel semplice mezzo giro lo aveva colpito molto nello stomaco, anche nel senso della strizza, ma che era stato un vero gentleman per non farsene accorgere dal pilota. </p>
<p>Poi vidi allontanarsi il mio Calvo Padrone con un mostruoso Signore con Barba proveniente dalle sue stesse parti, alla guida di una buffissima collega aperta e bicolore dal gentile nome di Barchetta, che il repellente Barbuto sosteneva essere &#8211; ROTFL &#8211; rigorosamente di serie.<br />
Seppi poi che quel giro con l&#8217;individuo che aveva un inquietante Soprannome era stato quasi risolutivo per il Padrone. </p>
<p>Quasi. </p>
<p>Mancava ancora quel quid.<br />
Non avevo voglia di ritornarmene a casa senza aver affrontato almeno per una volta quello strano Percorso. </p>
<p>Ma chi trovare? </p>
<p>L&#8217;orrido Uomo con Barba era andato a farsi una pennichella pomeridiana. L&#8217;Occhialuto Pesante non avrebbe guidato macchine non sue.<br />
La leggerissima Consorte non avrebbe guidato in pista. </p>
<p>La collega Giapponese, attempata ma ancora giovanile, molto bassa e chiassosa con cui Lui mi tradì subito dopo, mi raccontò che il suo proprietario, un certo Giorgio che ogni tanto scrive anche qui col soprannome di Nuanda o Ruanda (che se ne ricordasse uno di nome, il mio storditissimo Proprietario!), aveva finalmente convinto il mio Signore al fatidico passo. </p>
<p>L&#8217;Occhialuto Pesante aveva avanzato un viaggio sulla Pista, quindi il mio Prof. Padrone non avrebbe nemmeno speso nulla. </p>
<p>Prendono posto in tre: il mio Calvo e Occhialuto Padrone al volante con le mani sudaticce e umidicce, Giorgio da navigatore e l&#8217; Occhialuto Pesante dietro, a filmare. </p>
<p>Divertente: passiamo almeno cinque minuti davanti alla sbarra perché quel biglietto non vuole saperne di funzionare, e dietro si forma una coda di colleghe Alleggerite, Maiale e Giapponesi tutte molto incazzate.</p>
<p>Si alza la sbarra: il Padrone parte, si va, il Pesante filma, Giorgio comincia a parlare in continuazione di cose che ovviamente non verranno ascoltate, il sudore sulle mani aumenta, il mio bellissimo volante non è mai stato tenuto così malamente, ci si tiene sempre sulla destra, ci sorpassano subito tutte le auto, non esistono traiettorie, le impostazioni di appoggio in curva sono tutte sbagliate, aiuto, cambiate il pilota, non è possibile essere un tale Paracarro, ommisignur come dice sempre Lui, adesso comincio a temere seriamente non solo per i silent-block, ma anche per i freni, poi le cose un po&#8217; migliorano, qualche inserimento è quasi giusto, si riesce persino ad aprire un po&#8217;, dietro ci sono solo più motociclette, che pure ci sorpassano tutte, tranne una che, impietosita, permette al mio Duce di superarla, poi la curva di un certo Lauda grazie al quale io posso girare qui, il Carosello grande, quello piccolino, finalmente il rettilineo finale dove il Padrone finge di fare il cool-down fra le risate di Giorgio.<br />
Coda. Uscita.<br />
Quello che si dice un brutto quarto d&#8217;ora. </p>
<p>Molte cose avrei ancora da raccontarvi: Coblenza, il Reno passato, ripassato, fotografato e ri-fotografato, la triste Elvezia con la sua noiosissima radio che mi rintronava con vita e canzoni di Doris Day, ma la mia Bosch motronic mi avverte che a momenti sta rientrando il Padrone.</p>
<p>Appena il tempo di dirvi che ho appena compiuto 150.000 km fra le strette piste di bob a cui si riduce l&#8217;A4 fra Balocco e Carisio, e che, guardando il calendario, oggi è S. Fabrizio: auguri, Pelatone! </p>
<p>Com&#8217;è che si firma?<br />
Compactona (141kw, 150.000km)  </p>
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		<title>Emozioni&#8230; (di Nicola Spinazzola)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Compito assai arduo riassumere l&#8217;emozioni di questo folle fine settimana e concentrarle in un post idano perciò vi farò un resoconto emozionale il più possibile stringato e denso: 
Sabato mattina mi sveglio all&#8217;una del mattino ero andato a dormire alle 9 di sera e l&#8217;emozione mi ha destato dal sonno, del resto prima di affrontare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Compito assai arduo riassumere l&#8217;emozioni di questo folle fine settimana e concentrarle in un post idano perciò vi farò un resoconto emozionale il più possibile stringato e denso: </p>
<p>Sabato mattina mi sveglio all&#8217;una del mattino ero andato a dormire alle 9 di sera e l&#8217;emozione mi ha destato dal sonno, del resto prima di affrontare una grande avventura, l&#8217;emozione tende a sopraffarmi; alle 1,44 parto da Roma, è una bellissima nottata stellata, raggiungo l&#8217;autostrada senza incontrare neanche una macchina, supero il casello e via, 175km/h di cruise, per evitare sorprese con la patente, la strada scorre rischiarata dagli xeno, alle 5,20 arrivo alla barriera di Milano e mi dirigo verso Chiasso dove mi fermo per fare gasolio, ricordavo che in Svizzera i carburanti costavano meno ed invece il pieno mi costa più che in Italia, ma solo di qualche euro; attraverso l&#8217;Elvetia a 120km/h non senza rallentare più volte a 80 a causa dei frequenti lavori in corso, la cosa mi crea diversi problemi di concentrazione, a 120km/h sembra di stare fermi e la stanchezza inizia a farsi sentire, in tutte le maniere cerco di combattere la noia, il passatempo preferito è trovare una stazione radio che metta musica orecchiabile, intanto il sole è già alto in cielo quando finalmente raggiungo la Germania, penso tra me e me, finalmente posso dare sfogo ai cv ed invece coda e poi traffico, traffico e traffico, solo a ormai a 200km all&#8217;arrivo riesco a riprendere velocità degne delle autostrade tedesche e alle 12,30 arrivo finalmente al Nurburg, il paesaggio è impressionante, una foresta che si arrampica sulle depressioni della terra a formare una zona collinare maestosa per dimensioni, inserisco l&#8217;indirizzo dell&#8217;albergo e corro a vedere la prove di F1, intanto dopo alcune telefonate vengo a sapere che Stefano D è ad un paio di ore di distanza e Pianale in macchina con la famiglia e Rostro sono ancora parecchio lontani; prendo la stanza mi butto sul letto, accendo il televisore per vedere le prove ma è ancora presto e così mi addormento per risvegliarmi all&#8217;ultimo giro veloce di schumy che va in pole, si preannuncia un gran fine settimana, intanto Stefano e Paola sono arrivati e li raggiungo al Ring, consumo velocemente e voracemente un cheese burger mentre finisce la gara in programma e ci avviamo verso il circuito Nord, l&#8217;emozione si fa palpabile mentre mi scorrono le insegne stradali che ci danno l&#8217;indicazione della strada, e finalmente la rotonda con la statua che troneggia davanti all&#8217;entrata, come scendo dalla macchina l&#8217;emozione è tradita dalle gambe molli e tremanti, sono emozionato e spaventato, tutto intorno a me profuma di motori e coraggio, si perché girare al ring fa paura, innanzitutto, il perché? Beh adesso ve lo dico: intanto alcune decine di persone, per lo più motociclisti, ci lasciano la vita ogni anno, e per evitare di fare subito cazzate mi leggo insieme a Stefano il vademecum con le regole da rispettare al Ring, intanto la più curiosa è che in Germania viene considerata una strada statale a pedaggio e vigono le stesse regole del codice della strada in caso di incidente, E&#8217; FONDAMENTALE FARSI SUPERARE A SINISTRA E NON BISOGNA MAI SUPERARE A DESTRA, altra cosa che mi da una pugnalata al cuore è che non si possono fare ne video ne riprese, sia per la sicurezza ( in caso di incidenti una videocamera può diventare un proiettile) sia per evitare di riprendere eventuali incidenti disastrosi sia per evitare che le persone si cronometrino, avete capito bene sul Ring cronometrarsi è assai pericoloso.<br />
Intanto la pista apre, compro un pass da 4laps pensando che fosse valido solo per la giornata che ormai volge al termine, intanto arriva Pianale con la famiglia e Rostro, le raccomandazioni di quest&#8217;ultimo non fanno altro che accrescere il mio disagio, sono quasi terrorizzato all&#8217;idea di oltrepassare la sbarra del circuito, decido comunque di fare il primo giro, la gamba che tiene il freno pigiato che mi consente di avviare il motore, trema, metto la cintura e faccio manovra avviandomi mestamente verso l&#8217;entrata del circuito, come un condannato a morte, mi dico tra me e me.<br />
Non devi dimostrare nulla devi solo interpretare il paesaggio come se fosse na normale strada di montagna, è una cosa che sai fare bene ed occhio allo specchietto retrovisore.<br />
Intanto inserisco il ticket e la sbarra si alza, accelero in maniera morbida e dopo un discesa la strada sale con una leggera chicane per poi scomparire dietro ad un dosso, mi affido al navigatore per vedere cosa c&#8217;è oltre, curave a dx, S e curva a sx secca, fin qui tutto bene, poi scollinamento e curva a sx secca in forte pendenza, e via via una sequenza di curve che tolgono il fiato, poi il tratto veloce con dossi da affrontare a velocità folle, vedo dal navigatore che si può andare forte, sì ma quanto? Ho paura, alzo il piede per il terrore di no sapere cosa c&#8217;è dietro.<br />
Il Ring è bastardo dopo la compressione ti ritrovi un muro di strada che sale ripidissimo e mentre Sali vedi solo cielo e piante poi curva a sx e secca a dx, sembra non finire mai e quando arrivo all&#8217;ultimo rettilineo, finalmente mi risveglio dalla lunga apnea, E&#8217;STATO IL MIO PRIMO GIRO AL RING E NE SONO USCITO SENZA SPACCARE L&#8217;AUTO, sono in un tale stato confusionale che non ricordo niente del tracciato, troppo lungo per memorizzarlo, ricordo solo le prime 4/5 curve sulle più di 60 che affollano questo circuito.<br />
Rientrato al parcheggio scambio le prime impressioni (allucinanti) con Stefano e Pianale, chiediamo a quest&#8217;ultimo di accompagnarci in un giro con al macchina di Stefano per conoscere meglio il circuito, Pianale conosce già abbastanza bene le curve e guida la 330cd in maniera sciolta, mentre ci racconta degli aneddoti, adesso ho l&#8217;impressione precisa che il ring sia un&#8217; enorme montagna russa, con la differenza che il vincolo delle auto alla pista e dato dal piede di chi le guida.<br />
Intanto arriva Rostro con la sua Barchetta, viene preceduto dal rumore di rotolamento delle sue gomme intagliate, più simile al sibilo di una turbina che al rumore di rotolamento classico, fa il primo giro e poi rientra per chiedere se qualcuno vuole un passaggio, come rifiutare? Indosso il casco e mi calo sulla sua barchetta scoperta, sono totalmente ignaro di ciò che mi attende, nessuno mi aveva detto che cosa significava girare con una vettura preparata con tanto di intagliate e con alla guida uno che da 4 anni ha l&#8217;abbonamento annuale.<br />
Si parte arriviamo in cima alla prima chicane dove io staccavo all&#8217;approssimarsi del dosso e lui entra in pieno facendomi andare lo stomaco in gola, tutti quelli che incrociamo sembrano in gita turistica, la tenuta della barchetta è impressionante almeno quanto le traiettorie perfette di rostro che sembra si guidato da un satellitare mentale, sì perché su alcune curve la traiettoria si imposta prima dei dossi, nei tratti veloci da 200km/h c&#8217;è da chiudere gli occhi e stringere il culo, il giro finisce in un batter d&#8217;occhio e solo dopo scopro che anche Rostro, apparentemente infallibile, ha già picchiato con la sua macchina, con conseguenze solo per il mezzo, l&#8217;avessi saputo prima, il tetto aperto non avrebbe potuto niente per celare l&#8217;olezzo di madre natura che usciva dal mio orifizio.<br />
Tornato al parcheggio la stanchezza inizia a farsi sentire e decido di non girare più, ormai la pista sta per chiudere e riprendiamo la via dell&#8217;albergo. </p>
<p>La Domenica si apre con una giornata ancora più bella del Sabato, ho voglia di misurarmi di nuovo con la belva feroce del ring, faccio colazione presto ed arrivo al circuito all&#8217;apertura mentre i miei compagni d&#8217;avventura ancora ronfano, ho due giri da sfruttare sulla tessera; entro andando piano voglio imparare il circuito e scaldare gomme e trasmissione, faccio il giro con il dtc attaccato, la pista è deserta, così invece di rientrare percorro il rettilineo per intero e mi fermo alla sbarra per ripartire, imposto il navigatore della Bmw sul cronometro, stacco i controlli ed arrivato al primo ponte lo avvio, non ho in questa modalità la visione della mappa che scorre il circuito e che aiuta non poco nel tratto veloce, il circuito è più familiare ma sono appena al 3° giro di guida, ed il 5° in tutto, il giro scorre bene anche se parzializzo parecchio prima dei dossi e nei tratti veloci a 200km/k alzo il piede, arrivo al ponte finale do un&#8217;occhiata al cronometro e schiaccio per bloccare il tempo, sono 9s e 10, riguardo e mi accorgo di non aver girato la rotella verso lo stop, mi affretto e lo blocco a 9,13s, che rosicata, ho scattato comunque la foto al cronometro che segna il mio primo giro lanciato.<br />
Intanto arriva Rostro, ancora ci conosciamo poco, quando gli dico del tempo, non si compiace per niente, la ragione sta nel fatto che chi ha esperienza da vendere sul ring sa che cronometrarsi è il miglior modo per farsi male, poi mi chiede se vuole che mi faccia da navigatore, e così ci avviamo sulla pista, all&#8217;inizio le indicazioni arrivano puntuali, poi improvvisamente si ammutolisce, penso che forse sia intimorito dalla mia guida un po&#8217; troppo garibaldina, poi riprende ed anzi inizia a spingermi ad andare più forte in alcuni punti, ad un tratto sulla parte veloce vedendo che chiudevo il gas mi dice: apri, apri ed io a 200km/h gli rispondo: NO HO PAURA.<br />
Questa mia frase gli deve aver dato un po&#8217; di fiducia, sul fatto che almeno non fossi pericoloso.<br />
Comunque ancora lo devo ringraziare per la fiducia.<br />
La mattinata scorre via veloce facciamo un giro io, Pianale e Stefano D che alla prima curva dopo esser appena sceso dalla Barchetta di Rostro, la drizza completamente e ci pensa santo esp a rimetterlo in linea, del resto la tenuta della macchina di Rostro è più vicina a ad un kart che ad una vettura di serie e quando si scende da un giro con lui, rimane la percezione che le curve si possano superare a velocità ben superiori; a ora di pranzo ci godiamo nel ristorante del circuito la vittoria della Ferrari, e poi ne approfittiamo per fare le foto delle auto che percorrono le curve più belle del circuito, due chiusure di pista per incidenti, una con la moto, ed uno con la macchina, infine Pianale e Stefano si avviano per Amsterdam, e rimaniamo io, Rostro e due giri di pista ancora da sfruttare; decido che non posso tornare a casa senza immortalare il circuito con un video, visto che non si possono fare, approfitto di un momento di distrazione dei controlli e mi avvio in pista con la videocamera legata al poggiatesta destro, nel frattempo Rostro si è appostato su una curva per scattarmi delle foto; avendo due giri a disposizione me la prendo con calma, sono talmente emozionato che mi dimentico di staccare i controlli, cosa che faccio alle prime curve, poi arrivato al primo tratto veloce mi accorgo che senza la visualizzazione della mappa ancora non riesco a ricordarmi cosa c&#8217;è dopo i dossi e mi affretto ad impostare l&#8217;idrive, lascio nel frattempo passare una M3 (E30) assettata e con gli scarichi aperti e decido di inseguirlo, ma subito incontro un deficiente che non mi da strada a sx e dopo vari cenni si sposta dalla parte giusta mentre quello dell&#8217;M, contravvenendo alla regola fondamentale, lo passa a dx,dopo la prima parte veloce sbaglio una curva a dx ed il cambio marcia e la M si allontana inesorabilmente, il mio spirito competitivo a questo punto prevale ed inizio a fare sul serio ma dopo poco in una curva a sx mi ritrovo la M fuori pista che cerca di rientrare sulla corda della successiva curva a dx, quasi mi fermo e riparto insieme allo sventurato, questa volta gli lascio un po di spazio appositamente per paura che mi si possa rigirare davanti, poi mi trovo a superare a sx in piena compressione una macchina che non mi consente di fare la traiettoria giusta, insomma alla fine la M mi molla inesorabilmente,la seconda parte della pista scorre via senza particolari errori, e stacco un tempo di 9,18s, senza tutti questi in conventi probabilmente sarei arrivato intorno ai 9s, così penso: adesso all&#8217;ultimo giro, facciamo sul serio; arrivato però alla fine del rettilineo mi accorgo che facevano deviare obbligatoriamente le macchine nel parcheggio e così mi sono affrettato a togliere la videocamera (se pescati si viene addirittura interdetti per sempre da circuito).<br />
Al secondo giro, quindi ho cercato il giro pulito senza errori ed in effetti senza il cronometro si sbaglia meno. </p>
<p>Insomma, missione compiuta, 10 giri totali in un giorno, 200km, sono veramente sfinito e soddisfatto di aver domato la bestia senza errori imperdonabili e con un tempo finale di tutto rispetto.<br />
E la Bmw come si è comportata? In maniera più che dignitosa, il peso c&#8217;è e si sente al secondo giro il posteriore si alleggerisce troppo, segno di un affaticamento eccessivo di ammortizzatori e gomme posteriori, le Falken si sono dimostrate ottime gomme ma non perfette per il Ring che necessita delle ultra high performance o almeno delle Pilot PS2 (tra l&#8217;altro montate sui Taxi M5, altro che Continental SC2) ed la gran coppia del motore consente di uscire dalle curve più lente sempre con la III° che aiuta a limitare i pattinamenti.<br />
La sera poi ho l&#8217;occasione grazie a Rostro di conoscere Sabine che oltre a essersi rivelata simpatica e disponibile, lontana dalla pista si fa apprezzare anche per le sue doti femminili. </p>
<p>La mattina del Lunedì si riparte per casa con la piacevole compagnia di Mario (Rostro), insomma il ring mi ha lasciato un ricordo indelebile e due amici in più, Rostro e Pianale, a quest&#8217;ultimo, devo un ringraziamento particolare, senza i suoi post sul Ring (ricordate il giro con la Coreana?) mai e poi mai mi sarebbe venuto in mente di vivere un&#8217;esperienza del genere.<br />
GRAZIE di cuore.  </p>
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		<title>E finalmente ho provato anch&#8217;io il mitico inferno verde! (di Stefano D.)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Z1</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
		<category><![CDATA[racconti nurburgring]]></category>

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		<description><![CDATA[E finalmente ho provato anch&#8217;io il mitico inferno verde!
Tornato ieri notte da Amsterdam mi sono a malapena ripreso e metto giu&#8217; qualche impressione. Una parte deilla storia l&#8217;ha gia&#8217; scritta Spinazzola, quindi mi risparmio qualche riga!
(Rileggendo mi rendo conto che questa frase e&#8217; ridicola&#8230;.8-))) 
Sabato pomeriggio quando hanno aperto la pista abbiamo deciso di &#8220;assaggiarla&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E finalmente ho provato anch&#8217;io il mitico inferno verde!<br />
Tornato ieri notte da Amsterdam mi sono a malapena ripreso e metto giu&#8217; qualche impressione. Una parte deilla storia l&#8217;ha gia&#8217; scritta Spinazzola, quindi mi risparmio qualche riga!<br />
(Rileggendo mi rendo conto che questa frase e&#8217; ridicola&#8230;.8-))) </p>
<p>Sabato pomeriggio quando hanno aperto la pista abbiamo deciso di &#8220;assaggiarla&#8221;, sono entrato con mia moglie al fianco (coraggiosa!), deciso ad andare molto piano.<br />
Ma e&#8217; piu&#8217; facile a dirsi che a farsi&#8230;..intendiamoci, non e&#8217; che sia andato forte, semplicemente non sono andato tanto piano come mi ripromettevo. Vedere i cordoli, sapere che non ci sono autovelox in giro, tutti questi curvoni così invitanti&#8230;.insomma&#8230;.si tende a strafare.<br />
Il bello e&#8217; che tutti quelli che c&#8217;erano gia&#8217; stati mi avevano detto di trattenermi&#8230;.LOL<br />
Insomma, il vero problema e&#8217; che se non conosci la pista il Ring e&#8217; bastardissimo.<br />
Non c&#8217;e&#8217; un tratto dritto tranne il rettilineo da cui si parte (in compenso ci sono tratti &#8220;quasi dritti&#8221; dove si puo&#8217; andare tanto, ma tanto, forte), la visibilita&#8217; e&#8217; quasi sempre scarsa e l&#8217;altimetria e&#8217; estremamente variabile. Questo porta al primo risultato inevitabile: in salita viene facile tirare le curva, in discesa le cose sono meno facili.<br />
Poi c&#8217;e&#8217; il &#8220;piccolo&#8221; problema delle traiettorie&#8230;.specie la prima volta viene istintivo prendere la corda, cosa che ti fa inevitabilmente finire completamente fuori traiettoria per la curva successiva. perche&#8217; al ring c&#8217;e&#8217; sempre una curva successiva&#8230;.e spesso e&#8217; in contropendenza oppure dietro un dosso.<br />
Insomma, pur facendo 22 km anziche&#8217; 21 sono arrivato in fondo senza troppi problemi e felice come una Pasqua.<br />
Poi per conoscere meglio la pista abbiamo chiesto a Pianale di scarrozzarci. Nik ha offerto il biglietto e io l&#8217;auto. Cristiano e&#8217; piu&#8217; esperto e questo fa la differenza. Da passeggero ho potuto apprezzare l&#8217;ambientazione molto di piu&#8217;.<br />
Verso la fine del giro siamo stati passati da un missile rossonero con una ruota alzata da terra&#8230;..Rostro si era presentato! </p>
<p>La domenica si e&#8217; aperta con i giri da passeggeri sulla Barchetta.<br />
Io mi sono fatto pregare parecchio per farlo. Mi ero portato il casco per l&#8217;evenienza ma non ero per nulla tranquillo.<br />
Mi fido di Rostro e so che, nonostante le apparenze, e&#8217; una persona ragionevole (8-P).<br />
Ma non amo andare in auto se non guido e non ho alcuna esperienza di pista (due giri ad Adria non fanno testo).<br />
Vedendo Nik scendere entusiasta ho preso il coraggio a due mani e mi sono infilato sul siluro.<br />
Rettilineo, semicurve e prima curva decisa con invito verso sinistra e curvone a destra. Rostro molla un pestone e apre tutto tagliando la traiettoria perfettamente. Le semislick si attaccano al suolo come una ventosa, con le chiappe percepisco che nonostante stessimo andando molto forte il limite era lontano. Incredibilmente mi trovo a pensare &#8220;Qui c&#8217;e&#8217; da divertirsi, e parecchio&#8221;!<br />
Per tutto il giro mi sono goduto le traiettorie scoprendo che Rostro andava tanto piu&#8217; forte di me anche perche&#8217; avra&#8217; fatto un chilometro di meno!<br />
Quando l&#8217;auto arrivava vicino al limite lo sentivo correggere di sterzo e la Barchetta si riallineava in traiettoria senza problemi. Mi sono rilassato e mi sono goduto l&#8217;esperienza arrivando anche a salutare con la mano gli spettatori in un paio di curvoni&#8230;.8-)<br />
Unico problema un dolore al braccio destro che ho tenuto tesissimo aggrappandomi alla maniglia per non finire fra le braccia del pilota nei curvoni a destra. </p>
<p>Ho consigliato a mia moglie di fare la stessa esperienza convincendola con una frase &#8220;Se non hai avuto paura con me puoi andare tranquilla con lui&#8221;.<br />
E non scherzavo, io se fossi stato in auto con me, vedendo la &#8220;creatività&#8221; delle mie traiettorie mi sarei preoccupato ben di piu&#8217; delle velocita&#8217; warp della Barchetta in curva.<br />
C&#8217;e&#8217; da dire che avere relativamente pochi cavalli rende le cose meno preoccupanti, con la mia fuori dalle curve aprivo tutto e la velocita&#8217; saliva parecchio.<br />
Per cominciare sarebbe stata meglio un&#8217;auto meno potente. Ma ne riparlero&#8217; piu&#8217; avanti. </p>
<p>In seguito abbiamo chiesto a Cristiano di farci da apripista. Ottima idea per vedere ancopra una volta le traiettorie ma pessima l&#8217;idea di avere Spinazzola che mi segue da vicino&#8230;.8-)<br />
Un po&#8217; perche&#8217; guardavo negli specchietti il muso della 5 un po&#8217; perche&#8217; avevo ancora in testa le velocita&#8217; d&#8217;ingresso in curva di Rostro sono entrato alla garibaldina in un paio di curve.<br />
Nik si e&#8217; preoccupato ma in realta&#8217; le cose erano abbastanza sotto controllo. Le curve erano ampie e quando mi rendevo conto di essere troppo veloce bastava mollare il gas e poi ridarlo per fare tornare l&#8217;auto in traiettoria. La ripartizione dei pesi al 50-50 in questi casi e&#8217; un toccasana, col gas si gestisce l&#8217;auto in maniera veramente istintiva. </p>
<p>Considerazioni&#8230;<br />
Fondamentalmente l&#8217;approccio del principiante alle curve del ring e&#8217; il seguente: </p>
<p>- Devo ricordarmi di anticipare la frenata per impostare bene la curva.<br />
- Adesso e&#8217; troppo presto.<br />
- Adesso va bene.<br />
- Ops, forse era meglio un attimo prima&#8230;.meglio pestare di brutto.<br />
- Mhhh&#8230;.sto frenando troppo, faccio la figura del fermo. Alleggerisco la frenata&#8230;.<br />
- Cazzo, forse dovevo frenare di piu&#8217;, sottosterza&#8230;alzo il piede.<br />
- Bravo pirla, guarda che bella larga e&#8217; la traiettoria in uscita, potevo farla piu&#8217; veloce, meglio dare gas.<br />
- Così si fa&#8230;.senti come sto uscendo alla grande.<br />
- Ma porca&#8230;&#8230;sono 10 metri troppo a destra rispetto alla traiettoria buona per la curva successiva (ve l&#8217;ho gia&#8217; detto che c&#8217;e&#8217; SEMPRE una curva successiva? Si, eh? </p>
<p>Beh, ve lo ripeto.<br />
Solitamente se fai bene una curva fai male le due successiva&#8230;e via così.<br />
Io volevo tenermi un buon margine, quindi ho fatto passare Nik a circa metà giro.<br />
Quando lui mi ha detto che avevo toccato i 215 ho pensato due cose:<br />
- Porcatroia&#8230;.manco me n&#8217;ero reso conto (in effetti se avevo messo la quinta voleva dire che la quarta era finita e la mia quarta arriva sui 190)<br />
- Ma come cavolo fa a guardate il tachimetro? (poi ho scoperto che ascoltava anche la radio&#8230;magari era anche al telefono con la moglie: &#8220;No cara, stai tranquilla, sono in coda sopra Stoccarda&#8230;.i lavori, sai. Credo che al Ring non ci arrivo nemmeno, mi fermo giusto da qualche parte a comprare un chilo di wurstel e un barile di birra. Baci&#8221;)<br />
Passato oltre il Nik ho seguito fino in fondo Pianale. Sugli allunghi la mia riguadagnava quello che perdevo in ingresso curva, nonostante seguissi lui certe volte l&#8217;istinto mi faceva alzare il piede. Tenere giu&#8217; quando possi un dosso senza vedere nulla dall&#8217;altra parte non e&#8217; per niente facile&#8230;..<br />
Nel giro successivo ho caricato nuovamente la mia signora. La sua presenza mi ha fatto guidare in maniera sbagliata, non frenavo abbastanza violentemente e tenevo il piede sul freno tropppo a lungo.<br />
Risultato: all&#8217;arrivo avevo una puzza di freni e gomme tremenda. Un tipo si e&#8217; girato guardandomi un po&#8217; stranito. magari avra&#8217; pensato che avevo girato in 8,30 per ridurre l&#8217;auto così&#8230;.8-)<br />
Giretto per raffreddare il tutto e poi GP in TV (Aaaaaahhhhhhhh finalmente la Ferrari!!!!!).<br />
Ah, prima del GP siamo andati a vedere i passaggi lungo la pista, veramente spettacolari. </p>
<p>Restava l&#8217;ultimo giro (così credevo).<br />
Parto molto piu&#8217; rilassato e deciso e fino al km 8 trovo la pista completamente libera. E&#8217; stato il momento migliore, non ho mai sentito l&#8217;auto rispondere così bene alle mie sollecitazioni e gli errori di traiettoria sono stati nei limiti della decenza.<br />
Purtroppo ho raggiunto un paio di auto lente e poi sono stato raggiunto a mia volta da un gruppo di missili.<br />
Quando si viene raggiunti da una o piu&#8217; moto la cosa e&#8217; poco simpatica: io mi sono spostato immediatamente e vederli entrare in cuva davati a te ginocchio a terra e&#8217; impressionante.<br />
Impressionante anche essere passato da Porsche preparate che vanno come siluri&#8230;..pero&#8217; mi ha fatto piacere che quando sono stato affiancato in uascita da una M3 ho messo giu&#8217; tutto e la differenza di prestazioni era accettabile, insomma non mi ha umiliato. C&#8217;e&#8217; da dire che in terza da bassi giri la mia auto e&#8217; nelle condizioni ideali per fare bella figura!<br />
Il giro e&#8217; stato rallentato anche dalle bandiere esposte per un&#8217;uscita di strada ma complessivamente mi ha molto soddisfatto. Naturalmente ho parzializzato molto nei punti piu&#8217; veloci dove per tenere giu&#8217; bisogna avere in mente perfettamente la pista, altrimenti sono cavoli acidi&#8230;.Arrivato ai box mia moglie mi viene incontro e dice &#8220;Da quando sei uscito dal pargheggio a quando sei rientrato sono esattamente 17 minuti&#8221;.<br />
Stavo per scoppiare in un pianto a dirotto quando mi e&#8217; venuto in mente che dal parcheggio non ero entrato in pista ma avevo fatto un bel giretto fuori dal circuito per scaldare il motore!!!<br />
Da ponte a ponte sotto i 10 ci sono stato di sicuro&#8230;.l&#8217;onore e&#8217; salvo!<br />
8-)))<br />
Dopo quel giro sulle gomme anteriori e&#8217; apparso un solchetto nuovo&#8230; </p>
<p>Pensavo che l&#8217;esperienza fosse finita quando Pianale mi ha offerto di ricambiare l&#8217;Idatest provando la sua.<br />
Quindi: Idatest 120d al Ring!<br />
L&#8217;auto l&#8217;avevo gia&#8217; provata ma guidarla in citta&#8217; e&#8217; ben diverso. La posizione di guida e&#8217; magnifica, mancherebbe solo un volante piu&#8217; sportivo. Lo sterzo e&#8217; preciso e diretto, sicuramente migliore del mio. Cambio e freni all&#8217;altezza. Assetto molto buono, poco rollio ein generale un ottimo feeling con l&#8217;auto fin dal primo momento. C&#8217;e&#8217; da dire che sono abituato alle BMW ma credo che sarebbe stato lo stesso per chiunque.<br />
Il motore non e&#8217; un sei cilindri (che scoop, eh?) ma spinge bene con un rumore metallico piacevole. Gira volentieri in alto senza esitazioni mentre e&#8217; un po&#8217; vuoto in basso. L&#8217;ho tenuta apposta in quarta dopo avere fatto passare un&#8217;altra auto per testare la ripresa e in basso la differenza con la mia e&#8217; veramente grande.<br />
La potenza inferiore e le marce un po&#8217; piu&#8217; corte mi hanno portato spesso a stare fra i 4 e i 5000 giri&#8230;qualche curva che con la mia facevo in terza con la 120d sarebbe stata da quarta ma chiaramente non potevo fare tanti esperimenti. Le dimensioni ridotte danno piu&#8217; agilita&#8217; nei cambi di direzione rispetto alla mia, anche la quasi assoluta mancanza di sbalzi aiuta a ridurre la sensazione di inerzia.<br />
Auto divertentissima che permette grande confidenza con facilita&#8217;.<br />
Probabilmente piu&#8217; adatta della mia al ring se si e&#8217; principianti. Non so se sia altrettanto facile in caso si esageri, visto che naturalmente mi sono astenuto dal cinghialare troppo! </p>
<p>Considerazioni sulla mia auto:<br />
la rimappatura, leggera ma ben spalmata, si fa sentire. Il motore e&#8217; sempre in tiro e non mi sono mai trovato sottocoppia o impiccato. I &#8220;mostri&#8221; mi passavano di brutto ma fra le auto normali me la cavavo alla grande. Il consumo in pista e&#8217; stato fra i 6 e i 6,5 km/litro, per i curiosi.<br />
L&#8217;assetto con i nuovi Koni gialli si e&#8217; rivelato fantastico anche in pista (oltre che nei 1300 km sparati ieri per tornare a casa&#8230;.), l&#8217;auto copia l&#8217;asfalto perfettamente senza mai rimbalzare anche quando mi trovavo a correggere la traiettoria violentemente.<br />
Avevo in mente di irrigidirli per l&#8217;ultimo giro ma ho soprasseduto, mi pareva ridicolo introdurre ulteriori variabili vista la scarsa esperienza sul Ring.<br />
In generale l&#8217;auto e&#8217; molto facile ed istintiva e, come ho gia&#8217; scritto, anche quando si esagera la si riprende facilmente. Il TC entrava veramente poco, complice il fatto che le gomme erano calde e che non ho mai messo la seconda.<br />
Le Sportcontact 2 in pista mostrano dei limiti e diventano un po&#8217; scivolose ma si sono difese bene, probabilmente avrei dovuto alzare un pelo la pressione, ma sono dettagli. </p>
<p>Conclusioni:<br />
sentirne parlare tanto vale fino a un certo punto.<br />
Al Ring bisogna andarci.<br />
Ho appena guardato il video di Nik. Carino ma molto lontano dall&#8217;emozione di essere la&#8217;.<br />
Prima di tutto non ci si rende conto dei dislivelli da otto volante, poi mancano i dossi e le irregolarita&#8217; dell&#8217;asfalto che scuotono l&#8217;auto continuamente.<br />
Bisogna avere testa per non rovinarsi la gita ma se c&#8217;e&#8217; riuscito Nik potete farcela tutti&#8230;.8-PPP<br />
A parte il divertimento e le emozioni si torna a casa con una capacita&#8217; di leggere le reazioni della propria auto molto migliorata, che non mi pare poco.<br />
Inoltre un appassionato potrebbe divertirsi anche andandoci a piedi e godendo della vista di centinaia di auto da sogno (e anche qualche tamarrata non da poco!). Girando nel paddock l&#8217;impressione e&#8217; che il locale supermarket dia le RS3 in premio con i punti della spesa&#8230;.. Mi fermo qui.<br />
Se avete letto tutto vuol dire che non avete niente da fare nella vita&#8230;.8-))) </p>
<p>Stefano D. (PD)  </p>
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		<title>&#8230;per godersi il Ring nel vero senso della parola, bisogna entrarci al volante!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:35:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La Prima Volta ... Racconti!]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì, partenza ore 8.30: infiliamo i bagagli in macchina e raggiungiamo i nostri compagni di viaggio, che arrivano da Milano, alla dogana di Brogeda. Matteo guida la sua Celica T23 bianco perlato con cofano in carbonio e cerchi bruniti, ex 143cv e portata a 200 da una generosa turbina, gli mancano solo gli occhi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì, partenza ore 8.30: infiliamo i bagagli in macchina e raggiungiamo i nostri compagni di viaggio, che arrivano da Milano, alla dogana di Brogeda. Matteo guida la sua Celica T23 bianco perlato con cofano in carbonio e cerchi bruniti, ex 143cv e portata a 200 da una generosa turbina, gli mancano solo gli occhi a mandorla e potrebbe passare per uno di Best Motoring; Fede scorrazza la tipa sull&#8217;altra Celica, quella rossa, meno appariscente ma altrettanto performante; Danny abbandonò l&#8217;avventura Celica per un buon affare travestito da Honda S2000, sapientemente rivista sul piano dell&#8217;assetto, ora rasoterra nel vero senso della parola, tramite l&#8217;unico aspetto tecnico che accomuna queste auto: ammortizzatori Tein, nel caso di Danny regolabili dall&#8217;interno tramite centralina dedicata.<br />
Prima o poi me la centralina me la devo fare anch&#8217;io..<br />
Un trackday serio prevede anche pneumatici consoni: le semislick, montate su un secondo treno di cerchi, sono stipate nel bagagliaio della Toyota Carina di Fede.</p>
<p>Il viaggio si rivela abbastanza estenuante; la pioggia, i frequenti lavori in corso sulle autostrade e, soprattutto, i numerosi errori nello studio del percorso, allungano i tempi.<br />
Il tutto viene presto dimenticato alla vista del gradevole paesino di Hillesheim, a circa 25km dal Ring, dove abbiamo trovato un alberghetto discreto; casette dai tetti spioventi e campanili appuntiti fanno capolino nella sterminata campagna tedesca.<br />
Tanta è la tranquillità del luogo che quasi non si riesce a immaginare che laggiù, da qualche parte, nella foresta, si snoda un tracciato che ha punito nel peggiore dei modi almeno 200 piloti.<br />
La stanchezza prevale sul desiderio di recarci subito sul posto; io non dispongo di semislick, spendo già abbastanza per le RE050 e non ci tengo a polverizzare la Z su qualche guard rail, ma gli altri, prima della nanna, preferiscono comunque portarsi avanti per la mattinata seguente montando subito le gomme.</p>
<p>Il gran giorno aveva l&#8217;aspetto temuto: cielo plumbeo, pioggia che cade a intervalli regolari, vento freddo che mette a dura prova il collo e, ahimé, anche lo stomaco..<br />
Il bello del Ring è che ti sorprende per la sua insuperabile semplicità: una rotonda, un parcheggio da 100 auto e, poco più in là, il lunghissimo rettilineo finale col suo sgabbiotto dei biglietti. Punto.<br />
Il problema è che mezzo mondo mette le ruote in quel chilometro quadrato fatto di asfalto consumato, terra ed erba umide e il luogo, improvvisamente, assume un&#8217;aria completamente diversa, perfettamente consona alla reputazione che vanta, un luogo in cui la passione per l&#8217;auto raggiunge i massimi livelli.<br />
Ti aspetteresti una coda da Mugello, da Monza pre-Gran Premio, gente che schiamazza e si tampona per infilarsi per prima nell&#8217;unico parcheggio libero del parco; niente di tutto questo.<br />
Inglesi, olandesi, spagnoli, francesi si danno strada diligentemente, mentre il traffico scorre con incredibile efficacia all&#8217;interno dell&#8217;angusto parcheggio, un continuo viavai di auto di ogni tipo che raggiungono il circuito o ne escono. Gli inglesi la fanno probabilmente da padrone, oltre, ovviamente, alla forte presenza di tedeschi; la quantità di auto con guida a destra ha dell&#8217;incredibile, tanto che sembra di essere a casa loro.<br />
La maggior parte guida mezzi dedicati, Peugeot, BMW, Ford preparate al solo scopo di girare in pista; chiaramente non mancano le Lotus, sia Elise ed Exige che Seven, ma sono stranamente numericamente inferiori.<br />
C&#8217;é da godere alla vista delle Porsche che bazzicano il circuito: se volete vedere un 993 Turbo come Dio comanda, andate al Ring e verrete ricompensati.<br />
La lo usano come la Punto e la grinta del mezzo e del pilota escono allo scoperto solo in circuito, per eclissarsi nel parcheggio di un chiosco all&#8217;aperto, mentre il proprietario assapora un Bratwurst con senape e quattro modellini 1:18 fanno amicizia con la sorellona sui sedili posteriori circondati dal rollbar.<br />
I Ring Taxi fanno la spola, caricando curiosi spendaccioni che sganciano 175 euro per un giro come si deve, con la Sabine che si smascella dalle risate, non senza un po&#8217; di protagonismo.<br />
Si apprezza lo sforzo fatto per far sì che tutti possano, in qualche modo, sperimentare il circuito, soprattutto perché, a quanto si dice, quella cifra non basta per coprire nemmeno la metà delle spese necessarie per affrontare l&#8217;acquisto e la revisione periodica di una M5 che gira tutti i giorni in pista.</p>
<p>Ma, per godersi il Ring nel vero senso della parola, bisogna entrarci al volante.</p>
<p>Così, senza nemmeno pensarci troppo.<br />
Vai allo sgabbiotto, ti compri un giro, uno solo, tanto per vedere com&#8217;é; spendi 16 euro e torni alla macchina con questo bigliettino che sa tanto di casello autostradale e infatti funziona più o meno allo stesso modo: lo inserisci, la macchina lo trattiene e alza la sbarra, augurandoti un buon giro.<br />
Se hai biglietti da più giri (si arriva fino a 25, per la bellezza di 300 euro circa), ti vengono conteggiati a scalare lungo tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno. Niente orari, niente regole.<br />
Puoi entrare come e quando vuoi, con l&#8217;auto che vuoi, preparata come vuoi, con la gente che vuoi, con o senza casco. E, chissà perché, tutto funziona sempre a meraviglia, non una scorrettezza, non una provocazione.<br />
Tanto per dire come funzionano le cose, quando la mentalità è diversa.. La sbarra si alza e sei dentro, finalmente. Si parte dalla variante del rettilineo finale, quella semicurva a sinistra che i piloti veri fanno pelando il gas a trecento all&#8217;ora; sapevi che faceva paura, a vederla sulla Playstation, peccato che dal vivo sia anche peggio e, soprattutto, il dislivello non è stato realizzato proprio come quello reale..<br />
Così come nel resto della pista. Le prime curve le ricordi bene, c&#8217;é la sinistra a gomito, c&#8217;é quella più lunga a destra in pendenza e poi la serie stretta con l&#8217;uscita bastarda che ti chiude all&#8217;ultimo, ma poi la pista prende letteralmente il volo: la lingua d&#8217;asfalto del primo, piccolo rettilineo si solleva per aria, mentre il tuo stomaco si spiaccica sul tappetino e tu ti ritrovi a sollevare il piede dal gas per evitare che le ruote si stacchino da terra, poi dentro la curvona a destra mentre ancora stai deglutendo e giù per le velocissime variantine a 200 all&#8217;ora.<br />
Hai appena iniziato e ti chiedi già che cavolo ci stai a fare lì dentro.<br />
Il resto del primo giro non fa che peggiorare la sensazione di aver completamente dimenticato come si imposta una curva, come si reagisce al sottosterzo o al sovrasterzo, peggio ancora se hai una Carrera GT (avete letto bene) che ti piomba alle spalle come un falco e imposta la variante a velocità doppia rispetto alla tua.<br />
Così ti sforzi di restare lucido, di riprendere confidenza con mani e piedi rattrappiti, ma lo stomaco resta indeciso sul far compagnia alle palle o alle tonsille nei saliscendi allucinanti che si susseguono l&#8217;uno dietro l&#8217;altro, implacabili.<br />
Esci che sei spossato, stanco come se avessi fatto 20 giri, convinto di aver finito lì, esperienza fatta, salva la vita e la fortuna già tentata a dovere e non più disposta a regalare niente.</p>
<p>Infatti, venti minuti dopo sei di nuovo dentro.<br />
Stavolta è diverso, il salto l&#8217;hai fatto, sei svezzato: magari nn giri da dio, le curve ancora non le sai e continui a cagarti sotto quando l&#8217;auto sale, sale, sale e al di là della collina d&#8217;asfalto ancora nn si vede niente, ma inizi a divertirti sul serio, senti che se le imposti bene quelle paraboliche sono lì pronte ad accoglierti, inizi a sbattertene del tutto quando sei a metà pista, con il caroussel che ti aspetta a braccia aperte e ti ci butti dentro, fottendotene di qualunque cosa possa succedere al fondo dell&#8217;auto che continua a grattare, a cigolare; torni indietro di vent&#8217;anni, alla nave dei pirati del luna park, quando i buchi nello stomaco per l&#8217;accelerazione verticale li eliminavi inspirando profondamente e, in men che nn si dica, sei alla fine, sul rettilineo, che spalanchi il gas, deciso a non mollare fino all&#8217;ultimo.</p>
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